Scheda 1011 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 1011 - La seconda condizione nel programma della M.I.:  portare la medaglia miracolosa Rycerz Niepokalanej, VI 1922, p. 132-134  

La cosiddetta medaglia “miracolosa” è universalmente conosciuta.  La sua origine risale all'anno 1830, e l'anima fortunata alla quale la Ss. Vergine Maria Immacolata la manifestò è Caterina Labouré1, a quell'epoca novizia delle Suore della Misericordia, in via “du Bac” a Parigi.  Ascoltiamo il suo racconto:  “Il 27 novembre, sabato precedente la prima domenica di avvento, mentre di sera stavo facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire quasi il fruscio di un abito di seta, che mi giungeva dalla parte destra del santuario, e vidi la Ss. Vergine accanto al quadro di s. Giuseppe; era di statura media, ma di una bellezza talmente straordinaria che mi è impossibile descriverla.  Stava in posizione eretta ed era vestita di un abito bianco con riflessi rossastri, simile a quello che di solito portano le vergini, vale a dire abbottonato al collo e con maniche strette.  Un velo bianco le copriva il capo e le scendeva da ambo i fianchi sino ai piedi.  La sua fronte era ornata di una piccola fascia di pizzo sottile che aderiva strettamente ai capelli.  Aveva la faccia abbastanza scoperta e sotto i suoi piedi vi era il globo terrestre, o piuttosto un emisfero, perché vedevo solo una metà del globo.  Le sue mani, sollevate fino alla cintura, reggevano delicatamente un altro globo terrestre (simbolo di tutto l'universo); teneva gli occhi rivolti verso il cielo, come se volesse offrire a Dio l'universo intero; il suo volto irradiava un fulgore sempre più intenso.  “Improvvisamente apparvero sulle dita degli anelli preziosi ornati di gemme di grande valore, dalle quali uscivano dei raggi luminosi che si spandevano in tutte le direzioni; quei raggi La circondavano di tale splendore che la sua faccia e il suo abito divennero invisibili.  Le gemme preziose erano di varia grandezza, mentre i raggi che uscivano da esse spargevano una luce relativamente più o meno intensa.  “Non sono capace di esprimere tutto quello che sentii e provai in quel breve periodo di tempo.  “Mentre, affascinata dalla vista della Ss. Vergine Maria, stavo mirando attentamente la maestà di Lei, la Ss. Vergine volse il suo benevolo sguardo su di me, mentre una voce interiore mi diceva: ‘Il globo terrestre che tu vedi rappresenta il mondo intero e ogni singola persona’.  “A questo punto non son più in grado di descrivere l'impressione che provai alla vista dei raggi che splendevano in modo meraviglioso.  Allora la Ss. Vergine mi disse: ‘I raggi che tu vedi emanare dalle palme delle mie mani sono il simbolo delle grazie che spando su coloro che me le domandano’, e con questo mi fece capire quanto è grande la sua generosità verso coloro che ricorrono a Lei...  Quante grazie Ella concede a tutti coloro che La invocano...  A questo punto perdetti i sensi, tutta assorta nella felicità...  Poi la Ss. Vergine, che aveva le mani rivolte verso terra, fu circondata come da una cornice ovale, sulla quale apparve la seguente scritta a caratteri d'oro:  O Maria concepita senza peccato, prega per noi, che ricorriamo a Te.  “Poi sentii una voce che mi diceva:  ‘Fa' coniare una medaglia secondo questo modello; tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, particolarmente se la porteranno al collo.  Elargirò numerose grazie a coloro che confideranno in me’.  “A questo punto - continua a raccontare la religiosa - mi sembrò che il quadro si voltasse.  E sull'altro lato vidi la lettera ‘M’, dal centro della quale si ergeva una croce, mentre al di sotto del monogramma della Ss. Vergine vi erano: il Cuore di Gesù circondato da una corona di spine e il Cuore di Maria trafitto da una spada”.  La visione si ripeté tre volte e ogni volta suor Caterina si confidò con il suo direttore spirituale, don Aladel.  Questi, però, temendo si trattasse di un'illusione, tardava a far coniare la medaglia, anzi proibì alla religiosa perfino di pensarci.  
Alla fine si decise a presentare tutta la cosa all'arcivescovo mons. De Quèlen e quando questi si mostrò favorevole, la medaglia fu coniata: era l'anno 1832.  Subito cominciarono a verificarsi degli strepitosi miracoli di conversione, mentre la medaglietta era richiesta con tanto entusiasmo che nei primi dieci anni ne furono coniati ben 80 milioni di esemplari.  Non è giusto, quindi, che anche noi, consacrandoci all'Immacolata senza riserve, orniamo il nostro petto con la medaglia miracolosa?  Questa medaglia, dunque, è il segno esterno della consacrazione all'Immacolata: è la seconda condizione.     

Nota 1011.1 In nota p. Massimiliano aggiunge: "Le Suore della Misericordia Figlie della Carità hanno avviato il processo di beatificazione della venerabile Serva di Dio e invitano coloro che hanno ricevuto grazie per sua intercessione, a inviare una descrizione autentica di esse alla Superiora Generale delle Suore della Misericordia, Parigi, Rue du Bac 140, oppure alla Suora Visitatrice delle Suore della Misericordia, Cracovia, ul. Warszawska 8". Suor Caterina Labourè fu beatificata nel 1933 e canonizzata nel 1947.


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