Scheda Massimiliano kolbe 1187
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SK 1187 - Come conosciamo Dio Rycerz Niepokalanej, VIII 1934, p. 228
Sappiamo tutti molto bene, per esperienza quotidiana, che ogni giorno noi conosciamo molte cose nuove.
In che modo noi conosciamo?
Quando vedo un bel quadro, mi viene naturale pensare che il pittore, che lo ha eseguito, deve essere una persona capace, e così si desta in me il rispetto nei suoi confronti, poiché l'ho conosciu to come creatore di quel quadro. Però una simile conoscenza di quel personaggio è molto imperfet ta. Se, poi, chiedo informazioni su questo pittore e una persona, che lo conosce personalmente, mi parla di lui, allora vengo a sapere molto di più su di lui, dato che mi appoggio sulle parole di colui che mi parla. Quando, infine, incontro quel personaggio, lo osservo, mi trattengo in conversazione con lui, ormai lo conosco senza paragone meglio di prima.
Questo è il nostro modo di acquisire la conoscenza. Il più semplice e il più chiaro è il contatto immediato con l'oggetto della conoscenza.
Meno perfetto è il contatto indiretto, tramite la testimo nianza di altre persone che si sono incontrate con tale oggetto; tale conoscenza, si basa sulla fede in colui che ci dà le informazioni. Meno chiara ancora è la conoscenza che deriva dagli effetti. Que sta conoscenza si fonda su un ragionamento, ossia sulla conoscenza di una causa dai suoi effetti.
Relativamente poche sono le cose con le quali abbiamo la possibilità di avere un contatto diret to. Viviamo in uno spazio così ristretto di tempo e di luogo, che tutto ciò che è avvenuto fino al mo mento del nostro ingresso nel mondo e ciò che non vediamo a causa della distanza dal luogo della nostra attuale dimora, sfugge irrimediabilmente a questo primo modo di conoscenza; per di più, le nostre facoltà conoscitive hanno dei limiti delineati in maniera abbastanza rigorosa. Di conseguen za, noi abbiamo un contatto diretto con un numero di cose assai limitato.
Molto più vasto è l'ambito del secondo modo di conoscenza, vale a dire tramite la fede negli al tri. Scuola, biblioteche, libri, quotidiani, radio, ci offrono molte cose a cui credere.
Anche il razionali sta più accanito emette, dalla mattina alla sera, innumerevoli atti di fede in cose che viene a cono scere da altre persone.
Assai ampio è pure l'ambito di conoscenza delle cause dai loro effetti. Su questo tipo di cono scenza si fonda tutta la scienza e, in gran parte, la vita quotidiana.
Non altrimenti avviene per la conoscenza di Dio. Noi conosciamo Dio soprattutto dagli effetti, dalle creature, in quanto Egli è la loro Causa Prima, e dalla loro perfezione noi deduciamo la perfe zione del Creatore.
Questa conoscenza, tuttavia, è molto imperfetta.
Inoltre, noi Lo conosciamo meglio mediante la fede, credendo a Colui che conosce Dio diretta mente e ce ne ha parlato ampiamente, Gesù Cristo. Egli, poi, ha suggellato la propria dottrina con la gloriosa risurrezione dopo la morte in croce. Finalmente, conosceremo Dio in modo più chiaro, direttamente, dopo la morte: in paradiso. M.K.
Milizia Dell'Immacolata di Sicilia