Chiamati ad illuminare le tenebre - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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Chiamati ad illuminare le tenebre

Spiritualità > Il senso della Milizia
CHIAMATI AD ILLUMINARE LE TENEBRE
(relazione all’assemblea straordinaria MI Italia - 25.10.2014)

O. PREMESSA
Ogni aggregazione umana (ordine religioso, associazione, famiglia) mantiene la sua vitalità nella misura in cui conserva ed accresce il suo carisma di fondazione.  Cercheremo allora di capire quali siano le storiche ispirazioni iniziali di San Massimiliano Kolbe nella fondazione della MI e quanto esse mantengano il loro valore nel nostro tempo.

1. LE ISPIRAZIONI INIZIALI
“L'occasione che ne determinò la fondazione furono le iniziative sempre più provocatorie della massoneria e degli altri nemici della Chiesa di Cristo nel centro stesso del cristianesimo; il fondamento fu la tradizionale devozione che i PP. Francescani nutrono verso l'Immacolata” (SK 1046).

L’occasione
“Allorché a Roma la massoneria uscì allo scoperto in modo sempre più audace, portando i propri stendardi sotto le finestre del Vaticano - e sul vessillo nero dei seguaci di Giordano Bruno aveva fatto dipingere S. Michele Arcangelo sotto i piedi di Lucifero, e in foglietti di propaganda inveiva apertamente contro il santo Padre - nacque l'idea di istituire una associazione che si impegnasse nella lotta contro la massoneria e gli altri servi di Lucifero” (SK1278). Le tenebre (assenza di luce) uscivano sempre più spavaldamente ad oscurare la terra e  Massimiliano si sente chiamato ad illuminarle.

Il fondamento
L’ordine serafico nel tempo è stato l’autentico Cavaliere dell’Immacolata: “La causa dell'Immacolata, difesa, sviluppata e propagata dai nostri religiosi fin dai primordi del nostro Ordine serafico, è, per questo motivo, la nostra causa e non possiamo abbandonarla”(SK 386).

La sintesi
Massimiliano trovò nella tradizione dell’Ordine la risposta alle sfide del tempo, leggendo in quelle circostanze la proposta di Dio. E chi del resto potrà opporsi efficacemente ai nemici della Chiesa? “Un’anima compenetrata dall’amore verso di Lei opporrà certamente una resistenza all’opera di depravazione, l’arma principale in mano alla massoneria” (SK 1254). Inoltre (argomento degno di opportuno approfondimento) il dogma dell’Immacolata Concezione è la confutazione di tutte le eresie del nostro tempo, basate sulla negazione del peccato originale, come il beato Pio IX riteneva.

2. LO SVILUPPO INIZIALE DEL CARISMA
Questa riflessione pluriennale si nutrì anche di impatti emotivi. Innanzitutto l’ascolto di una meditazione (20.01.1917) del rettore del seminario, P. Ignudi sulla conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, un evidente trionfo dell’Immacolata ottenuto attraverso la devozione (peraltro non del diretto interessato) alla Medaglia Miracolosa. Di tale dato di partenza ci è prezioso testimone padre Pal, suo compagno di seminario, rumeno, uno dei sette fondatori della MI: “…fra Massimiliano rimase tanto convinto ed ispirato circa quello che doveva fare, che mi parlava con volto raggiante e traboccante di gioia della potenza della Madonna manifestata nella conversione del Ratisbonne e, sorridendo, mi disse che dobbiamo pregare affinchè la Madonna debelli tutte le eresie e specialmente la Massoneria.”

Due considerazioni che Massimiliano pose a fondamento della MI: la potenza per grazia dell’Immacolata e l’insidia costante del nemico; in lotta fra loro. Così le sintetizza: “È interessante notare che non esiste quadro o statua dell'Immacolata in cui non appaia anche il serpente. Del resto anche nella sacra Scrittura noi non leggiamo soltanto: “Ella ti schiaccerà il capo”, ma altresì: “e tu porrai insidie al suo piede” [Gen 3, 15]. E ciò si avvera in ogni anima che vuole avvicinarsi a Lei e in ogni casa che vuol lavorare per Lei” (SK 904).

Massimiliano avverte come sua vocazione la partecipazione a tale antagonismo. Racconta ancora p.Pal: “Mi disse più volte:un nostro vescovo ha detto che la Madonna farà grandi cose per mezzo di un nostro frate, rinnoverà lo spirito religioso in molti cuori del nostro ordine e degli altri, anzi risveglierà lo spirito cristiano fra i fedeli di molte nazioni.  Io che ormai lo conoscevo per una santa anima ero convinto che il religioso, strumento della Madonna era lui stesso fra Massimiliano ed il vescovo essere mons. Berti”(relazione del p.Giuseppe Pal, citato in A.Ricciardi, P.Massimiliano Kolbe, Postulazione Generale OFMConv, Roma 1960, p.56).

La successione di eventi degli anni romani, soprattutto il 1917, è travolgente ed emblematica: i cortei massonici e lo sconforto per la “miserevole condizione del nostro Ordine” (SK 1278); il racconto di Ratisbonne e la manifestazione dolorosa della tubercolosi;  la fondazione della MI e il suo stallo iniziale che vede anche la morte di due fondatori. “Per più di un anno dalla prima riunione non si verificò alcuno sviluppo nella M.I., anzi, contrarietà di vario genere si accumularono fino al punto che talvolta gli stessi componenti si sentivano imbarazzati a parlarne tra loro; anzi uno di essi cercava addirittura di convincere gli altri che la M.I. era qualcosa di inutile” (SK 1278). Un insieme di sante intenzioni e pesanti frustrazioni; una miscela da cui s’erge la croce che darà potenza e successo negli anni successivi.
Questa dinamica nella vita del fondatore può ripetersi nella vita dei militi?


3. L’INIMICIZIA E LA CONSACRAZIONE
Ma cosa ha scoperto Massimiliano che già non fosse scritto in Gn 3,15 e che costituisce un autentico architrave della storia? “Io porrò inimicizia fra te e la Donna; fra la tua stirpe e la sua stirpe; questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. La concezione progettuale di Dio è ab eterno e non muta nel tempo. Colei che venne deputata a vivere tale inimicizia lo farà fino alla fine dei tempi e coloro che sono della Sua stirpe (il primogenito Cristo, ma anche gli altri figli, gli altri cristi, i cristiani) saranno chiamati ad impegnarsi in questo conflitto.   “Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda col potere delle tenebre; lotta incominciata sin dall’origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno” (Gaudium et Spes, 33).

Tale consapevolezza è nitidissima anche nella formula di consacrazione: “Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso, senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di te: "Ella ti schiaccerà il capo" (Gn 3,15)  come pure: "Tu sola hai distrutto tutte le eresie del mondo intero", affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere in tal modo, quanto più possibile, il benedetto Regno del SS.Cuore di Gesù.”

La missione è indicata nell’atto di consacrazione:
1) schiacciare il capo del serpente, il principe delle tenebre che avvolgono il mondo;
2) distruggere le eresie, ovvero le deviazioni e le contraffazioni della verità; su Dio e sull’uomo; un autentico corpo mistico. “Tutte le eresie ed ogni peccaminosa tendenza: ecco il corpo di lui; e la massoneria, la quale dirige tutto questo: ecco la testa” (SK 206).
3) innestare ed incrementare la gloria dell’Immacolata nelle anime, per, in tal modo, ….
4) estendere il Regno del Sacro Cuore.

“Per Maria Immacolata a Gesù”: ecco la nostra parola d'ordine, sottolineata dall'arcivescovo mons. Sapieha nella benedizione pastorale concessa alla Milizia e pubblicata pure nella pagella d'iscrizione: “Benediciamo di cuore i membri della Milizia dell'Immacolata: combattendo sotto lo stendardo della Madre Divina, aiuti la Chiesa a condurre ai piedi di Gesù il mondo intero”. ... Apparendo a s. Margherita Alacoque, Gesù indicò … s. Francesco e disse: “Ecco il santo più vicino al mio Cuore divino” (SK 1094). Nel collegio serafico all’altare maggiore vi era un quadro, che ricordava tale apparizione, dinnanzi a cui pregava Massimiliano.
Tale Regno non è solo interno alle anime, ma anche sociale, come chiaramente richiesto da Gesù alla sua segretaria, S.Margherita Maria, con i messaggi per il re di Francia.  Così insegna l’ultima enciclica sul tema: “È altresì vivissimo Nostro desiderio che quanti si gloriano del nome di cristiani e intrepidamente combattono per stabilire il Regno di Cristo nel mondo, stimino l’omaggio di devozione al Cuore di Gesù come vessillo di unità, di salvezza e di pace. …, nella società domestica e nelle nazioni… Affinché poi il culto verso il Cuore augustissimo di Gesù porti più copiosi frutti di bene nella famiglia cristiana e in tutta l’umana società, si facciano un dovere i fedeli di associarvi intimamente la devozione al Cuore Immacolato della Genitrice di Dio. .. così il popolo cristiano, che da Cristo e da Maria ha ricevuto la vita divina, dopo aver tributato i dovuti omaggi al Cuore Sacratissimo di Gesù, presti anche al Cuore amantissimo della celeste Madre consimili ossequi di pietà, di amore, di gratitudine e di riparazione…” (Pio XII, Haurietis aquas, 1956). In sintesi: il retro della medaglia.
Insomma: la consacrazione è per la missione.
CONSACRAZIONE + MISSIONE = MI
CONSACRAZIONE senza MISSIONE = DEVOZIONISMO

4. LA MISSIONE
Contenere le tenebre e promuovere la luce. Due azioni che S. Luigi M.Grignon de Monfort, nel suo Trattato, così ben collega, quando parla dei santi degli ultimi tempi: “Questi santi, soprattutto verso la fine del mondo, Dio li susciterà per mezzo di Maria, Madre sua, affinché tali anime, piene di grazia e di zelo, oppongano resistenza ai nemici di Dio, che sorgeranno da ogni parte con accanimento. Queste anime avranno una particolare devozione alla Ss. Vergine. Ella le illuminerà con la sua luce, le nutrirà con il suo latte, le guiderà con il suo spirito, le sosterrà con la Sua mano, le custodirà con la sua protezione. Combattendo, in certo modo, con una mano, quelle anime spazzeranno via gli eretici con le loro eresie, gli idolatri con le loro idolatrie, i peccatori con le loro empietà, mentre con l'altra mano edificheranno il tempio del vero Dio e la città di Dio. Inoltre, sproneranno tutti, con la parola e con l'esempio, alla vera devozione verso la Madre Divina. Avranno molti nemici, ma riporteranno anche molte vittorie e renderanno molta gloria a Dio. Poiché come attraverso Maria ha avuto inizio la salvezza, così pure attraverso Lei la salvezza giungerà a compimento”.
L’amore, la conoscenza, l’imitazione e infine l’identificazione all’Immacolata costituiscono il primo impegno del milite. Bisogna inoltre dispiegare la bellezza ed il fascino della fede cristiana, ma anche della cultura e delle civiltà che ne derivano,… “studiando contemporaneamente i movimenti anti-religiosi del nostro tempo e le loro fonti, i loro metodi, gli effetti etc.” (SK 1327). E precisamente: “Con sforzo comune i membri procurino di conoscere bene le odierne correnti antireligiose, i fondamenti della fede, il socialismo, il bolscevismo, la massoneria, il protestantesimo etc e imparino ad agire contro di essi” (SK 51).  Così facevano a Niepokalanow, dove la difesa delle anime da una cultura negatrice di Dio e dell’uomo, ne imponeva lo studio e la successiva confutazione. Ci vuole insomma la gioia di studiare le meraviglie di Dio, ma anche il coraggio di capire le mosse del serpente; ed andare controcorrente. Massimiliano ci diede l’esempio, dicendo cose vere, belle, e scomode; creandosi nuovi nemici e convertendone di vecchi; amando e sacrificandosi; e dando infine la vita per una famiglia sconosciuta.

5. ATTUALITA’ DELLA MISSIONE
Il mondo è più scristianizzato di 100 anni fa?
La risposta è alla portata di tutti; basta aprire i giornali o accendere la televisione. Lucida e profetica risuona ancora l’ultima omelia (2005) del card. Ratzinger prima di essere eletto Pontefice: “Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le proprie voglie”. Solo “un’ipotesi” verrà proibita con la forza delle leggi, i giudici ed i tribunali: affermare l’esistenza di una verità oggettiva, antecedente all’uomo stesso, che egli può conoscere ma non creare. Chi lo farà sarà un’intollerante ed in nome della libertà verrà privato della libertà (o della vita). Dopo avere “estromesso” Dio dalle leggi, dalle famiglie, dai rapporti sociali, questa dittatura opera per aggredire l’uomo nella sua natura e perseguitare la Chiesa. E’ un cerchio che si va sempre più stringendo da tempi ancor più lontani di quelli di Massimiliano. “Il pensiero debole – che è come una malattia – abbassa anche il livello etico generale, e in nome di un falso concetto di tolleranza si finisce per perseguitare coloro che difendono la verità sull’uomo e le sue conseguenze etiche.” (Papa Francesco 20.06.2014). Oggi in particolare “il nemico attacca tanto la famiglia, il demonio non la vuole e cerca di distruggerla, cerca di fare in modo che l'amore non sia lì... Il Signore benedica la famiglia, la renda forte in questa crisi dove il diavolo vuole distruggerla" (Papa Francesco, 01.06.2014). Alla persecuzione incruenta si accompagna infine quella omicida. “La persecuzione contro i cristiani oggi è addirittura più forte che nei primi secoli della Chiesa, e ci sono più cristiani martiri che in quell’epoca” (Papa Francesco 20.06.2014).

E… il ruolo dell’Immacolata?
“La figura della donna, che rappresenta la Chiesa, è da una parte gloriosa, trionfante, e dall’altra ancora in travaglio. Così in effetti è la Chiesa: se in Cielo è già associata alla gloria del suo Signore, nella storia vive continuamente le prove e le sfide che comporta il conflitto tra Dio e il maligno, il nemico di sempre». Ella «lotta con noi, sostiene i cristiani nel combattimento contro le forze del male…la preghiera con Maria, in particolare il Rosario ha anche questa dimensione “agonistica”, cioè di lotta, una preghiera che sostiene nella battaglia contro il maligno e i suoi complici. Anche il Rosario ci sostiene nella battaglia» (Papa Francesco, 15.08.2013). E non è certo un caso che la MI nella sua orazione “ufficiale” sia l’unica associazione che preghi per i nemici della Chiesa.

6. CONCLUSIONE
“Chiamati alla salvezza mediante la fede in Gesù Cristo<luce vera che illumina ogni uomo (GV1,9), gli uomini diventano <luce nel Signore> e <figli della luce> (Ef 5,8) e si santificano con <l’obbedienza alla verità>(1Pt 1,22). ..Il <padre della menzogna> (Gv8,44) tenta sempre l’uomo a cambiare <la verità di Dio con la menzogna>(Rm 1,25)…e così abbandonandosi al relativismo e allo scetticismo (cf. Gv 18,38) egli va alla ricerca di una illusoria libertà al di fuori della stessa verità” (S.Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, 1).
In questa promozione della verità su Dio e sull’uomo “deve emergere chiaramente ciò che di positivo il cristiano può offrire nella lotta per la storia futura. Non è infatti sufficiente che egli opponga l’escatologia all’ideologia che è a base delle costruzioni postmoderne dell’avvenire. E’ ovvio che deve fare anche questo e deve farlo in maniera risoluta”, ma deve anche riproporre”i tratti fondamentali dell’immagine cristiana dell’uomo per applicarli poi in maniera concreta ai grandi problemi del futuro ordine mondiale”. Questo è il contenuto della “Civiltà dell’amore” (card. Joseph Ratzinger 25.04.1997).

Che l’Immacolata, Madre e Sede della vera Sapienza, sostenga la MI nel ruolo che Massimiliano le ha dato: l’illuminazione delle tenebre con lo splendore della verità! “Viviamo in un’epoca che potrebbe essere chiamata l’inizio dell’era dell’Immacolata” (SK 1242). “Sotto il Suo vessillo si combatterà una grande battaglia e noi inalbereremo le Sue bandiere sulle fortezze del re delle tenebre. E l’Immacolata diventerà la regina del mondo intero e di ogni singola anima, come la beata Caterina Labouré prevedeva” (SK 341).


 
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