Lettera a S.E. rev.ma Cardinale Paolo Romeo - 16-06-2013 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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Lettera a S.E. rev.ma Cardinale Paolo Romeo - 16-06-2013

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Forum Vita Famiglia Educazione - Cristiani per la Nazione Istituto per la Famiglia -  Intergruppo parlamentare Giovani Energie
 
Em.za Rev.ma,
siamo reduci da un convegno tenuto all’ARS dove abbiamo ricordato ai parlamentari presenti quanto ci sta più a cuore nel dibattito politico: il futuro della famiglia in Sicilia. Siamo perfettamente consci, e l’abbiamo sostenuto con forza, che solo la famiglia procrea ed educa la vita, dandole la stabilità necessaria per una sana educazione.  Essa non è una creazione del potere pubblico, bensì un'istituzione naturale di origine divina, che lo precede e che il potere pubblico deve riconoscere e sostenere. Sono ovvietà, ma nel dibattito odierno occorre ribadirle e motivarle; continuamente.
Alla famiglia la Costituzione dà una specificità e dispone con riferimento ad essa di una normativa specifica, che non trova riscontro per altre formazioni sociali. Il sostegno da parte delle pubbliche amministrazioni alla famiglia non è quindi un atto di beneficienza ma un investimento per il futuro di tutta la società. La famiglia è il futuro della società e la società deve investire in essa in modo prioritario.
L’Italia regge alla crisi soprattutto grazie alle famiglie, che hanno saputo gestire di generazione in generazione i propri risparmi a beneficio dei figli e dei nipoti, sostenere i propri giovani disoccupati, accudire i familiari disabili e gli anziani. L’Italia di oggi non è tanto fondata sul lavoro (che non c’è), quanto sul risparmio delle famiglie.


Eppure la famiglia oggi viene caricata di nuove tasse, disattesa, tradita. Ciò comporta una sua progressiva penalizzazione. L’Italia ha uno spaventoso indice di vecchiaia di 144,5, contro una media dell’Unione Europea di 111,3.
Il numero dei figli per donna, 1,41, è lontanissimo dal tasso di sostituzione demografica minimo del 2,1.
Si diffondono intanto le “unioni di fatto", caratterizzate precisamente dal fatto che ignorano, rimandano o rifiutano l'impegno coniugale. Ma non si può estendere il sistema dei servizi destinati alla famiglia ai nuclei di convivenza e rendere così questa più appetibile del matrimonio, di cui avrebbe ancor più diritti e nessun dovere. Non si possono trattare in modo uguale situazioni diseguali. La discriminata ormai...è la famiglia. Si vogliono rendere fluidi fino all’inconsistenza i rapporti fra le persone, per creare una massa di consumisti indebitati da manovrare a piacimento.
In proposito così dichiara il card. Bagnasco, presidente della C. E. I. il 30 maggio 2013:
"E' un vulnus grave alla famiglia che ovunque nel mondo, non solo nel nostro Paese, è il presidio dell'umano dove i bambini, le nuove generazioni vengono non solo concepite e generate ma educate come è diritto e dovere primario e fondamentale dei genitori". .."Il papà e la mamma, nella loro completezza di personalità, danno ai propri figli un'educazione integrale nella libertà di ciascuno". … "I desiderata, i bisogni e i diritti individuali sono già assicurati dal diritto civile senza la necessità di creare un nuovo soggetto di diritto". 
Infatti il diritto comune già tutela il conviventea volte più del coniugato. Troviamo elementi in tal senso nei codici civile e penale; dalle adozioni e dal subentro nel contratto d’affitto fino all’autorizzazione ai trapianti d’organi. Quali altri diritti si vogliono allora? La reversibilità delle pensioni, la quota ereditaria  di “legittima” o l’estensione dell’ adozione dei minori agli omosessuali?.
Em. Rev.ma, 
sappiamo di affermare verità conformi alla dottrina sociale della Chiesa; il magistero dei pontefici ci conferma in tal senso. Chiediamo allora il sostegno e la preghiera della Chiesa da lei guidata a Palermo, in difesa di quella cellula primordiale, della chiesa e della società, che è la famiglia.
Chiediamo che aumenti in tutti la consapevolezza della posta in gioco. Nell’attacco alla famiglia vi è il tentativo di
“distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra
”, come ha scritto l’allora cardinale Bergoglio, oggi Papa Francesco I.
 
Nel ringraziarla per quanto farà, ci impegniamo a ricordarla nelle nostre preghiere



 
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