San Massimiliano e.... i Santi !!! - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

San Massimiliano e.... i Santi !!!

Spiritualità > Il senso della Milizia
 
San Massimiliano e.... i Santi !!!
Pur attingendo da molte fonti, San Massimiliano si sente debitore in particolare della tradizione teologico-spirituale del francescanesimo. Le affinità tra p.Kolbe e francescanesimo sono molteplici. Egli si rifà non solo a San Francesco, ma anche ai grandi autori francescani, quali San Bonaventura e il Beato Duns Scoto. Da Bonaventura attinge la dottrina del ritorno della creatura a Dio, come pure la teologia sul Sacro Cuore di Gesù. E' bonaventuriana anche la sua concezione di Dio (Dio è amore, che crea per amore; le creature sono somiglianze divine). Francescano è il carattere trinitario della mariologia kolbiana, così come da s.Francesco e da s. Bonaventura è desunta l'immagine di Maria, Sposa dello Spirito Santo. I riferimenti a Scoto poi sono frequenti.

 
San Luigi Grignon de Montfort e San Massimiliano
 
Uno degli scrittori spirituali non francescani più vicini al pensiero kolbiano è senza dubbio s. Luigi M. Grignon de Montfort. Lo riconosce lo stesso Kolbe quando scrivendo al fratello p.Alfonso, afferma "da un'occhiatina ogni giorno al libretto del beato Grignion de Montfort: Della perfetta consacrazione alla ss. Vergine Maria, perchè è veramente una cosa nostra". Dello stesso tono una lettera del 1933, dove per due volte si dice che la devozione mariana insegnata dal Montfort è "tutta secondo lo spirito della M.I." Tuttavia l'idea della M.I. e il concetto di consacrazione in Kolbe non dipendono dal Montfort. S. Massimiliano conobbe l'opera del Montfort quando il suo pensiero sulla consacrazione era sostanzialmente già definito; le inquadrature teologiche dei due santi sono molto diverse. P. Kolbe scrive e parla del Montfort solo quando l'opera di costui appare nella traduzione polacca (la prima citazione è dell'Agosto del 1926) e ne parla in termini di scoperta e di sostegno della M.I. . Lo stesso Kolbe sottolinea alcune differenze tra la consacrazione insegnata dal Montfort e quella proposta da lui. La prima differenza è terminologica. E' ricondotta al fatto che nel Montfort ci si consacra come schiavi, nella M.I. invece come "res" e "proprietas": " Ancora uno schiavo-commenta il Kolbe- può dirsi che abbia qualche diritto umano, ma non res, proprietas. E se poi gli altri troveranno delle espressioni che significheranno più ancora una sacrificazione , un'oblazione di se stesso, questi si avvicineranno ancora più allo spirito di M.I." Il P. Kolbe stesso, però, è cosciente che su questo versante le differenze sono di linguaggio, perchè anche nelle intenzioni del Montfort la consacrazione a Maria deve essere totale e senza alcuna limitazione. Più significative invece sono le differenze indicate qualche anno dopo in una lettera a p. Felice Castagnaro: “Dalla dottrina del B. Grignon si distingue la M.I. specialmente per quello che ha dietro di sé, non solo la tesi francescana, ma anche il dogma dell'Immacolata con tutte le conseguenze teoriche e pratiche. E poi che nel suo fine universale, "sanctificationem omnium" , include la Mediazione universale dell'Immacolata, e per questo la necessità di guadagnare tutto il mondo per l'Immacolata.” Il problema del rapporto tra il Montfort e il Kolbe è stato affrontato da più studiosi e risolto in vario modo. S. De Fiores imposta il rapporto Montfort-Kolbe su criteri interpretativi più attuali che rinunciano alla categoria della superiorità gerarchica dell'uno sull'altro per sottolinearne invece semplicemente la diversità. Per De Fiores il Montfort e il Kolbe " sono due personalità indiscutibilmente originali e inconfondibili sia per carisma che per cultura, formazione e realizzazioni". Sul problema specifico della consacrazione tra i due ci sarebbe convergenza sulla totalità del dono; non coinciderebbero invece le inquadrature teologiche, come neppure i contenuti, i fondamenti, le finalità, il modo di realizzare la consacrazione.

 
Devozione e imitazione S. Gemma Galgani e S. Teresa del Bambino Gesù
 
Un qualche influsso sulla spiritualità di p.Kolbe l'ebbero queste due sante morte in giovane età e molto popolari in quegli anni. Con S. Teresa stabilì un vero patto: " Io mi impegno a fare in ogni Santa Messa un memento per la tua beatificazione e canonizzazione, mentre tu avrai cura della mia missione" . A proposito di Santa Gemma Galgani afferma di aver letto, con grande piacere, per ben tre volte, la biografia in italiano di 563 pagine, e di averne ricavato più bene che da un corso di esercizi spirituali. Prende parte alla cerimonia della sua beatificazione e invoca questa beata quando si trova davanti ad ammalati gravi, che rifiutano di confessarsi e riesce sempre a spuntarla! Di questa santa apprezza l'obbedienza, che le sarebbe stata raccomandata direttamente dalla Vergine come la via più breve e più autentica per giungere in paradiso, e lo sforzo di un amore senza limiti. Negli scritti di s. Massimiliano troviamo più frequente il ricordo di s. Teresina ( viene nominata più di 50 volte). Più volte ricorda la promessa della santa di far piovere dal cielo una pioggia di rose, descrive varie grazie di cui è stato testimone, sia di carattere spirituale che fisico. Durante i suoi viaggi in estremo oriente, nelle diverse città in cui giunge, registra sempre la presenza di chiese dedicate alla patrona delle missioni e come tale soprattutto la venera non dimenticando che è diventata tale unicamente per l'offerta delle sue preghiere e del suo amore. I diversi motivi su santa Teresa vengono ripresi e rielaborati in un articolo da destinare a qualcuno dei mensili M.I., ma che alla fine rimane inedito, dal titolo "Patrona delle missioni". Qui Kolbe riassume il segreto del fascino che questa giovane santa esercita su di lui nel fatto che " nel corso della sua vita non ha operato miracoli, ma si è fatta santa in modo tanto sublime nella ordinaria e grigia vita quotidiana. Ciò che vale, infatti, non è quello che facciamo, ma il modo, l'intenzione e l'amore con cui lo realizziamo. " Quindi prosegue : " Qual è stata la sua intenzione?Fare piacere a Gesù, al Bambino Gesù. Ecco l'amore puro. Sopportare con amore le piccole croci quotidiane, lavorare con amore, vivere di amore, essere come un fanciullino che, con carezze d'amore, si acquista la benevolenza del cuore del padre e della madre". La via per giungere a tale amore è ancora una volta la fiducia nell'Immacolata: " Santa Teresa chiama se stessa fiorellino dell'Immacolata e riconosce di essere stata educata dall'Immacolata"e conclude invitandoci a lasciarci educare anche noi da Maria: " Ella ci insegnerà una fiducia senza limiti nell'amore misericordioso di Dio, di cui Ella è la personificazione". San Massimiliano fa sua la via dell'infanzia spirituale di s.Teresa. Ciò però, precisa, non significa mettersi al riparo da ogni difficoltà o credersi immuni da imperfezioni; anzi la santa " si era ormai rassegnata alla constatazione che sarebbe stata sempre imperfetta" ciò che conta è porre la fiducia in Gesù, soprattutto quando avvertiamo più acutamente la nostra povertà. Il motivo che spinge a questo atteggiamento è individuato in un'altra frase della Santa: " Gesù non chiede opere grandi, ma solamente l'abbandono e la riconoscenza". Egli trova ammirevole e degno di imitazione anche lo zelo per le anime della Santa, per amore delle quali ella, se fosse necessario, si dice pronta a restare sulla terra fino alla fine del mondo, anche con l'incertezza della propria salvezza. Infine Kolbe si trova a suo agio con quello che si potrebbe chiamare il metodo pedagogico forte e tutto improntato a spirito soprannaturale di s. Teresa. In una lettera privata al padre guardiano di Niepokalanow afferma: "In base alla mia esperienza personale mi sono pure convinto che è meglio guidare con la disciplina, come s.Teresa del Bambin Gesù,piuttosto che accarezzare con eccessiva bontà, perchè in questo secondo caso le anime incominciano ad affezionarsi al superiore invece che all'Immacolata e, infiacchendosi nella disciplina religiosa, in seguito si allontanano anche dal superiore e si sforzano di guidarsi da se stesse". Ancora più drastico è nella famosa lettera ai fratelli di Nagasaki : " Io non sarei per voi, miei cari figli, un autentico padre spirituale, se prima di tutto e al di sopra di tutto non mi preoccupassi delle vostre anime; perciò, non vi prometto affatto di procurarvi delle gioie ad ogni passo, poiché diverrei il vostro traditore spirituale, ma piuttosto- secondo il metodo attuato perfino da una santa come Teresa del Bambino Gesù- farò di tutto per non essere indulgente, ma per privarvi della vostra propria volontà e seppellirla completamente, affinché viviate solo ed esclusivamente della Volontà dell'Immacolata."

 
.... e Santa Margherita Maria Alacoque
 

Un influsso sulla spiritualità di S. Massimiliano l'ebbe anche S. Margherita con la sua devozione al Cuore di Gesù, che è fortissima anche in lui: " L'amore verso il Sacratissimo Cuore di Gesù è l'unico sprone che ci spinge ad unire a Lui attraverso l'Immacolata il maggior numero possibile di anime nel modo più stretto" Questa Santa, il cui quadro era venerato nella cappella del Collegio, viene chiamata " la segretaria del Cuore di Gesù".
 
(liberamente tratto da Giuseppe Simbula, La Milizia dell’Immacolata: natura, teologia, spiritualità)



 
Torna ai contenuti | Torna al menu