Scheda 005 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 001
SK 7 - A Maria Kolbe,
Leopoli Roma, 12 V 1913  
Sia lodato Gesù Cristo! Carissima Mamma! Ho ricevuto la tua lettera subito dopo aver spedito la mia ultima; per questo non ti ho dato alcuna risposta.
Riguardo alle notizie da Roma, se volessi descrivere nei dettagli tutto ciò che si trova qui, dovrei scrivere grossi volumi: Roma, infatti, è un grande reliquiario che conserva le ossa e il sangue dei santi ed insieme un magnifico monumento della città dei Cesari, che governavano il mondo intero allora co nosciuto.   Accanto alle catacombe, alle chiese con i loro ricchi reliquiari, è tutto pieno di ruderi, qui delle anti che mura, là del palazzo dei Cesari, delle Terme e molte altre cose.   Di fronte al nostro collegio, ad esempio, si estende un vero cimitero: le rovine del palazzo dei Ce sari, circondate di verde, si estendono su un alto colle; più in basso si può ammirare una zona tutta ri coperta di colonne spezzate e di avanzi di palazzi.   Sullo sfondo appare, ormai cadente, il Colosseo, il cui suolo è tutto impregnato del sangue dei martiri.   Per questo motivo, un Pontefice lo fece ricoprire di uno strato di terra alto alcuni metri.
Ora però tralascio ulteriori descrizioni, perché tutto ciò si può trovare nei libri o nelle guide di Ro ma. Anzitutto, dunque (non so se l'ho già scritto) la morte si aggira per questi paraggi in modo assai improvviso. Così, ad esempio, è morto il Cardinale Vicario di Roma [Pietro Respighi], una sorella del santo Pa dre [Pio X, Rosa Sarto], la fondatrice delle Suore Giuseppine e, alla Gregoriana, il celebre professore di filosofia De Maria.
La morte ha cercato di avvicinarsi anche al nostro santo Padre, ma ora, grazie a Dio, il pericolo è passato e, in segno di ringraziamento, è stato cantato il “Te Deum” nella basilica di s. Pietro. Poco dopo aver inviato la mia ultima lettera sono stato, tra l'altro, anche nella basilica di s. Pietro, dove, come in altre chiese, si sono svolte le splendide funzioni della settimana santa, alla presenza di molti cardinali.   In precedenza mi avevano detto che sarebbe stata impartita la benedizione con la reliquia della s. Croce, con il chiodo con cui Gesù fu inchiodato sulla croce e con il sudario di s. Veronica.
E infatti, dopo la funzione, un cardinale ha impartito la benedizione da una loggia interna della ba silica.   Non ho potuto vedere bene la reliquia della s. Croce ed il chiodo perché ero troppo lontano, ma du rante la benedizione con il sudario di s. Veronica mi sono fatto prestare gli occhiali da uno dei miei con fratelli e ho guardato: davanti a me si potevano intravvedere i lineamenti del volto di Gesù, miracolo samente impressi sul sudario di s. Veronica.   Ho chinato il capo come gli altri, mentre nell'aria si diffondeva il suono delle campane che annun ciava il termine della benedizione.
Quest'anno - ricorrendo il 1.600 anniversario della vittoria di Costantino, che diede la pace alla Chiesa dopo tante persecuzioni - si svolgono a Roma solenni funzioni presiedute dalle più alte perso nalità della Chiesa e accompagnate dalle più note cappelle musicali italiane. Poco tempo fa è stato qui anche un pellegrinaggio polacco: ha sostato a Roma una intera settima na; alcuni poi sono andati a Malta per il Congresso Eucaristico, altri a Napoli, i rimanenti invece sono tornati in patria.   Sono pure giunti l'arcivescovo Bilczewski, con il quale hanno parlato alcuni dei nostri della Galizia, il vescovo Wałęga e, come ho sentito, il vescovo Pelczar. In questi ultimi giorni è arrivato in collegio il p. Otmar che è stato in Palestina per motivi di studio.   Forse durante l'anno sosterrà l'esame di laurea in sacra Scrittura, che finora nessun francescano ha potuto ottenere, perché questa disciplina è la più difficile di tutte. Di noi qui in collegio, invece, qualcuno ha sostenuto l'esame per il presbiterato; uno per il diacona to e alcuni galiziani (più anziani [di me] nell'Ordine) l'esame per gli ordini minori.
Negli ultimi giorni è successo il seguente fatto: circa due mesi fa è morto, dopo una breve malattia, (durò più o meno tre giorni) uno degli alunni del collegio tedesco.   Qualche mese prima era stato ordinato sacerdote e in precedenza era stato premiato per gli studi.   Ebbene, Mamma, vuoi sapere una cosa?   Qualche giorno fa abbiamo cominciato a leggere in refettorio la sua biografia; se il Signore vorrà, è possibile che tra non molto lo potremo vedere sugli altari 1.
Ieri poi per commemorare la liberazione della Chiesa ai tempi di Costantino, Roma è stata illuminata in modo meraviglioso.
Diceva il p. Penitenziere [Serafino Majcher] che in vent'anni, da quando si trova a Roma, non ave va mai visto una cosa simile. Faccio infine sapere che nel mese di luglio darò un esame 2; domando perciò con insistenza una preghiera, perché ho molto bisogno di grazie, di moltissime grazie per far fronte all'impegno.

Il figlio sempre riconoscente fr. Massimiliano


    Nota 7.1 Giovanni Battista Coassini, S.J., morto nel 1912. La biografia, dal titolo: Un seminarista modello dei nostri giorni. Giovanni Battista Coassini, alunno del Collegio Germanico-Ungarico, Roma 1913, è stata scritta dal gesuita p. Ferdinando Ehrenborg.   Nota 7.2 L'esame del primo anno di filosofia.  
                                        

 Milizia Dell'Immacolata di Sicilia
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