Scheda 449 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 449 - 449 A p. Cornelio Czupryk, Leopoli Mugenzai no Sono, 9 VIII 1932

Maria! Reverendissimo Padre Provinciale! Per via indiretta son venuto a sapere che p. Costanzo - a quanto pare - avrebbe scritto a lei, Rev.mo P. Provinciale, che la mia salute va piuttosto male. Ebbene, posso assicurare che mi sembra di sentirmi ancora meglio di quando ho intrapreso il viaggio per l'India. Ho sentito, inoltre, che sarei stato io stesso a pronunciarmi in modo così negativo sulla mia salute, tuttavia il costante vivere accanto a me avrebbe dovuto convincerlo, probabilmente, di non avermi capito bene, anche se talvolta io avessi detto qualcosa del genere. Per la verità, dopo il ritorno mi son fatto qualche buona dormita, dato che per alcuni giorni avevo riposato solo su una sedia a sdraio sul ponte della nave, a causa del caldo insopportabile che c'era in cabina; mi son permesso, per diversi giorni di seguito, una seconda colazione durante la mattinata; zoppicavo allorché mi si è gonfiato un piede, ma si è trattato di una sciocchezzuola e l'ho ricondotto allo stato normale con mezzi domestici, senza scomodare il medico. Ormai cammino bene e sto sistemando il resto. Lavoro pure normalmente sia a tavolino che “in refettorio”. Che cosa dovrei aspettarmi di più? In una parola, uno stato di salute come il mio è del tutto normale, anzi forse più che normale. Gli allarmi, dunque, (se ce ne sono stati) li considero piuttosto una conseguenza della nevrastenia che il medico riscontra nel buon p. Costanzo. Contro la mia volontà, talvolta mi vengono anche altri pensieri. Il buon p. Costanzo non è capace di comprendere l'ideale di Niepokalanów e della M.I. Secondo lui la missione del nostro Ordine nei confronti della causa dell'Immacolata Concezione si è conclusa al momento della proclamazione del dogma, e ormai è sufficiente che ci sia la solennità di prima classe e la recita di qualche “Tota pulchra”. Di conseguenza, egli continua a ripetere che non vede differenze tra Niepokalanów e gli altri conventi; lo preoccupa il fatto che il legame che unisce Mugenzai no Sono con Niepokalanów sia più stretto che con gli altri conventi della Provincia. Non riesce a convincersi neppure della Mediazione universale della Madre di Dio. Come risulta dalle sue bonarie confidenze, egli ha ascoltato tante cose diverse da varie persone ed ora non è capace di liberarsene; tuttavia l'Immacolata forse troverà il modo per superare anche questo. Attualmente egli va dal medico, perché non riesce ancora ad assuefarsi al clima locale, ed anche la faticaccia sostenuta prima degli esami si riflette su di lui; però non c'è affatto da preoccuparsi. Dopo che i suoi nervi si saranno rafforzati un po', tutto andrà bene. Forse questa indisposizione influisce pure sul rimuginare quelle opinioni. L'Immacolata può fare anche questo. I fratelli e i chierici - grazie all'Immacolata - stanno bene e servono l'Immacolata con fervore. Penso alla costruzione di un edificio per abitazione e all'acquisto di una macchinetta per la fusione dei caratteri (dato che essi costano più di una macchina con il materiale necessario per la fusione). Evidentemente, il tutto sarà fatto entro i limiti delle somme consuete che giungono da Niepokalanów, sicché non ci sarà nessun aggravio straordinario, anzi, secondo le possibilità, siamo disposti a qualsiasi evenienza. I caratteri, infatti, sono necessari e costano molto. Sarebbe conveniente fare ogni mese una specie di capitolo conventuale, ma ho paura, poiché se p. Costanzo non riconosce lo scopo di Niepokalanów, come facciamo a riflettere insieme sui mezzi per raggiungere tale scopo? Che fare? La verità è che soltanto “tres faciunt collegium”. Da quanto ho sentito più volte da p. Costanzo circa le opinioni di diversi padri della Provincia nei confronti di Niepokalanów, risulterebbe che non c'è ancora per nulla entusiasmo per la causa dell'Immacolata, anzi il problema di Niepokalanów potrà trovarsi, durante il Capitolo Provinciale, in una situazione più che grave, addirittura preoccupante, qualora divenisse Provinciale uno convinto che Niepokalanów non ha uno scopo speciale e che, di conseguenza, bisognerà assimilarla a uno qualunque degli altri conventi e perciò vi metterà un guardiano capace di eliminare qualsiasi differenza. Ma, senza dub- bio l'Immacolata stessa vigila. Sto solo pensando se, essendo venuto ora a conoscenza di tali dicerie, io non abbia pure il dovere di fare qualcosa a questo proposito, e che cosa. Solleciterei altresi una cortese risposta in merito a tale dubbio, perché non vorrei trascurare nulla di ciò che l'Immacolata desidera da me, ma questo lo posso conoscere solo attraverso la s. Obbedienza. Ad ogni buon conto, mi sembra che a noi non sia affatto lecito acconsentire all'eliminazione del fine di Niepokalanów - dovessimo addirittura appellarci alla Sede Apostolica - poiché una cosa simile sarebbe sia “contra iustitiam” nei confronti delle intenzioni degli offerenti e sia “contra maximi momenti bonum” del nostro Ordine. Osservando p. Costanzo - che in fondo è una persona dabbene - mi convinco sempre di più che per conseguire lo scopo di Niepokalanów (cioè della M.I.) è indispensabile una adeguata e speciale preparazione, formazione; e la cosa migliore è cominciare dal seminario minore e continuare attraverso il noviziato, il seminario maggiore, ecc. Tuttavia. l'Immacolata, quando vuole, è capace di preparare in modo adeguato anche in un momento solo; ma questa non è piuttosto un'eccezione? Io, però, con i miei punti di vista ho paura di ostacolare Lei. Sarebbe bene che quell'autorizzazione a firmare i documenti “ex speciali delegatione P. Provincialis” io la ricevessi per iscritto in latino, per poterla mostrare agli interessati qualora fosse necessario. Attualmente, ad esempio c'è la pratica per la tonsura dei chierici. Termino, perché forse ho scritto già fin troppo. Chiedo la serafica benedizione. fr. Massimiliano M. Kolbe PS - P. Costanzo non ha appetito, non riesce ad addormentarsi e sente dei dolori artritici alle mani e ai piedi. Finora i rimedi applicati dal medico si rivelano inefficaci. Ormai siamo già alla sera del giorno 11 VIII. Anche ai centri nervosi (schiena, capo) egli sente dei disturbi. Questa lettera la spedisco “raccomandata”, perché in questi tempi la corrispondenza dalla Polonia arriva qui in modo assai irregolare; potrebbero esserci, dunque, delle difficoltà lungo la via. È per maggior sicurezza, quindi. Dopo il mio ritorno dall'India, qui non è giunta ancora nessuna lettera da parte della Curia Provinciale. C'è in Polonia qualcuno incaricato che si occupa dei nostri “beatificandi” e “canonizzandi”1? PS - Come va il problema della Niepokalanów indiana? Ogni giorno noi preghiamo secondo questa intenzione.

Nota 449.1 L'interessamento per le cause di beatificazione e di canonizzazione dei religiosi morti in concetto di santità. Dal Capitolo Provinciale del 1933 fu chiamato a tale incarico p. Giorgio Wierdak - cf. pure SK 540. P. Massimiliano si era già interessato più volte in passato di questo problema - si veda, ad esempio, SK 64; 65



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