Scheda 486 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 486 - Ai chierici dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali Nagasaki, 28 II 1933 M

aria   Carissimi giovani confratelli,  Sono trascorsi ormai più di quindici anni da quando l'attuale Rev.mo P. Ministro Generale1, dando la propria benedizione in scritto alla “Milizia dell'Immacolata”, volle che io la divulgassi tra i giovani dei Collegi del nostro Ordine.  Cosa che non ho ancora attuato.  Perciò oggi, dato che siamo ancora nel mese di febbraio, nel quale si è celebrato il 75 anniversario della prima apparizione dell'Immacolata a Lourdes, permettete che con queste poche parole io mi trattenga a colloquio con voi dalla lontana terra della nostra missione giapponese.  Ogni generazione deve aggiungere la propria fatica e i frutti di tale fatica a quelli delle generazioni precedenti.  Non diversamente avviene nella vita di un Ordine religioso, quindi anche nel nostro.  Noi che cosa vi aggiungeremo?  Si dice: quanto più un Ordine religioso si allontana dal fondatore, tanto più si indebolisce; e sovente avviene proprio così. Ma non ne consegue che lo debba essere necessariamente.  Lo spirito, infatti, non conosce le leggi materiali dell'invecchiamento, ma deve evolversi senza alcun limite. Inoltre, non è effetto di umiltà, ad esempio, pregare il Padre s. Francesco affinché ci ottenga una “parte” del suo amore verso Dio, oppure un amore uguale al suo, ma il nostro s. Padre sarà perfettamente contento solo quando, per sua intercessione, chiederemo a Dio un amore più grande del suo, anzi un amore infinitamente più grande.  Ed egli vuole “evolvere” il suo spirito nei suoi figli e non stabilire la sua santità come termine, come limite della nostra perfezione. Il germe da lui posto nell'Ordine deve evolversi “senza alcun limite”.  Fin dai primordi del nostro Ordine, per 7 secoli l'aureo filo della causa dell'Immacolata si è evoluto incessantemente.  Si è combattuto per il riconoscimento della verità dell'Immacolata Concezione della B. Vergine Maria. La lotta si è conclusa vittoriosamente.  Tale verità è riconosciuta ovunque ed è stata proclamata dogma di fede2.  Ed ora?... Questa causa è forse terminata?...  Forse che per costruire una casa ci accontentiamo di tracciare il progetto senza preoccuparci di realizzarlo?...  O piuttosto, non è vero che il progetto viene steso solo in quanto è la necessaria preparazione per la costruzione della casa stessa?...  Ora, dunque, si apre la seconda pagina della nostra storia: vale a dire seminare questa verità nei cuori di tutti coloro che vivono e vivranno sino alla fine dei tempi, e curarne l'incremento e i frutti di santificazione. Introdurre l'Immacolata nei cuori degli uomini, affinché Ella innalzi in essi il trono del Figlio Suo, li conduca alla conoscenza di Lui e li infiammi d'amore verso il Suo Sacratissimo Cuore.  Il nostro Ordine si chiama ed è “l'Ordine della penitenza”, che fa e predica la penitenza.  Ed ecco, noi vediamo che quattro anni dopo la proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione, Ella stessa a Lourdes chiede: “Penitenza, penitenza, penitenza!”.  Ecco chi vuol proclamare la penitenza al nostro mondo corrotto: l'Immacolata.  Permettiamo, quindi, che Ella, Ella stessa in noi e per mezzo del nostro Ordine proclami la penitenza per rinnovare gli animi.  Si andrebbe troppo lontano se ci intrattenessimo in queste riflessioni così lieti e dolci, ma non posso non aggiungere qualche altra cosa.  Permettiamo che Ella predichi proprio a noi questa penitenza; apriamo il nostro cuore, lasciamoLa entrare e doniamo con generosità a Lei il cuore, l'anima, il corpo e tutto senza alcuna restrizione o limitazione, consacriamoci a Lei completamente senza alcuna limitazione, per essere Suoi servi, Suoi figli, Sua cosa e Sua proprietà incondizionata, così da divenire, in certo qual modo, Ella stessa vivente, parlante, operante in questo mondo.  
L'Immacolata a Lourdes, nella sua apparizione, non dice: “Io sono stata concepita immacolatamente”, ma: “Io sono l'Immacolata Concezione”.  Con ciò Ella determina non solo il fatto dell'Immacolata Concezione, ma anche il modo con il quale questo privilegio Le appartiene. Perciò, non è qualcosa di accidentale, ma fa parte della Sua stessa natura. Ella stessa è la Concezione Immacolata.  Di conseguenza, Ella è tale anche in noi e ci trasforma in Se stessa come immacolati...  Ella è Madre di Dio; e anche in noi è Madre di Dio... e ci fa dèi e madri di Dio che generano Gesù Cristo nelle anime degli uomini...  Quale sublimità!...  Quando saremo diventati Lei, anche tutta la nostra vita religiosa e le sue fonti saranno di Lei e Lei stessa. L'obbedienza soprannaturale in quanto è la Sua volontà; la castità, la Sua verginità; la povertà, il Suo distacco dai beni della terra.  A Lei appartiene la nostra anima, perciò Ella guida l'intelligenza affinché nell'obbedienza religiosa veda la Sua Volontà e per Lei non risparmi alcuna diligenza nella ricerca della verità; Ella guida pure la volontà, affinché non ami nulla al di fuori della Sua Volontà, riconoscendo in essa la Volontà di Gesù Cristo, del Suo Sacratissimo Cuore, la Volontà di Dio.  A Lei appartiene il nostro corpo, affinché per Lei si esponga volentieri alle sofferenze e sostenga spontaneamente le fatiche.  A Lei appartengono tutte le nostre cose; perciò una povertà perfetta e un uso delle cose soltanto in quanto sono indispensabili e sufficienti per raggiungere il fine.  Ecco quello che possiamo aggiungere.  Io proporrei, quindi, seguendo l'intenzione del Rev.mo P. Generale espressa 15 anni fa, che:  1) In tutti i nostri Collegi si apra un circolo della M.I. fra coloro che in piena libertà volessero consacrarsi illimitatamente all'Immacolata secondo lo spirito della M.I. (Milizia dell'Immacolata);  2) Questo circolo, nelle sue riunioni, prepari i propri membri a vivere e a lavorare secondo lo spirito della M.I.:  a) studiando la causa dell'Immacolata sotto l'aspetto storico, dogmatico, morale, giuridico, ascetico, ecc.;  b) studiando contemporaneamente i movimenti antireligiosi del nostro tempo, le loro fonti, i metodi, gli effetti, ecc., distinguendo in tali movimenti quanto v'è di bene e quanto v'è di male in essi: non vi è altro modo più efficace per estirpare un movimento cattivo che conoscere quanto contiene di bene e applicarlo subito alla nostra causa.  L'aver trascurato ciò ha provocato i deplorevoli avvenimenti in Messico e in Spagna;  c) esercitandosi fin d'ora secondo le proprie possibilità (preghiere, mortificazioni, ecc.) per questa causa;  d) preparando un piano d'azione per il futuro.  Non dobbiamo pensare che tutte queste cose siano solo teorie astratte, irrealizzabili nella pratica.  L'Immacolata, infatti, ha voluto suscitare già una casa religiosa (Niepokalanów, in Polonia), la quale praticamente ha dato la prova della possibilità di una tale vita e di un tale lavoro nel corso dei 5 anni della sua esistenza.  Non dobbiamo temere che la vita sia tanto rigorosa che manchino le vocazioni, perché in questa casa le vocazioni hanno ormai raggiunto il numero di 400.  E neppure c'è da temere che la perfetta povertà impedisca il sostentamento dei collegi, perché a Niepokalanów vengono mantenuti oltre 120 seminaristi minori consacrati all'Immacolata.  E infine che ci distolga dall'interessamento per le missioni, perché questa casa ha fondato e mantiene Mugenzai no Sono in Giappone, la quale, benché non riceva alcuna sovvenzione da parte della Congregazione di Propaganda, tuttavia già da tre anni estende la propria attività a tutto il Giappone, con grandi spese, attraverso il periodico Mugenzai no Seibo no Kishi, e l'Immacolata per mezzo di esso ha già operato parecchi battesimi.  Sono stato in molte nazioni, ho visto tante cose, ho parlato con diverse persone, ma credetemi: non vi è nessun mezzo più adatto per venire incontro ai mali del nostro tempo che il nostro serafico Ordine, se con coraggio, prontezza, rapidità e costanza evolve lo spirito del nostro Padre s. Francesco.  L'Immacolata vuole mostrare in noi e per mezzo nostro la pienezza della Sua misericordia: non vogliamo frapporre ostacoli, lasciamoLa fare.  Ma perché Ella vuole far questo proprio a noi?  
È un mistero del Suo amore.  Tutto, nell'Immacolata e nel Padre s. Francesco, vostro    
fr. Massimiliano M.
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