In tutte le parti del mondo è conosciuta la medaglietta dell'Immacolata Concezione, nota pure come “medaglia miracolosa”. Quale fu la sua origine? “Era il 27 novembre 1830 - asserisce Caterina Labouré - ... mentre il secondo era trafitto da una spada” (p. 72-76) 1 . Questa narrazione fu stesa più tardi per ordine del suo direttore spirituale. All'inizio, infatti, il prudente confessore don Aladel non credeva all'autenticità dell'apparizione. Lo scrive egli stesso: “La persona che aveva avuto questa visione... che la Chiesa chiama Rifugio dei peccatori” (p. 122-123). In altra parte egli scrive come riuscì ad attuare quel progetto2 : “Ebbi l'occasione di incontrarmi con l'arcivescovo di Parigi, mons. Giacinto Lodovico Quelen... decisi di accingermi all'opera” (p. 118). Solo nel giugno 1832, quindi, apparvero le prime medaglie. La prima conversione straordinaria ottenuta per mezzo della medaglietta fu quella dell'apostata Pradt, e l'arcivescovo mons. Quelen, che aveva autorizzato la coniazione della medaglia, ne fu testimone diretto. Seguirono innumerevoli altre conversioni, tanto che in breve alla medaglietta si aggiunse l'attri buto di “miracolosa”. Già nei primi mesi milioni di esemplari della medaglia vennero diffusi per il mondo, tanto che la produzione non riusciva a soddisfare in tempo utile le richieste. Anche a me nell'anno 1920 capitò un caso abbastanza singolare3. Nell'ospedale di Z[akopane], dove dimorai per un certo tempo come ammalato e cappellano, una donna era ormai agli estremi. Si stava già preparando alla morte, tuttavia parlava con grande dolore del marito, la cui conversione ormai non sperava più. Questi arrivò proprio in ospedale. Cercai di suggerirgli una lettura adeguata, di conversare con lui su argomenti religiosi, ma ebbi per tutta risposta: “Io ho bisogno di prove più chiare”, tuttavia non si preoccupava minimamente di leggere dei libri più seri. Allorché venne a salutarmi, al momento della partenza, feci l'ultimo tentativo. Gli porsi la medaglia miracolosa, l'accettò. Dopo di che gli proposi di confessarsi: “Non sono preparato, no! assolutamente no!”, fu la sua risposta, ma... poi gli si piegarono le ginocchia e fece la confessione tra le lacrime.
Nota 1314.1 A questo punto e più oltre lo stenografo, fr. Pelagio Poplawski, avrebbe dovuto trascrivere il brano indicato dal volume di EDMON DO CRAPEZ, Chwalebna Katarzyna Labourè La venerabile Caterina Labourè, tradotto dal francese, Varsavia 1913.
Si veda pure SK 1011, 1042 .
Nota 1314.2 Di far coniare la medaglia.
Nota 1314.3 P. Massimiliano racconta il medesimo fatto in SK 1047 .