Scheda 1223 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 1223 - Un metodo missionario e le religioni in Giappone Annales Missiologicae, a. 1937, p. 116-126  

Talvolta si sente ripetere che lo shintoismo e il buddismo sono le religioni più diffuse in Giappone. Tuttavia, se esaminiamo più a fondo questa affermazione, riesce difficile, al momento attuale, chiamare religione lo shintoismo, anzi anche il buddismo ha perduto ormai la sua antica sostanza.  Lo shintoismo è, in realtà, una religione nazionale e consiste nel culto degli antenati, dei personaggi illustri, in particolar modo della famiglia imperiale. Tali personaggi vengono chiamati “kami”, divinità. È difficile, tuttavia, intravvedere nel concetto di “kami” le note caratteristiche della divinità, così come le intendiamo noi.  Conversando un giorno con un bonzo a proposito della dea Amaterasu1, chiesi se essa aveva avuto i genitori?  “Probabilmente sì”, fu la risposta.  In tal modo, perciò, anche quell'essere che potrebbe sembrare il più oltremondano in mezzo alle altre divinità “kami”, non possiede affatto, neppure nell'idea di un sacerdote pagano, la nota caratteristica dell'eternità.  In questi ultimi tempi il carattere religioso dello shintoismo ufficiale è venuto meno, a tal punto che, all'interpellanza se il culto degli antenati sia un culto religioso oppure una cerimonia civile, il ministero non ha esitato a rispondere che si tratta unicamente di una cerimonia di carattere nazionale, non religioso, benché in pratica la maggior parte del popolo giapponese la consideri piuttosto un culto religioso2.  Forse che lo shintoismo si è indebolito in seguito a tale presa di posizione? No, assolutamente. Al momento attuale, infatti, ogni giapponese che rifiutasse di prestare questo tipo di culto, sarebbe ancor più considerato come un cattivo patriota o addirittura un cittadino sospetto di recare danno alla patria.  Il buddismo giunse in Giappone dall'India, attraverso la Cina; tuttavia, mettendo piede nelle isole giapponesi, esso ha perduto un aspetto veramente fondamentale del suo contenuto, vale a dire il “nirvana”. Si è adattato a tal punto alle situazioni locali che non esiste quasi nessuna differenza nell'entrare in una “otera” buddista o in una “omiya” shintoista. Anche nei libri ufficiali per le prime classi della scuola elementare appaiono, una di fronte all'altra, le illustrazioni di un tempio shintoista e di uno buddista, mentre sotto le fotografie è scritto che in ogni località “omiya ga arimasu” e “otera ga arimasu”: vi sono sia l'“omiya” sia l'“otera”.  Inoltre, quando ricorre il giorno della commemorazione dei defunti, il “bon”, ogni giapponese dimentica del tutto il “nirvana” e si prepara ai “matsuri”, i riti commemorativi, allo scopo di accogliere degnamente gli spiriti dei propri antenati, festeggiarli con il riso e infine calarli in mare su barchette multicolori, affinché ritornino verso occidente, da dove sono venuti.  Accanto a queste confessioni maggiori ve ne sono molte altre, scarsamente diffuse, che fanno di tutto per acquistare aderenti. Le più conosciute sono: l'“omotokyo” e il “tenrikyo”. L'“omotokyo”3 in breve tempo ha raccolto alcune centinaia di migliaia di seguaci sia in Giappone sia tra i giapponesi residenti all'estero. Ultimamente, però, questo gruppo è stato sciolto, perché accusato di aver tendenze comuniste. Per lo stesso motivo anche il “tenrikyo”4 non gode simpatia da parte del governo.  In Giappone, come pure in altre nazioni, l'attività missionaria fa capo alla gerarchia ecclesiastica, vale a dire alle diocesi e alle parrocchie, tuttavia, a causa dell'esiguo numero dei missionari, le parrocchie sono troppo poche rispetto all'eccessivo popolamento delle isole giapponesi. Talvolta, perciò, capita che un sacerdote, perfino uno di nazionalità giapponese, è talmente assorbito dal ministero a favore dei fedeli, che gli manca semplicemente il tempo per pensare ai milioni di pagani tra i quali, come in un mare, egli si aggira.  Non mancano certo altri modi di lavorare a vantaggio dei pagani. I Fratelli Marianisti, ad esempio, dirigono con ottimi risultati dei grandi istituti di scuole medie a Tokyo, a Osaka e a Nagasaki. Occorre sottolineare che la quasi totalità degli alunni non è cattolica. Vi sono pure delle scuole elementari cattoliche, dei giardini per l'infanzia e degli asili. Al di sopra di tutte queste scuole emerge l'università cattolica di Tokyo5.  
Benché molti giovani pagani frequentino le scuole cattoliche, ciò nonostante il numero dei battesimi è relativamente assai limitato: sono di ostacolo, infatti, i numerosi pregiudizi, in particolare l'idea, errata, che la religione cattolica tende a indebolire lo spirito patriottico.  Esiste pure una stampa cattolica, una serie di riviste mensili e alcune settimanali, con il Katorikku Shinbun in testa, che ha una tiratura di 10.000 copie.  Nell'anno 1930 è giunto in Giappone anche il Rycerz Niepokalanej, che in lingua giapponese si chiama Mugenzai no Seibo no Kishi. Malgrado le difficoltà che continuamente si sovrapponevano le une alle altre, l'Immacolata gli ha permesso di superare addirittura sei volte e in poco tempo la tiratura delle riviste cattoliche più diffuse in Giappone. Ciò è avvenuto per il fatto che il Kishi non si è rivolto, come in genere le altre pubblicazioni, ai cattolici, ma ai pagani, ai protestanti e agli altri non cattolici: da principio costoro lo accoglievano con curiosità, poi con singolare simpatia, tant'è vero che ormai un buon numero di essi ha ricevuto perfino la grazia del santo battesimo.  Leggiamo qualche loro lettera.    Vero consolatore nella sofferenza  “Hokkaido, 2 IV 1934  Durante la sua lunga malattia avete mandato a mio figlio il Kishi. La rivistina è stata per lui un vero consolatore nelle sofferenze.  Morendo, mio figlio mi ha pregato di inviare 1 yen a Mugenzai no Sono: ora adempio il suo desiderio.  Shoji Kiuzo, il padre”    Ho imparato il catechismo di nascosto...  “Shizuoka, 24 VI 1934  Non so come ringraziarvi per l'invio de Kishi. Mi sono sposata due anni fa, e per tutto questo tempo ho letto la rivistina. Ho terminato le scuole dalle suore e amo molto Dio.  Mia suocera è contraria alla religione cattolica. Per questo studiavo il catechismo quando non ero osservata. Mio marito riceve il Kishi dal catechista e lo legge con entusiasmo. Da tale lettura attinge varie cognizioni di catechismo, perciò conosce la fede cattolica. A motivo della notevole distanza dalla nostra abitazione, mio marito e io non possiamo recarci alla chiesa cattolica e metterci in collegamento con dei cattolici ferventi: tutto questo ci dispiace assai.  Allorché tornai a casa dei miei genitori, dopo un anno di matrimonio, vi trovai il Kishi. Con grande gioia lessi da capo a fondo tutti i numeri che riuscìi a trovare. Cercherò di organizzare la mia casa sul modello di quella dei miei devoti genitori.  Se avete una copia del Kishi a disposizione, vi pregherei di mandarla al mio fratello maggiore.  Nagakura Sada”    Voi lavorate per coloro che non hanno la fede  “Chosen, 8 VII 1934  State tutti bene a Mugenzai no Sono? Ricevo il Kishi ogni mese, vi ringrazio assai.  Non avevo la fede, non comprendevo la verità. Un giorno mio padre mi diede un numero del Kishi. Dopo averlo letto è entrata in me una forza singolare. Ogni giorno più il mio cuore si è avvicinato alla fede e l'ho conosciuta. Ora, quando vado in chiesa a pregare, mi sciolgo in lacrime. In quei momenti sento di amare assai Gesù e Maria.  Ecco come il Kishi è giunto fino a me: l'ho avuto da mio padre che, mentre stava facendo un viaggio, l'aveva ricevuto da uno sconosciuto sacerdote che lo distribuiva in treno ad ogni viaggiatore.  Da allora ricevo i Kishi ogni mese.  Pensando a tutto ciò, riconosco che la Madre Divina mi ha concesso molte grazie e La ringrazio. Ora desidero ogni giorno più avvicinarmi al paradiso. Mi sforzo di vivere bene. Prego per lo sviluppo de Kishi. Vi supplico assai di lavorare per coloro che non hanno la fede. Vi ringrazio di tutto.  Hashimoto Fumiko”    Sono stato protestante per tre anni  “Keijo, 7 X 1934  Alcuni giorni fa ho ricevuto la bella immaginetta: vi ringrazio molto.  
Leggendo il Kishi ho conosciuto la fede cattolica e il mio cuore ha sperimentato un grande conforto. Per tre anni ero rimasto nella religione protestante, poiché non conoscevo ancora il cattolicesimo. Esortavo, altresì, i miei colleghi di lavoro ad abbracciare il protestantesimo e così a salvarsi l'anima. E per tre anni mi comportai in modo così sciocco. Peccato! Perché non cercavo la vera strada che conduce al paradiso? Perché ho atteso tanto tempo ad avvicinarmi ai cattolici? Quando ci penso mi dispiace.  Un cattolico di Keijo mi spedì una copia de Kishi e da allora sto studiando il catechismo. Grande è stata la mia gioia allorché sono entrato per la prima volta in una chiesa cattolica. I cattolici mi hanno accolto con grande amore, come un loro figlio, tanto che rimasi perfino sorpreso.  Quel piccolo opuscolo, perciò, mi ha trasformato il cuore. Comprendevo finalmente l'importanza della propaganda fatta attraverso la stampa. Nei limiti delle mie possibilità cercherò di diffondere la fede cattolica in mezzo ai miei amici protestanti. Vi prego, quindi, di inviarmi il Kishi.  Kato Tatsuo”    Mi sono consacrata totalmente alla Madre Divina  “Hirado, 10... 1934  Ringrazio per l'invio regolare de Kishi. Ero immersa continuamente in profonde afflizioni, perciò mi sono consacrata totalmente alla Madre Divina e sono in attesa del s. battesimo. Purtroppo i miei genitori non mi permettono di diventare cattolica e, benché io ami molto la Madre Divina, tuttavia senza il s. battesimo sento nell'anima una specie di deserto; vi prego di aiutarmi. Se avete un piccolo crocifisso, mandatemelo. Qui tutti odiano il cristianesimo, ma non so proprio il perché... Suppongo che non conoscano la bontà della Madre Divina. Che peccato! Che dispiacere! Io so che quando mi stringerò attorno alla Madre Divina, le mie sofferenze svaniranno. Vi prego di aiutarmi con la preghiera.  Hisada Fumie”    Mi son convinto dell'esistenza di Dio  “Matsue, 4 IV 1935  Ho già letto sette numeri de Kishi e mi son convinto che Dio esiste. Continuerò ancora ad approfondire questa convinzione.  Non sono cattolico, ma non sono contento, perché non conosco Dio.  Vi prego di mandarmi il Kishi.  Vi auguro un continuo sviluppo.  Okada Kisei”    Desidero ardentemente conoscere la verità  “K., 7 IV 1935  Mi son preparato agli esami di “judo” e li ho superati.  Sono un alunno della classe quinta. Attorno a me la primavera è ormai molto avanzata. Gli alberi hanno emesso le loro foglioline, sono apparse le viole mammole, mentre le foglie dei salici piangenti sembrano dei fili piangenti tutti aggrovigliati. I fiumiciattoli trasportano silenziosamente lontano le loro acque.  Ringrazio per il volume della sacra Scrittura che mi avete mandato. La biografia di s. Teresa mi ha molto commosso. Sto leggendo il libro Shinri no hongen [La sorgente della verità], ma alcuni passi mi risultano incomprensibili; ad ogni modo vi sono delle cose che suscitano un vero orrore. Anche l'opuscolo Katoriku wa kotaeru [Il cattolicesimo risponde] offre delle brevi dilucidazioni sulla fede. Del volume Shinri no hongen leggo poche pagine ogni giorno, poiché è più difficile, mentre quando leggo la biografia di s. Teresa ho l'impressione di avvicinarmi a dei fiori preziosi che emanano un piacevole profumo. Le biografie mi piacciono assai.  Vi sono molto grato per avermi spedito questi libri spirituali. Porto sempre al collo la bella e preziosa medaglietta. Pregate tutti per la salvezza della mia anima e perché si affretti il momento in cui comincerò a vivere nella vera fede: me l'ottenga la mediazione della Madre Divina!  Mi sento isolato, poiché nel mio ambiente non vi sono cattolici. Vorrei andare in chiesa alla domenica, ma non so se mio padre me lo permetterà. Tenterò di recarmi al vicino orfanotrofio: forse lì mi insegneranno qualcosa.  
Se ne avete in più, mandatemi alcune copie del Kishi: cercherò di invogliare i miei colleghi ad abbonarvisi.  Il denaro incluso nella busta è per pagare i libri.  Chiedo scusa per la mia brutta scrittura.  M.F.”    Sotto l'influsso di un buon esempio  “Taykyu, 9 IV 1935  Sia lodato il Cuore Immacolato di Maria.  Ho frequentato il ginnasio fino a due anni fa. Spinta dal buon esempio delle mie compagne cattoliche, abbracciai la fede cristiana. I miei genitori sono ancora pagani; io, poi, non conosco ancora in modo più profondo la fede cattolica, perciò mando le mie preghiere ai piedi di Gesù e di Maria, affinché le persone che vivono con me conoscano la vera fede.  Ho sentito parlare della vostra rivistina intitolata Mugenzai no Seibo no Kishi, che tratta argomenti di fede. Giungi al più presto, dunque, o intrepido Kishi, che sarai per me nutrimento spirituale e fortezza inespugnabile!  Io sono povera, perciò vi pregherei di mandarmi la rivista gratuitamente. Mi vergogno quasi; tuttavia ho sentito dire che voi spedite gratis la rivista ai poveri. Me ne basta una copia, ma se poteste inviarmene 2 o 3, le darei a conoscenti non cattolici per incoraggiarli.  [...]”    “Tokyo, 28 IX 1935  La pioggia è caduta in continuazione; ora è tornato il sereno, ma si sente parlare dei danni provocati dai nubifragi in diverse località. Non si sa come confortare questi sinistrati. E voi avete subìto danni?  Non molto tempo fa vi mandai una lettera, ma senza pagare l'abbonamento. Ora vi spedisco un vaglia con 1 yen: è poco, ma vi prego di accettarlo. Sono stata educata in una scuola cattolica ed ora, terminati gli studi, continuo ad approfondire i principi della fede. Voglio divenire, al più presto possibile, figlia di Dio, ma i miei genitori, fratelli e sorelle sono contrari e io non posso recarmi liberamente in chiesa. Mentre frequentavo la scuola, un sacerdote mi insegnò come dovevo comportarmi ed ora mi sforzo di trarre profitto da quelle indicazioni.  Il Mugenzai no Seibo no Kishi, che voi mi spedite ogni mese, mi serve quale alimento spirituale e la lettura di esso mi procura gioia ed esultanza. Vi mando 1 yen, ma con la preghiera di non menzionarlo. In casa mi permettono di leggere, ma mi proibiscono di vivere ciò in cui credo.  I miei genitori mi proibiscono di sposare un cattolico. Mio fratello mi ha detto che se non abbandono la fede, non mi vuol riconoscere; ha affermato altresì che i giapponesi devono adorare il loro dio. Io, però, ho deciso di non rinnegare la fede, anche se mi scacceranno di casa.  Vi prego di continuare a mandarmi il Mugenzai no Seibo no Kishi. Io godo nel vedere che la mia fede, attraverso queste difficoltà da parte della mia famiglia, si rafforza. Ricordatevi di questa poveretta che desidera servire Dio. Vi prego di porgere ascolto a questa mia richiesta tanto sfacciata.  Vi auguro di star bene.  Ichikawa Teruko”    “Gumba, 11 XII 1935  Alcuni giorni fa un conoscente mi ha offerto un numero del Kishi. L'opuscolo mi è piaciuto. Per un peccatore come me esso è un grande vangelo. Vorrei leggerlo ogni mese, ma prima devo ottenere il consenso dei miei genitori. Vi chiedo un numero in saggio; fatemi sapere come posso mandarvi il denaro.  Kaiyama Jasutoki”    “Jamaguchi, 11 XII 1935  Ringrazio per avermi spedito regolarmente il Kishi. Ho avuto informazioni sulla religione e sono contento. Non posso recarmi in chiesa, a causa della grande distanza e della situazione familiare. Avrei già dovuto pagare l'abbonamento per tutto quest'anno e chiedo scusa per non averlo ancora fatto. Vi prego di accettare il denaro accluso.  
Vi auguro una grande felicità e abbondanti grazie divine.  Un lettore”    “Kyoto, 26 XII 1935  Ho letto da capo a fondo la copia del Kishi che mio padre ha ricevuto sul posto di lavoro. Era il numero di settembre. Quel luogo come pure la nostra casa non sono cattolici, tuttavia ci ha fatto piacere il ricevere la rivista.  L'anno scorso ricevetti il battesimo. Son contento di aver ricevuto per caso il Kishi. Vi chiedo di mandarmelo dal mese di gennaio. Voi mi siete di aiuto con i preziosi suggerimenti contenuti nella rivista.  Auguro lo sviluppo del caro Kishi.  Sugimoto Harushichi”    “Kanagawa, 7 I 1936  Auguro la felicità a tutti coloro che abitano a Mugenzai no Sono. Vi scrissi già tempo addietro: sono un allievo della scuola Meijigakuin; sono protestante. Ho letto tutto il numero di dicembre del Kishi sulla Milizia. Vi si parlava di una medaglietta superstiziosa, che purifica il cuore di colui che la porta al petto. Io non ho una grande cultura, ma credo in Dio anche senza queste cose.  Ogni volta che leggo il Kishi sento un'attrattiva ad amare la Madre di Gesù Cristo, il quale ci ha redenti dal peccato.  Riconosco l'importanza della Milizia. Se l'iscrizione è aperta a tutti, anch'io vorrei farne parte. Vorrei ottenere la liberazione dalla macchia del peccato.  Auguro lo sviluppo delle vostre attività e la salute a tutti voi che abitate a Mugenzai no Sono.  Fujisawa Fujisaburo”    Nel momento della tristezza ricorriamo a Dio  “..., 13 I 1936  Vi porgo gli auguri di buon anno. Ringrazio per la rapida risposta, come pure per le premure che avete dimostrato in occasione della malattia di mia madre.  Reverendo Kolbe, la ringrazio di cuore per la costante direzione della mia anima. Io sono catecumeno e non ho ancora ricevuto il battesimo. Mi sono convinto che con il Kishi si può conoscere la religione cattolica e fino a che punto Dio ci ama. Di conseguenza, cerco di diffondere questa rivista.  Mentre stavo in ospedale accanto a mia madre ammalata, parlavo a lungo con le infermiere di Dio onnipotente e infinitamente buono. Alcune mi hanno chiesto di accompagnarle in una chiesa, ma io non ho tempo, poiché sono impegnato nell'insegnamento. Allorché informai di ciò il mio catechista, questi mi raccomandò di condurle da lui. Ho prestato il libro “Storia di un'anima”6 ad una persona, ma molte altre lo vorrebbero leggere: potreste mandarmene un'altra copia? Per ottenere l'aiuto della Madre Divina, vorrei distribuire la medaglia miracolosa agli amici e alle infermiere: potrei riceverle? Tanto io quanto i miei amici nel momento della tristezza ricorriamo a Dio e nutriamo la speranza che Egli ci mandi giorni di gioia.  Se vi sono delle buone riviste per lo studio, prego di mandarmi il titolo e l'indirizzo.  Il 19 gennaio a Kumamoto è stata istituita un'associazione cattolica per i giovani e io sono stato accolto in essa, pur essendo catecumeno: ne sono felice. Sarà un'occasione per conoscere ancora meglio la religione cattolica.  F.”  Ho conosciuto la verità della fede    “Chosen, 7 II 1936  Come state? Ricevo i Kishi dall'ottobre dello scorso anno. Ho conosciuto la verità della fede e il vero significato del cattolicesimo. Ringrazio la Madre Divina per questa grazia. Voglio servire Dio con tutto il cuore e leggere il Kishi fino alla morte.  Vi auguro di svilupparvi assai. Ho parlato ad un mio conoscente dell'importanza della religione e gli ho mostrato il Kishi: anch'egli lo vuol leggere. Cercate di mandargli una copia-saggio.  Boku Kan Tetsu”    “Karafuto, Maoka, 11 IV 1936  
Ringrazio del Kishi, che ricevo ogni mese. Esso ha svegliato il mio cuore addormentato. Fino a quel momento ero indifferente nei confronti della fede, ma dopo un'attenta lettura di questo opuscoletto ho trovato la luce. Sono molto riconoscente verso la Madre Divina, poiché mi ha guidato con misericordia. Continuate a dirigermi. Vi prego di mandarmi la medaglia miracolosa della Madre Divina e la pagella d'iscrizione alla Milizia. Auguro lo sviluppo dell'attività editoriale.  Yanagi Tadao”    “Tokyo, 27 IV 1936  Vi ringrazio del Kishi che mi inviate già da molto tempo. Lo leggo ogni mese con piacere. Io non sono cattolico, ma attendo di giorno in giorno il battesimo. Son già passati quattro anni ormai da quando ricevetti le prime informazioni sul cattolicesimo...  Dal tempo in cui ho cominciato a ricevere i Kishi sento che si accende in me una luce splendente di gioia. Vi prego di continuare ad inviarmelo.  Aimoto Hatsuko”    “Nagasaki, 11 V 1936  Voglio amare la Madre Divina con tutto il cuore.  Ho intenzione di ricevere il battesimo al più presto e di diventare cattolico.  Purtroppo mio padre è un ardente seguace della religione “hito no michi”7 e non vuole dare il consenso al mio battesimo.  Non solo, ma mi esorta ad aderire a questa religione. Io gli spiego i numerosi errori presenti in questa religione, ma non serve a nulla.  Prego di mandarmi la medaglia miracolosa, che sarà per me un incitamento alla perseveranza. Io abito in via...8, ma poiché i miei genitori mi sorvegliano severamente, mandatela all'indirizzo indicato sulla busta.  Ashida Tatsuo”    “Kure, 3 VI 1936  Non molto tempo fa ho ricevuto il battesimo nella chiesa dei metodisti, ma ho abbandonato quella chiesa e al presente sono catecumeno nella chiesa cattolica.  La vostra rivista sarà sicuramente per me una forza verso la conversione.  Vi prego di inviarmela ogni mese. Un mio collega mi ha invogliato a leggerla.  Takashiga Takuta”    “Yokohama, 7 VI 1936  Ricevo mensilmente una copia de Kishi e la metto a disposizione anche di altre persone. Chiedo l'invio di una seconda copia. Leggendo i Kishi ho conosciuto la Milizia e ora vorrei farne parte. Esiste qualche regolamento particolare?  Datemi istruzioni.  Nell'impresa in cui lavoro vi è una decina di cattolici.  Noi che siamo nell'ambito della vera Chiesa siamo molto legati tra di noi.  Ciò nonostante penso che qui ci sia troppo poca attività.  Con il vostro aiuto voglio a poco a poco esercitare un influsso sui pagani.  Se ci fosse qualche manuale per i catecumeni, vi prego di informarmi.  I protestanti hanno istituito qui un'associazione e tutte le settimane si raccolgono per leggere insieme la sacra Scrittura e in questo modo attirano nuovi seguaci. Nel frattempo, però, noi non abbiamo nulla di simile, ed è un peccato.  Vi chiediamo di darci delle direttive.  I protestanti hanno dei seguaci che studiano a fondo il catechismo, ma la vera Chiesa ha già assicurata la vittoria finale. Lavoriamo con impegno, dunque, per la gloria di Dio.  Kinoshita Yosaburo”    “Hoten, 8 VI 1936  Non molto tempo fa ho ricevuto in saggio un numero del Kishi: vi ringrazio molto.  La mia famiglia è buddista, ma finora non mi son trovata contenta nel buddismo.  
Fin dal secondo anno del corso ginnasiale ho studiato abbastanza a fondo, ma non ho trovato nulla che mi soddisfacesse.  All'inizio di quest'anno ho letto con interesse un libro che avevo preso a prestito da una mia compagna di scuola, cattolica: mi ha impressionato.  Da allora, a poco a poco, il mio cuore mi ha indirizzata verso la fede cristiana. Proprio in quel tempo ricevetti i Kishi e lo lessi con gioia da capo a fondo.  Dopo aver letto attentamente il numero di giugno ho desiderato ancor di più abbracciare la fede cristiana.  Avevo chiesto ai miei genitori di poter leggere il Kishi, poiché era giunto al loro indirizzo.  Invio la quota di abbonamento per tutto l'anno.  Quale sarebbe un buon libro per approfondire la conoscenza della fede cristiana?  Ueno Toshiko”    “Nishi Arie, 3 VII 1936  Sono sofferente e triste. Non è possibile evitare il duro destino della sofferenza. Perché un uomo deve soffrire giorno e notte?  Quanto più ci penso, tanto maggiore è l'oppressione che sento.  Quando rifletto anche sui miei peccati e sul castigo che ne consegue, sono preso dalla paura. Sono oppresso da sofferenze interiori e non so come uscirne...  L'uomo è attorniato dalla natura, nella quale gli uccelli cantano e i fiori germogliano; perché tra tante cose piacevoli soltanto la vita dell'uomo è triste?  Poche gioie, ma molte sofferenze e tristezza.  Per quale scopo è venuto al mondo l'uomo?...  Dove andrò dopo la mia morte?  Vivo nella sofferenza, ma non ho intenzione di fuggire di fronte ad essa. Vorrei solo avere conforto nella sofferenza e conoscere lo scopo della vita...  Non devo pensare a queste cose, ma la realtà è difficile.  Ho 22 anni, perciò sono nel fiore della vita. Che fare in avvenire? Attendo gli insegnamenti del Kishi.  Isaki Shigeyuki”    “Tokyo, 1 VIII 1936  Ringrazio vivamente per il Kishi che mi inviate ogni mese.  Grazie al vostro aiuto ho desiderato ardentemente il battesimo ed ora attendo di giorno in giorno di riceverlo. Voglio diventare figlio di  Dio.  Chiedo scusa se non ho mandato alcun ringraziamento per la medaglia e l'immaginetta.  Porto al petto la piccola medaglia.  Ho alcune compagne cattoliche e alla domenica vado alla Messa con grande gioia. Sono riconoscente a voi per aver ottenuto una fede così profonda.  Accludo 2 yen: è poco, ma vi prego di accettarli.  Per favore, mandatemi il Kishi al seguente indirizzo...9  Oka Kurako”    “Kyoto, 7 IX 1936  Mi presento per la prima volta.  Lavoro in una banca di Kyoto.  Già da molti anni stavo attraversando una sofferenza di natura spirituale, che mi portava fino all'esaurimento nervoso.  Se questo stato di cose fosse perdurato ancora, avrebbe distrutto la mia salute, e così cominciai a ripensare alla mia situazione, per cercare la verità e trovare, con ciò stesso, la vera felicità.  In questo tempo ho ricevuto per caso un numero del Kishi, che giunge al signor Hirayama.  Già in passato avevo sentito dire da altre persone, o letto in qualche libretto, che un uomo non può raggiungere la felicità senza la religione.  Finalmente, leggendo il Kishi ho compreso per la prima volta questa cosa.  
Sono riconoscente a Dio per aver compreso che l'uomo vive per una misericordiosa forza divina e che può raggiungere la felicità.  Vi prego di mandarmi, d'ora in poi, i Kishi. Il signor Hirayama si è trasferito a Tokyo.  Hatano Yukichi”    p. Massimiliano Kolbe Niepokalanów, presso Varsavia   

Nota 1223.1 Dea del sole, dalla quale, secondo il mito, discende la famiglia imperiale.
Nota 1223.2 Un numero del 1967 del bollettino di informazione del ministero degli esteri giapponesi afferma in proposito: "Lo shintoismo non può essere considerato una religione nel senso stretto del termine; è un culto prettamente giapponese, che si allaccia alla venerazione rivolta agli antenati dell'imperatore e agli antenati della propria famiglia. Durante la seconda guerra mondiale lo shintoismo, elevato a religione nazionale, godette dell'appoggio delle autorità statali. Dall'entrata in vigore della nuova costituzione giapponese, il 3 V 1947, a questa religione non fu riconosciuto alcun particolare appoggio ufficiale".
Nota 1223.3 Setta shintoista, iniziata da Deguci Nao e dal figlio Wanisaburo. Il movimento fu sciolto nel 1935.  Nota 1223.4 Altra setta shintoista, "chiesa del fondamento celeste", fondata nel secolo XIX da Nakajama Mikiko.
Nota 1223.5 L'università "Sophia”fondata nel 1913 dai Gesuiti.
Nota 1223.6 L'autobiografia di s. Teresa di Gesù Bambino in traduzione giapponese.
Nota 1223.7  "Via umana", setta giapponese nata dalla trasformazione di un'altra setta, "tokumitsukyo”(fondata dopo la prima guerra mondiale), e sciolta nel 1936.
Nota 1223.8 P. Massimiliano non trascrisse l'indirizzo.  Nota 1223.9 Idem.  




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