Incontro MI della Sicilia Est 24 ottobre 2015 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

Milizia Dell'Immacolata di Sicilia

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Incontro MI della Sicilia Est 24 ottobre 2015

Attivita
 
INCONTRO CONSIGLI LOCALI M.I. SICILIA EST
 
Nella “Casa dell’Immacolata” delle Missionarie Militi di Catania, il 24 ottobre c.a.  si è svolto l’incontro regionale  per i consigli di sede M.I.della Sicilia est. Partecipazione ottima se consideriamo che nessun gruppo interessato mancava all’evento; hanno , infatti, partecipato militi provenienti da Messina, San Filippo del Mela, Catania, Avola, Palazzolo Acreide, Comiso e Ragusa. L’incontro, preparato e coordinato dalla vice presidente regionale Nuccia Fucile in piena sintonia con Lucia Trupia, missionaria milite e direttrice della Casa e  con Giovanni Salamone, responsabile della fraternità locale, è stato presenziato dal nostro caro Presidente regionale, nonché fresco vicepresidente nazionale, Diego Torre,  collaborato dal segretario regionale Salvatore La Piana. Padre Luigi Gattuso, in qualità di Assistente regionale, ha presieduto e guidato i momenti di preghiera con cui si è aperto e chiuso l’incontro stesso. Alla recita delle lodi  è seguito un intervento a braccio del nostro Presidente e, successivamente, due relazioni intercalate dalla proiezione di un video su san Massimiliano e di seguito dagli interventi dei responsabili locali che hanno illustrato “lo stato di salute“ delle loro  rispettive fraternità. Un break verso le 12.00 ha permesso l’acquisto di materiale per la divulgazione M.I. e per la formazione personale e/o di gruppo: sussidi annuali, libri ed agendine. L’incontro si è concluso con un momento di agape fraterna. Contenti e con grande soddisfazione  per quanto ricevuto e  operato, ci siamo lasciati con  un festoso arrivederci a presto.

 
 
La nostra cronaca e non solo…  
 
Diego, nel suo intervento a braccio, con lo zelo e la passione che lo caratterizzano e con la potenza di un ciclone ci ha risucchiati nel vortice del futuro prossimo del nostro movimento secondo le prospettive dell’anno kolbiano e del prossimo centenario M.I. e non ha mancato di esortarci a sostenerere il nostro movimento.con la preghiera, l’azione, il contributo economico  e col cercare di incrementare  gli abbonamenti al Cavaliere dell’Immacolata, organo ufficiale della M.I. sin dal 1922.   Ha, poi, tenuto la prima relazione della giornata con cui ci ha presentato la famiglia Kolbe quale modello di famiglia cristiana. L’excursus sui primi anni di vita del grande apostolo dell’Immacolata, fino all’ingresso nel seminario minore di Leopoli dei frati minori conv. ,  è servito per focalizzare, in questi anni di profonda crisi, l’attenzione sulla famiglia e cogliere  la sua vitale importanza  per la buona riuscita dei figli, in generale e come culla per le vocazioni, in particolare. Se non avesse avuto la famiglia che ha avuto, fondata su valori concreti e sulla coerenza al Vangelo, Raimondo, nome di battesimo di Massimiliano, non sarebbe stato quello che è stato! Un filmato ci ha mostrato il prosieguo della sua vita e le sue opere. Nello spazio riservato agli interventi, i responsabili locali hanno manifestato, si, tante difficoltà,  ma per ogni fraternità si è  mostrata, pure, apertura  alla speranza, soprattutto, in prospettiva dell’incipiente anno kolbiano e, poi, la Milizia è della Madonna e Lei non mancherà di sostenerla.  …  Dallo scambio di opinioni e dal confronto si è rafforzata in noi la convinzione che, da veri militi, schierati sotto l’egida della Celeste Condottiera, dobbiamo saper tenere  duro senza arrenderci  alle difficoltà e sperare in tempi migliori che, sicuramente verranno,  perchè la Madonna ha promesso a  Fatima:  ”il mio Cuore Immacolato trionferà. Quando questo avverrà non lo sappiamo ma noi militi dobbiamo prepararlo passandoci il testimone di mano in mano, secondo l’insegnamento di Massimiliano: " ogni generazione deve aggiungere la propria fatica e i frutti di tale fatica a quelli delle generazioni precedenti”. Noi siamo gli eredi spirituali del santo polacco e a noi compete continuare la sua attività evangelizzatrice, secondo le linee di azione da lui stesso indicateci affinchè, il volto del mondo sia ispirato secondo i valori del vangelo e il Regno di Dio si espanda e si affermi per mezzo dell’Immacolata. Proprio su questo argomento si è soffermato Salvatore nel suo intervento avente come tema:  la missionarietà di P. Kolbe il quale fu, veramente, un grande evangelizzatore in ogni ambiente e in qualsiasi situazione venne a trovarsi, persino nel campo di concentramento, perchè seppe essere l’uomo del dialogo, quale mezzo per rimuovere i pregiudizzi,  suscitare  simpatia, fiducia, desiderio di conoscere più a fondo il cristianesimo e, quindi, portare alla conversione. (cfr SK 1193)                        Egli estrinsecò  la sua attività missionaria maggiormente in Giappone ma aveva pianificato, anche, alcuni  progetti missionari per la  Cina, la Corea e l’India.  Il rientro in patria per motivi di salute e lo scoppio della 2° guerra mondiale con l’epilogo che conosciamo lo fermarono! Profeta, come solo i santi sanno esserlo, Massimiliano aveva puntato  su questi paesi, oggi, emergenti e in pieno sviluppo sia sul piano economico che demografico; per cui  l’Europa che va sempre più  scristianizzandosi   e depauperandosi dal punto di vista delle nascite ed è, pure,  profondamente in crisi economica  rischia di essere dominata da paesi definiti notoriamente e da sempre come “terre di missione“, cioè  potenzialmente aperti al cristianesimo e, quindi, all'attività missionaria.                       Gli eredi spirituali del Martire di Auschwitz (i suoi confratelli, i Militi, gli istituti e i movimenti di ispirazione kolbiana) hanno il dovere di continuare, sviluppare e potenziare l'opera missionaria da lui iniziata o ipotizzata e desiderata. Restano basilari per noi i suoi suggerimenti sugli elementi comportamentali dello “stato di missione”. Massimiliano si rendeva conto perfettamente che la testimonianza della vita è il  mezzo più efficace per evangelizzare il mondo.  Al secondo posto, nello stile tipicamente francescano, metteva la poverta,  fu, infatti, proprio il vivere in povertà dei primi missionari che attirò su di loro la simpatia del   prof. Yamaki, giapponese, un protestante metodista dalla nascita, che, prestandosi a tradurre gli articoli dal latino, permise l’uscita del Cavaliere dell’Immacolata in giapponese, dopo appena un mese dall’arrivo di Kolbe e compagni nella terra del sol levante.  Elemento, anche esso fondante della missione, fu per  Massimiliano lo zelo  per la salvezza delle anime che sul piano umano si concretizzava nella dedizione  agli altri,  raccomandava, infatti, ai suoi frati, e lui stesso operava in tal senso, di  essere accoglienti con i gesti, le opere, le parole per portare in ogni cuore Dio attraverso l’Immacolata, senza escludere nessuno. La stessa Niepokalanow, in tempo di guerra, diventò centro di raccolta di profughi senza distinzione di razza, di religione, di casta. E‘ proprio da questo  concetto di fratellanza universale che in Massimiliano scaturisce la missionarietà spinta fino al sacrificio estremo che lui ha testimoniato dando la vita per un fratello.  Uomo di intensa spiritualità, il Nostro! Ma anche di grande razionalità e pragmatismo…   fu un lungimirante precursore nell’uso dei più moderni mezzi tecnologici e di massa; scriveva a riguardo: " Ogni mezzo, ogni ultima invenzione nel campo delle macchine o dei sistemi di lavoro siano messi innanzitutto a servizio dell'opera di santificazione delle anime attraverso l'Immacolata" (SK 1218) e ha lasciato  a noi l’indicazione di utilizzare  e approfittare nell’attività evangilatrice di "tutto ciò che in qualsiasi tempo si potrà ancora inventare per illuminare le menti e per infiammare i cuori" (SK 382).   Ad Jesum per Mariam!  
 
Nuccia e Giovanni
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