44° Marcia per la vita Washington - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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44° Marcia per la vita Washington

Per La Vita
LA VITA STA VINCENDO IN AMERICA!
Venerdì 27 gennaio, 500.000 americani hanno preso parte a Washington, alla “March for life”, appuntamento  nato nel 1974, nell’anniversario della sentenza “Roe vs Wade”, con cui la corte suprema legalizzò l’aborto.


Siamo alla 44^ edizione, e né il freddo intenso né il relativismo hanno potuto fermare ancora una volta i prolife americani. Ospite d’onore quest’anno il vicepresidente degli States, Mike Pence, presentato sul palco da Kellyanne Elizabeth Conway, responsabile della campagna elettorale di Donald Trump, cattolica praticante e madre di quattro figli. Equilibrato, more solito, Pence ha confermato l’adesione di Donald Trump alla Marcia e ha sottolineato come, tra i primi tre ordini esecutivi del presidente ci sia l’annullamento dei finanziamenti alle organizzazioni che praticano o promuovono aborti in 180 Paesi del mondo. Tale provvedimento aveva subito ricevuto i complimenti del presidente del comitato episcopale USA che si occupa delle attività pro life, il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York. Si leggeva nella nota ufficiale: "Si tratta di un passo positivo verso il ripristino e il rafforzamento di importanti politiche federali che rispettino il diritto umano più fondamentale, quello alla vita". Pence ha poi ribadito l’impegno dell’amministrazione USA  per togliere i fondi alle organizzazioni che operano dentro i confini nazionali e per la nomina a giudice della corte suprema (uno dei nove) da cui dipendono tante scelte. La Camera USA infatti non ha confermato il filo abortista Merrick Garland, nominato da Barack Obama, e l’Amministrazione opterà a breve per un giudice pro-life.
“La vita sta vincendo in America!”, ha scandito Pence invitando i partecipanti a conformarsi a quella che Papa Francesco chiama rivoluzione della tenerezza.
E deve essere proprio vero! Maggioranza alla Camera e al Senato e Presidente USA….sono tutti finalmente prolife e antiaborto. 44 anni di marce, preghiere, incontri e conferenze, hanno prodotto una maturazione nella coscienza degli americani che si è tradotto infine anche in risultati elettorali! I precedenti di partecipazione presidenziale: nel 1988 Ronald Reagan mandò un messaggio video e nel 2008 George W. Bush fece un saluto telefonico.
A quello di Pence sono seguiti diversi interventi di rappresentati del mondo pro-life e di tanti autorevoli membri del Congresso; giusto per confermare le parole del vicepresidente. Migliaia le sigle dell’associazionismo aderenti; anche straniere; tante e variegate come i cartelli, i palloncini, gli slogan.
Papa Francesco , con un messaggio firmato dal cardinale Pietro Parolin, ha sostenuto così la marcia: «È così grande il valore di una vita umana ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in se stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano».
Ovviamente la stampa europea, e quella italiana in particolare, hanno completamente ignorato l’evento pur avendo dedicato fior di pagine qualche giorno prima alla marcia anti-Trump. Così come hanno taciuto sulle tante manifestazioni “minori” svolte in contemporanea nel resto degli States a sostegno della vita. Ma si sa... la dittatura del relativismo, oltre che fornirsi di leggi e governi compiacenti, ha bisogno del controllo della stampa e di silenziare gli oppositori. E lo sta realizzando; e la libertà diventa merce sempre più rara. Ma la Verità ha i “suoi” canali.
Diego Torre



 
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