Arcivescovo in Piazza per la Vita - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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Arcivescovo in Piazza per la Vita

Per La Vita
Da meno di un anno è arcivescovo di Modena, e non ha avuto dubbi nell’accettare la proposta della Comunità Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, a partecipare, con partenza da Piazza S. Agostino, alla fiaccolata per la vita di mercoledì 6 aprile. Mons. Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena sfilerà e pregherà con tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa. Sarà lui stesso a parlare al termine della manifestazione nella centralissima Piazza Grande della città e con lui saranno presenti i rappresentanti di 35 organizzazioni laicali della diocesi, la Parrocchia Ortodossa Romena delle Mirofore, la comunità evangelica della Chiesa Gesù Fonte d’Acqua Viva, la comunità evangelica nigeriana NewLife Deliverance Church.
La Comunità Papa Giovanni XXIII di Modena lotta da sempre contro l’aborto e a favore del diritto alla vita nascente, in particolare con  momenti di preghiera sotto le finestre degli ospedali dove si praticano le interruzioni di gravidanza e innumerevoli azioni di sostegno alle donne che decidono di non abortire. Grazie a ciò, molte vite sono state salvate.
Dice Andrea Mazzi, responsabile della comunità, ricordando i 615 bimbi abortiti al Policlinico di Modena, un bambino concepito su 5 :
“Chiediamo più diritti per i bambini e più sostegno e rispetto verso le loro mamme, non abbiamo ricette preconfezionate su cosa fare, quali leggi adottare, ma diciamo innanzitutto che non è più il tempo di rimanere indifferenti, che occorre porre queste persone al centro; proprio per questo come credenti interveniamo su un tema che non è confessionale, ma riguarda tutta la società”.
Rimarcando il taglio ecumenico della preghiera, aggiunge: “Con noi infatti parteciperanno anche alcune comunità cristiane non cattoliche, ortodosse ed evangeliche, che condividono gli elementi di fondo dell'iniziativa, nello spirito di un ecumenismo della diaconia in cui si promuovono collaborazioni a servizio dei soggetti più deboli della nostra società”.

 
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