Il Santo Rosario della B.V. Maria - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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Il Santo Rosario della B.V. Maria

rosario
Il Santo Rosario è la pratica eminente della devozione popolare, rappresenta l'espressione più semplice  della preghiera  cristiana, ma ricca di elementi dai significati complessi e molteplici.Per San Massimiliano  Kolbe la preghiera è di fondamentale importanza,  in quanto ci aiuta a individuare le scelte più importanti e opportune, infatti: le grazie procurate dal S. Rosario e dalle giaculatorie, ci indicheranno quando e come agire,  perché  è Lei,  L’Immacolata che dirige e infrange tutte le difficoltà della nostra vita, (SK 1257). In origine il rosario era chiamato “salterio di Maria” poiché, come il salterio di Davide è composto di 150 salmi, così anche nel rosario troviamo 150 “Ave Maria”.  Al cambiamento della denominazione contribuì, secondo una leggenda, il seguente fatto.  Un devoto giovane aveva l'abitudine di ornare spesso con delle rose un quadro della Ss. Vergine Maria.  In seguito egli entrò nella vita religiosa.  Dentro la porta del convento non ebbe più la possibilità di portare i fiori a Maria; questo fatto lo rattristava assai.  Mentre si affliggeva in questo modo, gli apparve la Ss. Vergine Maria, che gli disse: “Recita devotamente il mio salterio e mi adornerai con il fiore più bello”.  Incominciò, dunque, a recitare subito il rosario e vide che ad ogni “Ave” la Ss. Vergine Maria toglieva dalla bocca di lui una rosa di una bellezza meravigliosa e con quelle rose intrecciava una ghirlanda; al “Padre nostro” intrecciava, invece, uno splendido giglio.  E da qui venne la denominazione: “rosario”.  Oltre alla recita della “preghiera domenicale” e del “saluto angelico” è parte essenziale del rosario anche la meditazione sui misteri della vita di Cristo e della santa Madre di Dio.  Ne parla chiaramente il documento di erezione dell'Arciconfraternita che definisce il rosario come “un modo di pregare con il quale si onora la Ss. Vergine Maria Madre di Dio recitando 150 volte il "saluto angelico", intercalando ad ogni decina la "orazione domenicale" e aggiungendo la devota meditazione dei misteri di Gesù Cristo nostro Signore.
Tra le preghiere, che nel corso dei secoli, a partire dagli inizi del secondo millennio, hanno conosciuto una maggiore diffusione nell’Occidente cristiano, il Rosario (SK1102) è certamente la preghiera più amata. Attraverso di essa tanti cristiani hanno risposto all’esigenza interiore di una preghiera contemplativa, capace di condurre il cuore alla comunione con il Signore, nella semplicità e nella purezza.












Il Rosario anticamente era  formato da grani molto grossi detti “rose”, tenuti insieme da una cordicella a simboleggiare una corona di rose. Possiamo collocarne l'origine nell’Irlanda del IX secolo, negli ambienti monastici, dove la ricerca della comunione con Dio, costituiva unico impegno di trovare e ricercare una forma di preghiera che potesse essere efficace ma semplice sopratutto per i laici SK.1171 . Perciò verso l’anno 850 un monaco irlandese suggerì la recita di 150 Pater Noster al posto dei 150 Salmi.Dopo poco tempo il clero e i laici in altre parti d’Europa, come ad esempio nei paesi fiamminghi, cominciarono a sostituire al Pater Noster, come preghiera ripetitiva, il Saluto Angelico, (che oggi è la prima parte della nostra Ave Maria) e per conservare alla preghiera quella dimensione contemplativa ed evitare che le eccessive ripetizioni la rendessero meccanica, le 150 preghiere, chiamate Salterio del Pater Noster o Salterio di Maria a seconda della formula usata, furono ridotte a 50. L’insieme di 50 preghiere fu chiamato Rosario.

 
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