Scheda 867 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 867 - A p. Donato Goscinski, Nagasaki Niepokalanòw, 5 VI 1939  

Maria!   Caro Padre,  Non mi meraviglio affatto che neppure in missione ci sia il tempo per scrivere più a lungo.  È proprio vero che nel breve tempo della vostra permanenza in mezzo a noi, non ho potuto raccontarvi né mostrarvi molto delle usanze di Niepokalanów. Inoltre, anche qui ci sono parecchie carenze di vario genere. Anzi, qualora non vedessimo più nulla da perfezionare, in tal caso avremmo un indizio che ormai gli occhi e la testa ci ingannano.  La selezione per l'invio degli operai nelle missioni è veramente indispensabile e la nostra s. Regola lo sottolinea espressamente1. Nonostante questo, rimangono sia la libera volontà che le umane debolezze. I fratelli sono rimasti impressionati in modo assai negativo dalla partenza di due padri2, voluta personalmente e richiesta con forte ostinazione. Un chierico finì in modo molto triste, addirittura nell'America meridionale3... Solo in seguito a tali fatti iniziarono le defezioni anche tra i fratelli. Grazie all'Immacolata, quei giorni pieni di dispiaceri e di croci appartengono ormai al passato, mentre ora possiamo guardare con fiducia in faccia all'avvenire di Mugenzai no Sono.  Tutto dipende dalla grazia divina, ma è ben difficile negare che lo spirito religioso e il fervore dei padri spirituali, confessori, direttori d'anime, di tutti i padri che collaborano e vivono insieme con loro, abbia una grande influenza sullo spirito religioso dei fratelli che vivono nell'Ordine. Indubbiamente, ovunque rimarrà sempre questa realtà che mette tanta paura: la libera volontà, la quale è in grado di rendere vano anche l'influsso dell'ambiente circostante, anche il migliore, e perfino l'influsso della grazia divina.  Molto giusta è la sua osservazione, Padre, che lo sviluppo di Mugenzai no Sono dipenderà principalmente non dalle condizioni materiali, ma dal grado di avvicinamento a Gesù attraverso l'Immacolata.  Mi rallegra assai il sapere che costì a Nagasaki vi sentite contenti e vi auguro di tutto cuore di conquistare molte, moltissime anime alla Madre di Gesù, affinché Ella possa introdurre e dilatare in esse il regno del Figlio suo.  In Oriente hanno lavorato soprattutto e lavorano tuttora i missionari francesi. Alcuni di essi non si sono ancora completamente sbarazzati delle influenze giansenistiche. Di conseguenza, anche i cristiani formati da loro non comprendono sempre sufficientemente chi è l'Immacolata nell'economia divina. Piaccia a Dio che il Kishi possa colmare queste lacune e attirare numerose, numerose schiere di pagani a questa Madre della Grazia divina, di ogni Grazia divina: la Grazia di ogni conversione e di ogni passo lungo tale via.  Termino, perché sta finendo il foglio.  Ho consegnato a p. Giorgio anche la lettera.  Cordiali saluti a tutti. Nell'Immacolata    p. Massimiliano M. Kolbe     

Nota 867.1 La Regula Fratrum Minorum di s. Francesco d'Assisi al capitolo XII prescrive: “I ministri poi non concedano il permesso se non a quelli che riterranno idonei ad esservi inviati”.  
Nota 867.2 Dopo una breve permanenza in Giappone erano tornati in patria: p. Metodio Rejentowicz (il 10 IX 1931 - cf. SK 366) e p. Costanzo Onoszko (il 7 VIII 1933 - cf. SK 521, Nota 4).  
Nota 867.3 Lodovico Kuszel - cf. SK 458.  


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