Scheda 1208 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

Vai ai contenuti

Menu principale:


SK 1208 - La preghiera Mugenzai no Seibo no Kishi, VI 1936, p. 2 e seguenti
  
I nostri contemporanei, eccessivamente presi da problemi materiali, si dimenticano della preghiera. Dal mattino alla sera essi sono ossessionati solo dalla brama del guadagno: sul mare o per terra, in fabbrica o in negozio.  La preghiera è l'espressione di un'anima bella. Il corpo umano ha avuto origine dalla polvere e dopo la morte si trasformerà in polvere.  Anche tutte le attività umane sono rivolte alla madre-terra.  Soltanto nel momento della preghiera l'uomo eleva il cuore verso il paradiso ed entra in conversazione con il Creatore dell'universo, con la Causa prima di tutto, con Dio.  Ogni buona madre si rallegra assai quando il figlio le chiede qualcosa.  Ciò è l'espressione della fiducia del figlio nella bontà della propria madre.  Allo stesso modo Dio riconosce con gioia la fiducia che noi Gli manifestiamo nella preghiera. Questa preghiera non deve esprimersi in forme rigidamente stabilite. L'essenza di essa è la petizione, il ringraziamento o l'adorazione espressa a Dio.  Colui che non prega non comprende facilmente lo spirito di preghiera. Inoltre, egli non può rendersi conto della felicità che la preghiera offre all'anima, dell'energia che la preghiera comunica nella vita di ogni giorno.  Dio gradisce la preghiera di una persona innocente, soprattutto dei bambini.  Nell'autunno dello scorso anno giunse in Giappone, proveniente dal Perù, nell'America meridionale, il celebre p. Matteo1 e rimase alcuni mesi in Giappone e Corea, predicando ovunque durante i suoi numerosi viaggi per il paese.  Riporto, da una delle sue conversazioni, il seguente esempio:  In una chiesa, in cui p. Matteo svolgeva il ministero di confessore, vi era una giovane ragazza, la quale, quando riceveva la s. comunione, godeva dell'apparizione di Gesù e conversava con Lui con la semplicità di un bambino.  Per accertarsi dell'autenticità dell'apparizione di Gesù, p. Matteo disse alla ragazza:  “Chiedi a Gesù un piccolo regalo”.  “Certamente, ma quale regalo?”.  “Di' così a Gesù: mio caro Gesù, il mio confessore mi ha incaricato di pregarti per un'anima, perché vuole avere una prova che tu sei veramente Gesù”.  “Oh, sì! Lo farò volentieri; ma di quale anima si tratta?”, chiese la ragazza.  “Non è necessario che tu lo sappia.  Tu prega per la conversione di un'anima che ha bisogno di convertirsi”.  Durante la successiva confessione, la ragazza disse a p. Matteo:  “Padre, è tutto fatto...”  Allorché egli le fece capire che non ci credeva, la ragazza disse:  “Padre, non ricordi che mi avevi detto che Gesù avrebbe dovuto dare una prova? Gesù mi ha detto: "Mia cara sorellina, ho capito...  Tu mi preghi per un'anima.  Ben volentieri intendo appagare il tuo desiderio...  Di' al padre che ogni qualvolta mi pregherà per un'anima, lo ascolterò sempre.  E tu sìi sempre mite, obbediente e sfòrzati di amarmi sempre. A questo scopo sono necessari i sacrifici.  Tuttavia, non far nulla senza il permesso del confessore. Io godo più per l'obbedienza che per il sacrificio"; così mi ha detto Gesù.  Padre, quell'anima verrà qui tra breve.  Dammi subito l'assoluzione.  Gesù mi ha promesso che quell'anima sarebbe venuta durante la mia confessione”.  Allorché p. Matteo volle troncare quelle parole per iniziare un altro argomento di conversazione, la ragazza lo interruppe:  “Padre, sento che quell'anima è già arrivata.  Ti prego, dammi subito l'assoluzione!”.  La ragazza si allontanò dal confessionale e andò verso l'altare per fare la penitenza.  
Mentre p. Matteo stava per uscire, all'improvviso si aprì la porta che stava sul lato opposto e apparve un uomo, che pareva un personaggio altolocato, ma ateo, che non si era mai inginocchiato al suo confessionale, e gli disse:  “Padre, non so che cosa mi sia capitato.  Forse la grazia mi ha vinto. Non ho pace; son venuto a confessarmi”.  E quale confessione! Piangendo, quell'uomo ripeteva spesso durante la confessione: “Perché è avvenuto questo?”.  P. Matteo avrebbe potuto indicargli quella gentile ragazza e dirgli: “Ti ha conquistato lei!”.  Al momento della morte perderemo il diritto a qualsiasi ricchezza posseduta fino a quell'istante. Per non affogare nelle ricchezze passeggere, cerchiamo di non dimenticarci mai di pregare, alla sera prima di metterci a letto e al mattino appena svegliati.    Kolbe   __________
Traduzione dal giapponese.    


Nota 1208.1 P. Massimiliano si riferisce qui a p. Matteo Crawley, celebre predicatore e propagatore della devozione al sacro Cuore di Gesù - cf. pure SK 643, nota 1.



Torna ai contenuti | Torna al menu