ECCO LA GRAN MADRE DI DIO! - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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ECCO LA GRAN MADRE DI DIO!

ECCO LA GRAN MADRE DI  DIO!
di Diego Torre


 
Premessa storica e definizione - Le feste mariane non hanno tutte lo stesso successo. Quella dell’Assunzione è negletta e schiacciata dal pagano ferragosto. Quella della Madre di Dio convive con il pagano capodanno.  Theotókos, in latino “Dei genetrix”, viene attribuito a Maria nel 431 dal Concilio di Efeso. Nestorio, arcivescovo di Costantinopoli,  sosteneva che Cristo avesse due nature, ma non unite fra di loro nell’unione ipostatica e Maria fosse Christotokos,  Madre soltanto dell’uomo Gesù. Gli si opponeva S.Cirillo arcivescovo di Alessandria. Il sillogismo che portò alla definizione dopo aspre contese è perfetto: Maria è Madre di Gesù, Gesù è Dio, Maria è Madre di Dio. La verità del mistero di Cristo, vero Dio e vero uomo, è il fondamento della divina maternità di Maria; questa a sua volta è la dimostrazione dell’umanità di Cristo. Negare che Maria è la Madre di Dio è negare l'incarnazione di Cristo. A questo punto crollerebbe la fede cristiana. Theotokos è  la dignità più alta che la Chiesa ha riconosciuto a Maria, è, non casualmente, il primo nel tempo dei 4 dogmi, da ritenersi quindi come verità di fede, a Lei relativi,.

 
Maria non è un’ incubatrice - S.Ignazio d’Antiochia afferma con semplicità che Gesù è Figlio di Dio e di Maria (Ep. Ef., 7, 2). Questo eccelso titolo, nella storia della Chiesa è stata necessario affermarlo e si tratta di una vera maternità, anche fisica. Nella cultura di quel tempo conta solo il padre. Lo stesso Matteo sciorina la genealogia di Gesù al maschile, ma il fariseo Paolo, che pure a quella cultura è formato,  sottolinea invece che “Dio mandò il suo Figlio, nato da donna (GaI 4,4). Non vi fu che un Padre: Dio. Non vi fu (e vi è nell’eternità) che una madre: Maria. “Ma Tu sei ancora Madre di Dio? Il titolo di madre non subisce mutazioni. In eterno Dio Ti chiamerà 'Madre mia'.  Colui che ha stabilito il quarto comandamento, Ti venererà in eterno, sempre...” (S. Massimiliano Kolbe, Scritti Kolbiani 1305). La Maternità divina di Maria entra pertanto nell’ordine ipostatico, anche se in un modo che non ci è chiarissimo; diceva il Cardinale Gaetano che Ella, «toccò le regioni della divinità e divenne affine a Dio quando lo concepì, lo generò e lo nutrì della propria sostanza». E’ un mistero, secondo me, che non potrà mai essere conosciuto interamente.
 
Mai l’uomo da solo sarebbe arrivato alla conoscenza delle verità eterne senza la Theotokos. L’Incarnazione è il secondo mistero della nostra fede, la Theotokos potrebbe candidarsi ad essere il terzo (ipotesi mia personale). “De Mariam numquam satis!”. Avevano ragione i Padri della Chiesa! «Dio, fin dal principio e prima di tutti i secoli, scelse e preparò per il suo unico Figlio la Madre nella quale avrebbe dovuto incarnarsi e dalla quale sarebbe nato. Amò di più lei sola che l’universo intero e di un amore tale da riversare in lei, in maniera singolare, le sue compiacenze più grandi. Per questo che, attingendo dai tesori della sua divinità, egli la colmò in modo meraviglioso e in misura maggiore di tutti gli spiriti angelici e di tutti i santi, perché fosse sempre completamente esente da ogni peccato e, tutta bella e perfetta, apparisse in una pienezza di innocenza e di santità tale che non se ne può concepire una più grande dopo quella di Dio e nessun altro pensiero, se non quello di Dio stesso, può comprenderne le grandezze» (Bolla Ineffabilis Deus, in cui viene proclamato il dogma dell’Immacolata Concezione, del beato Pio IX).
 
Grazie a Lei, Dio entra nella storia nella dimensione creaturale, materiale-carnale. Senza di Lei né Incarnazione né Transustaziazione. Non ci si può nutrire del corpo di Cristo se Maria non lo avesse partorito. A questo  vertice Dio ha chiamato la creatura Maria. Certamente per Cristo, ma anche per mezzo di Lei, è avvenuto la redenzione. Tutte le altre funzioni esercitate da Maria al seguito di Gesù derivano dalla Sua maternità: discepolato, sequela, mediazione, corredenzione, profezia attraverso le manifestazioni.

Confutazione delle confutazioni - Maria madre della natura divina? No, Maria generò una persona come tutte le madri, che a loro volta non generano la natura umana. Non diede la divinità al Figlio come le madri non danno l’anima. Ella è pertanto Madre di Dio come le altri madri sono madri di un uomo. Maria però è madre più delle altre perché nessun uomo diede corpo a Gesù. Ella fu pure la Sua educatrice. “Che una Donna comandi a Dio; ecco una sublimità senza pari” (S. Bernardo di Chiaravalle).

 
Riduzionismo ed ecclesialità - Ritorna nei tempi, fino al nostro, l’eresia di ridurre Gesù soltanto a persona umana. Non è affatto casuale che da secoli la S.Messa di rito straordinario, il Vetus Ordo, si concluda sempre con la lettura del protovangelo di Giovanni. Non è una problematica di altri tempi ma un errore ricorrente; anche nel nostro di tempo.  Gesù il santo, il profeta, il taumaturgo, il sindacalista, il rivoluzionario, finanche l’hippie; soltanto una persona umana, anche se intimamente unita a Dio. Analogamente viene negata l’altezza di Maria, riducendola a donna feriale, fanciulla ebrea, una brava discepola, dimenticando la Sua unicità nel piano dell’Incarnazione e della Redenzione. Ogni richiamo a cristocentrismi che minimizzano l’altissima dignità della Madre sono fuori dalla dottrina della Chiesa.
 
Il volto della Chiesa deve esprimere la maternità e la verginità della perfetta Credente. «L’una e l’altra sono madre; l’una e l’altra, vergine. Entrambe concepiscono per opera dello Spirito Santo, non per desiderio carnale. Entrambe danno un figlio a Dio Padre senza peccato» (Isacco della Stella Sermone 51). E il popolo di Palermo, da secoli, nel giorno dell’Immacolata, La saluta in processione col grido che viene per primo:”Ecco la gran Madre di Dio”. E soltanto poi risponde: “W Maria Immacolata!”.

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Via G. il Buono, 91 Palermo
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