Scheda 530 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 530 - A Niepokalanòw Sull'Oceano Indiano, fra Bombay e Colombo, in viaggio verso la Niepokalanòw giapponese, 22 IX 1933

Maria
L'Immacolata conquista i nobili cuori dei giapponesi a Varsavia1.   Allorché giunsi alla Niepokalanów polacca dal Giappone, venni a sapere che la moglie del ministro  plenipotenziario [giapponese] a Varsavia, la signora Kawai, è cattolica e che pure i suoi figli sono bat tezzati secondo il rito cattolico.   
Ho inviato allora alla signora Kawai una statuetta dell'Immacolata.   Rispondendomi, la signora mi ha invitato nella villa di Skolimów presso Varsavia, dove stava tra scorrendo l'estate con i figli.   E così ci sono andato con p. Floriano Koziura, attuale guardiano di Niepokalanów.   
Entrando in salotto, ci ha piacevolmente sorpreso la vista della statuetta dell'Immacolata che avevo  inviato in precedenza e che ora, in mezzo ai fiori, volgeva il suo sguardo verso tutti noi.   Ella, perciò, regnava già con amorevolezza in quella casa. Abbiamo parlato della salute del ministro, ricoverato a Otwock per una malattia polmonare, della  Niepokalanów polacca e di quella giapponese e di vari altri argomenti.  
Alla fine la signora Kawai disse che aveva una domanda da rivolgermi.   “Volentieri, dica pure”, rispondo io.   “Io e una mia domestica vorremmo confessarci.   
Ma avrei pure un'altra richiesta”.   “Con sommo piacere”.   “Mia mamma vorrebbe ricevere il battesimo”.   “Debbo ancora scrivere in Giappone”, accennò la signora Narahara.   Io allora le ho spiegato che si tratta di un problema troppo importante e troppo personale, perché  debba essere deciso da altre persone.  
“Ma avrei un'altra domanda ancora ”, aggiunse la moglie del ministro.   “Prego, dica pure, io vivo solo per le anime: questa è la mia missione”.   
“A Otwock il ministro è assistito da una signora giapponese che studia il catechismo e inoltre desi dera ardentemente il battesimo.   Non potrebbe lei, Padre, recarsi in quella località? ”.   Abbiamo perciò programmato, anche se in modo molto sommario, la preparazione [al battesimo]  della madre e il viaggio a Otwock.   “Un'altra cosa ancora: la mia figlia maggiore, che ha dieci anni, non si è ancora accostata alla pri ma Comunione e per di più trova una certa difficoltà nell'apprendere le verità della fede da un catechi smo scritto in francese”.   Nel giorno stabilito, un'automobile, con a bordo la moglie del ministro, la madre di lei e me, sfrec ciava sulla strada maestra che porta a Otwock.   Strada facendo, son venuto a sapere che il ministro è pagano, tuttavia non soltanto ha permesso  che le figlie ricevessero il battesimo, ma è anche in buoni rapporti con i Padri Gesuiti e ben disposto  verso la religione.   E così gli ho fatto visita e ci siamo intrattenuti un po' di tempo conversando su temi religiosi.   
Ha capito facilmente che la verità è unica e che, di conseguenza, la religione vera non può essere  che una sola. Inoltre, ha ammesso l'esistenza di un solo Dio, ma quando abbiamo affrontato il mistero  della Ss. Trinità, allora ha rilevato che anche i cinesi hanno credenze simili.   
Ho riconosciuto ben volentieri che molte verità, più o meno deformate e offuscate, si vedono anche  nelle religioni più disparate del mondo.   La moglie del ministro gli ha consegnato una delle medagliette dell'Immacolata che le avevo dato in  precedenza per tutta la famiglia.   L'ha accettata e l'ha deposta sul tavolino.   Egli mi ha mostrato, quindi, un libro in francese: Gesù Cristo, dicendomi che non riusciva ancora a  convincersi.   Mi ha raccontato anche le impressioni di una breve permanenza a Lourdes, ma nemmeno queste  gli sembravano pienamente convincenti.   La malattia avanzava visibilmente e lo stava conducendo ormai alla tomba: il volto emaciato e le  mani diafane preannunciavano che la fine era prossima.   
Durante il viaggio di ritorno abbiamo stabilito di amministrare il battesimo alla signora Narahara -  dopo una ulteriore preparazione - a Niepokalanów per la festa dell'Assunzione, mentre la domestica a vrebbe dovuto attendere un altro poco, perché non conosceva ancora alcune nozioni fondamentali del la religione.   
Alla vigilia del battesimo, però, la salute del ministro giapponese si aggravò talmente che tutta la  famiglia dovette raccogliersi in fretta attorno al suo letto e fu, quindi, indispensabile, rinviare il battesi mo.   Fui invitato a recarmi ad Otwock.   Son partito dalla sede della legazione insieme con il signor Hirata, attuale incaricato d'affari, con il  medico giapponese Misawa, venuto da Berlino, e con il medico Rudzki di Varsavia.   
Pregai il dottor Rudzki di manifestarmi francamente - dopo la visita medica - lo stato di salute del  malato, poiché c'era di mezzo il suo battesimo.   
A Otwock il responso del dottor Rudzki fu il seguente: “Quello che deve fare, Padre, lo faccia subi to, perché il malato morirà oggi stesso”.  
Nel frattempo era stato informato pure il Nunzio Apostolico Mons. Marmaggi.   Avevo saputo in precedenza che egli sarebbe tornato dalle vacanze solo dopo la festa dell'Assun zione, ma qualcosa lo aveva spinto ad anticipare il ritorno in capitale e così una telefonata lo ha trovato  in sede. Promise di venire quanto prima.   Decisi, dunque, di attendere il suo arrivo.   Allorché si presentò in corridoio, lo misi al corrente della situazione.
Quindi si recò dall'ammalato. Gli ricordò l'antica amicizia e gli presentò le verità fondamentali della  fede.
Frattanto, fuori della stanza, la moglie [del ministro], la suocera, due sacerdoti segretari del Nun zio ed io pregavamo per lui, ciascuno per proprio conto, in silenzio.   La grazia della fede scese nel cuore nobile del ministro.   Dopo alcuni chiarimenti, ad una domanda esplicita [del Nunzio] egli rispose: “Credo. Credo”.   
“E vuoi essere battezzato?” “Lo voglio”   Il Nunzio versò l'acqua sul capo del malato dicendo: “Francesco, io ti battezzo nel nome del Padre  e del Figlio e dello Spirito Santo”.   Dopo il battesimo - come attestarono coloro che gli stavano attorno - una grande gioia entrò nel  cuore del ministro.
Qualche ora più tardi la sua anima, pura come un angelo, l'Immacolata se la portò in  paradiso, nella vigilia della festa della sua Assunzione.   
Mentre la salma del ministro era sistemata provvisoriamente nella cella mortuaria del cimitero  Powązki, ogni giorno nella sede della legazione giapponese si riunivano le figlie del ministro, la suocera  di lui e la domestica per studiare il catechismo in lingua giapponese; e così, nella vigilia della Natività  della Madre Divina, coloro che non erano ancora battezzati rinacquero nell'acqua del battesimo, mentre  il giorno della stessa festa, i bambini e i neofiti si accostarono per la prima volta alla s. Comunione e  tutti ricevettero il sacramento della confermazione dalle mani di S. Ecc. il Nunzio, nella cappella della  Nunziatura.   
Prima della mia partenza per il Giappone, tutta la mia “scolaresca” si è recata a venerare l'Immaco lata nella Sua Niepokalanów2.   p. Massimiliano M. Kolbe  


Nota 530.1 La presente lettera fu pubblicata in RN 12(1933) 359-62 e, in traduzione italiana, in La Voce del Padre 10(1933)  371 4, numero di ottobre - cf. pure SK 992A, alla data 7 IX.

Nota 530.2 27 VIII. Nel testo italiano si trova la seguente conclusione: “Dovendo io ripartire per il Giappone, la famiglia del  defunto ministro si è recata a Niepokalanòw per salutarmi. Il giorno otto settembre, quando queste care anime, dopo la dolo rosa disgrazia, saranno rallegrate da Gesù, il Conte Rosso da Venezia si incamminerà per le vie dell'oceano per ricondurmi  nel lontano Giappone dove mi attende un vasto campo di apostolato” .
La traduzione italiana preparata da p. Massimiliano  per La Voce del Padre fu certamente corretta e rimaneggiata dal direttore della rivista.  


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