Scheda 1201 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 1201 - Nel silenzio della notte
Mugenzai no Seibo no Kishi, X 1935, p. 2-
L'atmosfera si è già notevolmente rinfrescata, così che alla sera ci si può comodamente disten dere su una sedia in giardino e osservare le stelle che brillano negli spazi celesti. Io pure, seduto su una sedia, osservavo attentamente le stelle.   La mia sedia, girando con la terra, si muove alla velocità di 300 metri al secondo, mentre la no stra terra gira attorno al sole alla velocità di 30 chilometri al secondo. La terra, con il sole, si spinge verso la costellazione di Ercole. Avviene come di notte, mentre il treno sfreccia sui binari e si avvi cina alle diverse stazioni dislocate lungo la ferrovia: quando osserviamo davanti a noi i pali che so stengono i cavi elettrici con delle lampade su ambo i lati della linea ferroviaria, le luci più vicine a noi ci sembrano come la base [di un triangolo], mentre le linee delle luci sui due lati si avvicinano tra loro e quanto più sono lontane da noi, tanto più sembrano avvicinarsi tra loro fino a congiungersi in un punto.
Quando si guarda dietro di noi, si avverte un fenomeno simile. Allo stesso modo la no stra terra, sulla quale abitiamo, e il sole, attorno al quale essa gira, formano insieme una cosa sola e sono come dei passeggeri. La costellazione di Ercole, poi, è un raggruppamento di stelle - di luci disposte su due lati negli spazi celesti - le quali sembrano convergere in un certo punto.   La velocità di movimento della nostra terra e del sole in direzione della costellazione di Ercole è di 20 chilometri al secondo. Quanto lontano ci sta trascinando il sole! In proposito vi sono molte teo rie, ma la scienza non ci offre ancora una risposta chiara.   Le stelle, che noi vediamo raggruppate insieme su una superficie nebulosa, formano come una striscia bianca denominata “Via Lattea”.
Le innumerevoli stelle che noi riusciamo a vedere, come pure lo stesso sistema solare appartengono ad essa. Io vorrei viaggiare in questi spazi sconosciuti. Se si viaggiasse una notte alla velocità della luce, 300.000 chilometri al secondo, quanta strada si riuscirebbe a percorrere? Tanta quanta se ne percorrerebbe in poco più di 10.000 anni, viaggiando con un treno alla velocità di 100 chilometri all'ora1 .   Se si andasse verso il sole alla velocità della luce, il viaggio durerebbe 8 minuti e 18 secondi. Il viaggio verso la stella “Alfa”, nella costellazione di Ercole, avrebbe la durata di 4 anni e 128 giorni, mentre per andare verso la stella più vicina all'“Alfa”, nella medesima costellazione di Ercole, il vi aggio si protrarrebbe per 5 anni.
Per raggiungere, poi, la “Stella Polare” sarebbero indispensabili ben 46 anni!   Per giungere dalla “Via Lattea” alla nostra terra, una luce così veloce avrebbe bisogno di 2.000 anni. Dicono che nelle nebulose, con l'aiuto di un nuovissimo telescopio del sistema Elkis, avente un diametro di m. 2,5, si possono contare 200 milioni di stelle. Per raggiungere la stella più lontana sarebbero necessari 140 milioni di anni. Perciò si può facilmente capire che la posizione delle stel le, che noi vediamo adesso con i nostri occhi non è quella attuale, ma in realtà è la posizione di 140 milioni di anni fa.   Attualmente in America si sta costruendo un telescopio del sistema Elkis due volte più grande, con un diametro di 5 metri. Si può nutrire la speranza, perciò, che verranno scoperte innumerevoli stelle ancora sconosciute, e non si tratta affatto di una speranza troppo ardita. Quali sono i confini dell'universo (la terra, il sole, le stelle tutte insieme)? Non lo sappiamo.
Le dimensioni degli spazi celesti verso l'alto e il basso, verso destra e sinistra, in avanti e indie tro, non hanno confini. Il granellino di polvere che è la terra, il sole, le stelle e le nebulose, e insieme questa sedia sulla quale sto seduto in questo momento, corrono in uno spazio sconfinato.
Ma verso quale destinazione? da quale provenienza? e da quanto tempo stanno volando?
La scienza attuale non trova risposte a questi interrogativi. Insegna solamente che la luna si è staccata dalla terra, dopo che questa aveva iniziato ad esistere; la terra, poi, si è staccata dal sole, mentre il sole ha avuto origine da una nebulosa; inoltre, come sembra probabile, un'enorme quanti tà di stelle, insieme con la Via Lattea, si è staccata da una qualche nebulosa: così insegna la scien za.   Si potrebbe osservare che la storia e l'evoluzione della terra avvengono proprio come per l'addietro, in ere assai remote, succedeva in qualche nebulosa.
Qual è l'origine delle nebulose?
Le ipotesi sono molte.   Inizialmente le nebulose non rilucevano come al giorno d'oggi. Gli elementi che formavano le nebulose erano in uno stato di rarefazione e si muovevano poco. Al momento attuale i loro rapidi movimenti si trasformano in energia e questa, a sua volta, in luce che si diffonde.   Com'era, dunque, in precedenza?
Ogni movimento rotatorio si trasforma facilmente in rettilineo. Nello stesso tempo, dopo la tra sformazione in rettilineo, il movimento si arresta. Quando noi colleghiamo con un piccolo tubo due liquidi contenuti in due vasi diversi e i loro livelli si eguagliano, il loro movimento cessa.   Le ragioni esposte sopra si possono applicare a qualunque movimento. Nell'universo ogni mo vimento tende a trasformarsi in movimento rettilineo, nel quale avrà la propria conclusione. Un mo vimento che ha una conclusione deve avere necessariamente anche un principio.
Di conseguenza, ogni movimento che esiste nell'universo ha avuto nel passato - e in un periodo ben determinato - anche il suo principio.   In proposito esistono due ipotesi: una di esse afferma che al momento in cui ha avuto inizio il movimento della materia prima, questa doveva già esistere; l'altra, invece, asserisce che con l'inizio del primo movimento ha avuto origine contemporaneamente la materia prima.
La seconda teoria è, con molta probabilità, la realtà effettiva; nella prima teoria è difficile affer mare che la causa del movimento iniziale sia la materia, poiché un corpo immobile non può mettere in movimento un altro corpo; nella seconda ipotesi non si esige necessariamente che la materia sia la causa del movimento, poiché nel momento in cui esso ha avuto inizio la materia non esisteva, perciò è assolutamente evidente che una cosa che non esiste non può esser causa di alcunché.
La conclusione di tutto questo discorso è che in ambedue le ipotesi occorre necessariamente riconoscere che la causa del movimento iniziale della materia prima sta al di fuori della materia stessa.
Tale causa o ha impresso il movimento iniziale ad una materia di per sé immobile, oppure, con temporaneamente al movimento iniziale, ha trasmesso alla materia pure l'esistenza; nei due casi essa ha messo in movimento la materia con diversi modi.   “L'accettazione della seconda ipotesi concorda con il punto di vista della scienza”.
Questa for za, che sta al di sopra di ogni umana considerazione e ragionamento, noi la chiamiamo: Dio.

Kolbe
__________ Traduzione dal giapponese.

Nota 1201.1 Nel testo giapponese, o nella successiva traduzione polacca vi è certamente un errore: "300.000anni, viaggiando con un treno alla velocità di 100 chilometri al secondo".  



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