Fatima: messaggio di tragedia o di speranza? - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?

 
Fatima: messaggio di tragedia o di speranza?

 
 
    Le apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, cento anni fa, sono lo strumento con cui il Cielo ha parlato alla terra con ricchissima dovizia di  particolari e di ammonimenti. In esse la Vergine SS.:
 
- denunciò la penosa condizione spirituale dell’umanità;
 
- mostrò ai 3 pastorelli l’inferno, ricordandone l’esistenza e l’orrore;
 
- indicò i mezzi d’intervento: preghiera (il S. Rosario in particolare), digiuno, penitenza, devozione al Cuore Immacolato di Maria, per evitare i castighi meritati dall’umanità.
 
        
 
    In particolare la Madonna annunziò:
 
- la fine della prima guerra mondiale;
 
- la seconda guerra mondiale, peggiore della prima;
 
- la diffusione degli errori della Russia nel mondo;
 
- le guerre e le persecuzioni promosse dalla Russia alla Chiesa, con il successivo martirio dei buoni, l’annientamento di diverse nazioni, e le molte sofferenze del Santo Padre.
 
         
 
  Inoltre Ella trasmise il cosiddetto “terzo segreto”, reso noto dalla Santa Sede durante il giubileo del 2000:
 
 
    “Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia.
 
    
 
    Il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.”

 
    Il martirio è una condizione costante della Chiesa, come Gesù ci ha annunciato nel Vangelo, e come, a proposito del “segreto”, ci confermava l’allora Card. Ratzinger, poi Benedetto XVI: “Le grandi visioni hanno sempre una duplice dimensione: un significato umano e vicino, ed un valore permanente.”
 
    E circa l’attualità del messaggio egli cosi dichiarava il 13/5/2010: Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”…
 
     Ma quale può essere questo straordinario e generalizzato martirio di cui parla il 3° segreto? Il pensiero corre certamente alle 3 aree in cui la persecuzione dei cristiani infierisce più visibilmente:
 
- il mondo comunista dove la Chiesa è oppressa, carcerata, umiliata;
 
- il mondo induista in cui i cristiani vengono repressi con le leggi;
 
- buona parte del mondo islamico dove non è possibile per loro manifestare minimamente la propria fede, se non a prezzo della vita o della libertà.
 
      
 
    Ma l’avversario più subdolo è nel mondo occidentale scristianizzato. Infatti “Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le proprie voglie”(Benedetto XVI, 18.4.2005). ”E’ la povertà spirituale dei nostri giorni, che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. È quanto il mio Predecessore, il caro e venerato Benedetto XVI, chiama la “dittatura del relativismo”, che lascia ognuno come misura di se stesso e mette in pericolo la convivenza tra gli uomini. E così giungo ad una seconda ragione del mio nome. Francesco d’Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! Ma non vi è vera pace senza verità! Non vi può essere pace vera se ciascuno è la misura di se stesso” (Papa Francesco 22.3.2013).
 
 
    E’ il nulla che avanza, la frivolezza, l’assenza di valori naturali e rivelati che induce l’uomo a vivere un’esistenza priva di significato. In tale contesto culturale e spirituale solo il capriccio rimane alla guida delle scelte umane, con tutti i disastri che ne derivano! Gli errori della Russia, di cui parlava la Madonna a Fatima, hanno subito una parziale mutazione genetica e si sono fusi col materialismo pratico dell’occidente scristianizzato, dando vita a quanto denunciato dal Papa. Tale nuova persecuzione si esprime nel disprezzo delle radici cristiane, nelle legislazioni contronatura vigenti in tanti Stati d’Europa, nelle stragi dell’aborto e della fecondazione extracorporea, nell’aggressione alla famiglia, nell’esaltazione dell’eutanasia e dell’omosessualismo, e nella ormai iniziata repressione a chi è fedele al Vangelo.
 
 
    La risposta a tale fosco quadro è di Benedetto XVI: “Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità …sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina (Ef 4,14) … Noi invece abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. E’ Lui la vera misura del vero umanesimo. Adulta non è una fede che segue le onde della moda e le ultime novità. Adulta è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo.”
 
    A questa centralità di Cristo ci richiama incessantemente la Madonna! A riporre in Lui ogni speranza, a sottoporre tutto alla Sua dolce signoria, a confidare a Lui ogni angoscia. In tale sforzo, che nel secolo presente sarà più duro per lo scontro di  due opposte concezioni dell’uomo, quella ideologica e quella naturale, Maria ci sarà a fianco. “Nella Sacra Scrittura appare frequentemente che Dio sia alla ricerca di giusti per salvare la città degli uomini e lo stesso fa qui, in Fatima”(Benedetto XVI, 13.05.2010). La Madonna, profetessa del nostro tempo, è venuta a fornirci la soluzione dei mali di questa era: consacrarci a Lei, invocarLa con il S.Rosario, offrire la penitenza richiesta con forza dall’angelo nel 3° segreto, diffondere la devozione al Suo Cuore Immacolato, praticare e diffondere l’esercizio dei primi 5 sabati.
 
    E’ un messaggio quindi di lotta e di speranza (cristianamente intese)! Ella ci sosterrà fornendoci l’energia sovrannaturale per raggiungere gli obiettivi indicati a Fatima, per sconfiggere la stirpe del serpente e per costruire , dopo tanta lotta, quel regno glorioso che ci ha promesso il 13 luglio del 1917:
 

“Infine il mio Cuore Immacolato trionferà!”
 
                                                                       
 
     MILIZIA DELL’IMMACOLATA DI SICILIA    
 
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 90135 – Palermo  - edito 13.01.2017
 
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