Mater Dolorosa - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

Milizia dell'Immacolata di Sicilia
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Mater Dolorosa

MATER DOLOROSA
  
PERCHE’ MARIA E’ ADDOLORATA E PIANGE?
Il titolo di Mater dolorosa è generalmente riferito alla Madonna ai piedi della croce nel momento della passione di Gesù (Gv 19, 25). Maria non subisce gli eventi, non ha dubbi di fede; non si chiede se sia stata ingannata da Dio, ma offre liberamente il proprio Figlio e se stessa in sacrificio al Padre. Dice il CCC: “La sua fede non ha mai vacillato, Maria non ha cessato di credere ‘nell’adempimento’ della parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede”. Gli fa eco S. Giovanni Paolo II -  “Tale benedizione raggiunge la pienezza del suo significato, quando Maria sta sotto la Croce di suo Figlio (Gv 19,25). Il Concilio afferma che ciò avvenne «non senza un disegno divino»: «Soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata», in questo modo Maria «serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla Croce» (Lumen Gentium 58)”. (Giovanni Paolo II, Redemptoris Mater, 18-19)

La condizione di Maria va aldilà di quel momento storico. Negli stessi misteri gaudiosi notiamo un velo di dolore, che li attraversa e li unisce, e che trova la sua espressione maggiore in Lc 2,33-35: “Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui. E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: «Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione e a te stessa una spada trafiggerà l'anima, affinché i pensieri di molti cuori siano svelati”.

La devozione all’Addolorata nasce dal sensus fidei fidelium nella contemplazione di Maria SS. sul Calvario. Essa  prese maggiore consistenza dall’XI secolo e anticipò la celebrazione liturgica. Testimonianza ne è lo Stabat Mater, di Jacopone da Todi, che compose in lingua volgare anche le famose "Laudi"; dalla devozione ebbe origine la festa dei “Sette Dolori di Maria Santissima”. Nella Firenze opulenta del 1233, nasce l’Ordine dei “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette Fondatori, laici (del Bonfiglio si può ammirare una grande statua nella basilica vaticana) che abbandonano famiglia, attività e professione. Papa Innocenzo XII il 9.8.1692 autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine per la 3a domenica di settembre. Il 18.8.1714 la Sacra Congregazione dei Riti approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria per il venerdì precedente la domenica delle Palme. Pio VII, il 18.9.1814 estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, con inserimento nel calendario romano. San Pio X (+1914), fissò la data definitiva del 15 settembre, dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce del 14, con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma della “Beata Vergine Maria Addolorata”.

L’evidenza di quel dolore continua nelle manifestazioni riconosciute dalla Chiesa. Pensiamo alle lacrime di La Salette (1846); al sangue sgorgato dalla statua della Madonna ad Akita (1973) ed a Civitavecchia (1995). La Madonna lacrimò a Siracusa nel 1953 e così commentò il fatto Pio XII (17.10.1954): “Senza dubbio Maria è in cielo eternamente felice e non soffre nè dolore nè mestizia; ma Ella non vi rimane insensibile, che anzi nutre sempre amore e pietà per il misero genere umano cui fu data per Madre, allorché dolorosa e lacrimante sostava ai piedi della Croce, ove era affisso il Figliolo. Comprenderanno gli uomini l'arcano linguaggio di quelle lacrime? Oh, le lacrime di Maria! Erano sul Golgota lacrime di compatimento per il suo Gesù e di tristezza per i peccati del mondo. Piange Ella ancora per le rinnovate piaghe prodotte nel Corpo mistico di Gesù? O piange per tanti figli, nei quali l'errore e la colpa hanno spento la vita della grazia, e che gravemente offendono la maestà divina? O sono lacrime di attesa per il ritardato ritorno di altri suoi figli, un dì fedeli, ed ora trascinati da falsi miraggi fra le schiere dei nemici di Dio?”

A Fatima (1917) la tristezza è crescente, come emerge dalle memorie di suor Lucia. La crisi dell’umanità vive infatti un crescendo inquietante come il mutato atteggiamento della Madonna nel corso delle 6 apparizioni. Inizialmente il suo volto , scrive suor Lucia, non era “né triste né allegro, ma serio”, con un’aria di dolce rimprovero. Diventa triste a partire dalla terza apparizione, quella dei segreti.  E nell’ultima la Madonna dice: “Bisogna che [gli uomini] si emendino, che chiedano perdono dei loro peccati”. E, assumendo un aspetto ancora più triste: “Non offendano più Dio nostro Signore che è già molto offeso”. Lucia inoltre ricorda che «Davanti alla palma della mano destra della Vergine si trovava un cuore circondato di spine che vi sembravano conficcate. Comprendemmo che quello era il Cuore Immacolato di Maria, oltraggiato dai peccati dell'umanità, che chiedeva riparazione.»

MARIA ADDOLORATA ED IL VALORE DEL DOLORE
L’uomo, nato nel dolore, deve usarlo come scala al cielo. Chi meglio dell’Addolorata può aiutarlo? Il crocifisso è il rimedio ad ogni male; la devozione all’Addolorata è la via più breve per il crocifisso. Così insegna S. Giovanni Paolo II in Salvifici doloris:
1. « Completo nella mia carne  quello che manca ai patimenti di Cristo, in favore del suo corpo che è la Chiesa »(Col 1,24)... « Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi ».

2. …Anche se … « tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto », anche se all'uomo sono note e vicine le sofferenze proprie del mondo degli animali, tuttavia ciò che esprimiamo con la parola « sofferenza » sembra essere particolarmente essenziale alla natura dell'uomo. Ciò è tanto profondo quanto l'uomo, appunto perché manifesta a suo modo quella profondità che è propria dell'uomo, ed a suo modo la supera. La sofferenza sembra appartenere alla trascendenza dell'uomo: essa è uno di quei punti, nei quali l'uomo viene in un certo senso « destinato » a superare se stesso, e viene a ciò chiamato in modo misterioso.

4. …poiché l'uomo, nella sua sofferenza, rimane un mistero intangibile.

Berta Petit (+1943) è una mistica, che ha avuto le stimmate invisibili e sin dall’età di 4 anni ha parlato con Gesù e con Maria. Divenuta terziaria francescana, assunse il nome di Maria Maddalena della Croce. Nel 1910, durante un pellegrinaggio in Alsazia, Berta ricevette la  rivelazione circa la sua missione: ottenere la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria.

Il primate del Belgio, il cardinale Mercier, suo direttore spirituale, dedicò la sua diocesi e il Belgio al Cuore Addolorato e Immacolato di Maria. Lo stesso fece il cardinale Bourne, primate d’Inghilterra, per la sua nazione, scrivendo due note  pastorali sulla devozione al Cuore Addolorato. Benedetto XV dirà: «Rivolgiamoci fiduciosi al Cuore Doloroso e Immacolato di Maria, la dolcissima Madre di Gesù, affinché con la sua potente intercessione, possa ottenere da suo Figlio la rapida fine della guerra e il ritorno della pace. »

In che rapporto stiano la sua essenza, l’Immacolata Concezione, ed il Suo dolore, Gesù lo spiegò l’8.9.1911 a Berta: «Il Cuore di mia Madre ha diritto al titolo di Doloroso che io pongo davanti a quello di Immacolato perché lei stessa lo ha acquisito. La Chiesa ha riconosciuto quello che feci nella sua Concezione Immacolata. Occorre adesso, ed io voglio, che sia compreso e conosciuto il diritto che ha mia Madre ad un titolo di giustizia,  secondo il Mio espresso desiderio, di essere conosciuto e universalmente accettato. Se lo è guadagnato per la sua identificazione con i miei dolori, per le sue sofferenze, per i suoi sacrifici e per la sua immolazione sul Calvario, sopportata in perfetta corrispondenza con la mia grazia per la salvezza dell'umanità. Nella sua co-redenzione sta la nobiltà di mia Madre e per questo chiedo che l'invocazione che ho chiesto sia approvata e diffusa in tutta la Chiesa. Ha già ottenuto molte grazie; otterrà ancora di più quando la Chiesa sarà esaltata e il mondo rinnovato attraverso la sua consacrazione al Cuore Addolorato e Immacolato di mia Madre". Infatti il privilegio dell'Immacolata Concezione è un dono gratuito della misericordia di Dio, che Maria riceve per grazia. Invece è per Sua volontà  che Ella entra nella missione redentrice del Figlio. E le dirà ancora Gesù :E’ attraverso il Cuore Addolorato e Immacolato di Mia Madre che io voglio trionfare perchè, dopo aver cooperato alla redenzione delle anime, questa Cuore ha diritto ad una stessa cooperazione nella manifestazione della divina giustizia e del mio amore. Grande è mia Madre in tutto, ma specialmente nel suo Cuore martoriato, trapassato dalla stessa ferita del mio. Perciò, volendo per questo Cuore un trionfo clamoroso, io ho atteso l'ora della miseria universale che trova una eco nel Cuore Addolorato e Immacolato di Mia Madre, senza limiti come il mio. Adottare questa devozione e diffonderla è compiere la mia volontà e rispondere all' attesa del mio cuore...I cuori devono essere cambiati e ciò non si farà che attraverso questa devozione conosciuta, sviluppata, predicata e consigliata dappertutto. L' ultimo rifugio che Dio dona prima della fine dei tempi...Un uragano spaventoso si prepara. Si vedranno scatenate tutte le forze preparate con rabbia. E' questo il momento o mai più, di abbandonarsi al Cuore Addolorato e Immacolato di Mia Madre. E attraverso l'accettazione del Calvario che mia Madre ha partecipato a tutti i miei dolori. La devozione al Suo Cuore unito al Mio donerà la vera pace tanto desiderata e così poco meritata“.

Profezie politiche a Berta Petit
12.6.1912 - Gesù disse: "Un duplice omicidio colpirà il successore dell'anziano sovrano, così fedele alla fede". Francesco Giuseppe I (1830-1916), aveva allora 82 anni. Francesco Ferdinando erede al trono venne assassinato con la moglie due anni dopo e fu questo il casus belli della prima guerra mondiale. "Sarà il primo di quegli eventi pieni di dolori, ma da dove farò ancora il bene e che precederà il castigo".

Ottobre 1918, vigilia della conferenza di pace del 1919 - "Il mondo è appeso all'orlo del cataclisma totale. La Mia giustizia non può presiedere alla macchinazione di coloro che lavorano nel proprio interesse per portare avanti una pace totalmente indegna del nome, e che non può mai essere genuina se non attraverso il Mio intervento".

Luglio 1919 -“La nazione [Germania], che è considerata sconfitta ma le cui forze sono solo momentaneamente diminuite, rimarrà una minaccia per il vostro paese [Belgio]e allo stesso modo per la Francia. La confusione e il terrore si diffonderanno costantemente in ogni nazione. Poiché questa pace non è Mia, le guerre si riaccenderanno da ogni parte: guerra civile e guerra razziale. Ciò che sarebbe stato così nobile, così vero, così bello, così duraturo nel suo compimento è di conseguenza ritardato. L'umanità avanza verso un flagello spaventoso che dividerà sempre più le nazioni.”



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