Maria, Madre di Dio e degli uomini - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Maria, Madre di Dio e degli uomini

Maria Immacolata
"Sotto la croce di Gesù stava Maria, sua madre...e lì accanto il discepolo che egli amava. Allora Gesù parlò a lei dicendo 'Donna ecco tuo figlio ' e al discepolo 'Ecco tua madre'...e da quel giorno egli la accolse nella sua casa..." Nel tragico e glorioso giorno del Calvario, il Redentore lega indissolubilmente i destini della SS madre e dei suoi fratelli, l'intera umanità in Lui credente. Mentre il cielo si rabbuia, la terra è scossa da tremiti e l'intera natura si ribella alla morte del suo Creatore, prima che il velo del Tempio si squarci, e nella mente della moltitudine che ha inveito e urlato contro quell'uomo s'insinui la consapevolezza del tremendo errore compiuto, Gesù ha già perdonato e il suo più grande dono è questa stupenda comune maternità divina. "Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno..."sussurrerà con un filo di voce, umanamente straziato dai chiodi e dalla sofferenza... Ma già quella sera di tanti anni prima, nel silenzio della sua stanza, dopo aver ricevuto la visita dell'Angelo annunziante, Maria aveva certamente compreso tante immense verità; e fra queste anche il diventare madre dell'umanità. Nel suo delicato cuore pieno di tutta la bontà e l'amore possibile, Maria aveva fin da bambina appreso la gioia per gli altri: le Sacre Scritture non ci raccontano nulla, ma lo Spirito Santo ci fa facilmente immaginare la sua docilità, la sua tenerezza, il suo sorriso sempre dolcemente disposto ad aprirsi all'altrui sguardo.
Immacolata fin dalla nascita ed esente per divina volontà dal peccato originale, è facile con gli occhi della fede incontrare Maria nei suoi primi anni di vita; intenta ad ascoltare i suoi genitori, aperta alla conoscenza delle scritture, dolce e amorevole, come e ben più delle sue coetanee.
Come non vedere, ad esempio, nella figura di una Madre Teresa di Calcutta, gesti e comportamenti, parole e insegnamenti della Mamma Celeste: osservarne la tenerezza verso i più piccoli e deboli, fragili e malati, e immaginare le medesime azioni nella Nazareth poco prima dell'anno zero. Questa delicata e bella fanciulla ebrea, in quella età che ha appena lasciato alle spalle l'essere bambina e non ha ancora completato e raggiunto la maturità, quel momento della vita che poeti e scrittori hanno sapientemente descritto in tante opere, lei Maria si trova a vivere qualcosa di immensamente grande e potente. E dopo che l'ombra dell'Altissimo l'ha avvolta, e lo Spirito Santo ha generato in lei il Verbo di Dio fatto carne, ancora una volta i suoi gesti saranno permeati della più totale armonia celeste.
L'incontro con la cugina Elisabetta, quei candidi gesti reciproci, quella tenerezza tipica delle mamme in attesa: qualcosa di semplice, di naturale, ma…bastano le parole pronunziate per far comprendere che di “normale ci sia ben poco.”Appena il bambino ha avvertito la tua presenza ha iniziato a gioire nel mio seno”.
Il legame familiare è sintomatico delle radici etiche di ogni popolo:e quello ebreo fin dall’inizio della sua storia ha permeato il proprio ceppo con questo genere di rapporto. I Vangeli non ne accennano ma di certo fra il figlio di Dio e il suo precursore, anche prima del loro incontro davanti al fiume Giordano nel giorno del battesimo di Gesù, i rapporti dovevano essere molto affettuosi. Immaginiamo dunque la sofferenza di Maria quando si sparse la notizia della tragica fine del Battista, e la sua dolorosa paura per il destino del suo adorato figlio lontano.
Ma in fondo,sotto traccia, tutte le pagine del S.Vangelo sono cariche di potente pathos. Quella ad esempio, delle Nozze di Cana con il primo straordinario gesto di Gesù, la trasformazione dell’acqua in vino. La piena e totale compartecipazione di Maria con suo figlio ci mostrano il volto materno di lei.
Gli altri testi sacri ci indicano in Giuda Taddeo, uno dei 12, lo sposo oltre che parente del Maestro:Maria manifesta in quel gesto di incitamento non tanto la volontà di far compiere al Figlio qualcosa di straordinario, ma l’affetto che una madre ha oltre che per le sue creature, anche per i suoi figli d’adozione.
”Fate quello che Lui vi dirà” non è chiaramente rivolto solo ai servi, ma anche per i futuri interlocutori che nella fede cristiana credono. Nelle molteplici opere artistiche che la vedono protagonista, abbiano esse per autori grandi nomi della pittura o sconosciuti dispersi nel buio dell’anonimato. Maria ha un tratto comune: quello della maternità per eccellenza. Il suo volto, le sue movenze, i suoi teneri gesti, tutto il panorama alle sue spalle, rifulge di luce soffusa e dinamiche artistiche prive di asprezza e anzi abbonda di morbida flessuosità tipica di uno dei momenti più belli dell’esistenza.
E spesso paradossalmente risaltano per contraltare, i gesti bruschi e le risposte a prima vista piuttosto severe di Gesù, nei suoi confronti:scremando il testo dalle dure caratteristiche della vita e dell’esperienza ebraica, ci colpisce che fin da fanciullo Gesù sia così saggiamente rigoroso in certe sue parole.Mai Maria avrebbe risposto ai suoi genitori con forza e una punta di provocazione.”Non sapevate che io devo interessarmi delle cose del Padre Mio?” on ci aspettiamo, teologicamente, che un bambino di 12 anni risponda così all’ansia affettuosa di due genitori impauriti dalla sua assenza. “Cosa ho da spartire con te, donna?”è la sua risposta alla madre nel giorno delle nozze di Cana.
“Beati piuttosto quelli che onorano il Padre che è nei Cieli” replica freddamente alla donna che per strada ringrazia Dio per sua Madre.
Il Sacro Cuore di Maria pulsa fin dal suo primo giorno di vita di amore, coraggio, virtù e passione. E nei secoli a venire, attraverso le pagine e le testimonianze dei santi e dei padri della Chiesa lo vediamo patire, gioire e piangere amare lacrime per milioni di figli sparsi sulle diverse lande del nostro pianeta. Figli ingrati, boriosi, di sé stessi innamorati, narcisisticamente presi dalle proprie umane debolezze, figli degeneri che sboccatamente usano il nome Dio e di Gesù invano, che imbrattano il tempio santo del loro corpo delle più incomprensibili sozzure; figli e figlie inconsapevoli per gesti e parole che aprono loro automaticamente le infernali porte dell’Ade.Uomini e donne che non credono alla reale esistenza di un luogo di punizione eterna, pur in presenza di una ben chiara dimostrazione come quella che Maria ha fatto vedere ai tre pastorelli di Fatima. Umanità che però Maria attende ogni giorno,ogni notte silenziosa e partecipe come una mamma che non dorme mai seduta sulla soglia di casa in attesa del loro ritorno, quasi novelli Figliol Prodigo; e quando la conversione avviene Lei lascia che il figliolo si inginocchi davanti e appoggi la testa su di Lei e che lo Spirito del figlio Redentore saggiamente penetri per ripulire i peccati, che seppur rossi come lo scarlatto diventeranno bianchi come la neve… Non sappiamo né quando né come questo mondo finirà e scenderà dal cielo la nuova Gerusalemme celeste(Apocalisse); non sappiamo il giorno della seconda venuta del Cristo, né quale sarà il nostro destino. Ma di una cosa siamo certi; che la nostra Mamma Celeste, la nostra avvocata, la nostra amata Maria sempre vergine, sarà lì ad attenderci per prendere la nostra tremante mano fra le sue per proteggerci e rincuorarci come ha fatto da sempre e per sempre.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu