SK 12- A Maria Kolbe, Leopoli - Roma, 6 IV 1914
Sia lodato Gesù Cristo!
SK 12- A Maria Kolbe, Leopoli
Roma, 6 IV 1914
Carissima Mamma!
Oggi, festa di Pasqua, anche se a causa della lontananza non posso dividere con te il tradizionale
uovo benedetto (come si usa da noi), tuttavia posso almeno effettuare ciò che si fa subito insieme con
tale gesto, vale a dire inviarti alcune parole di augurio.
Non voglio augurarti né la salute, né il successo.
Perché? Ecco, perché desidero augurarti qualcosa di più bello, qualcosa di così buono che nessu
no, nemmeno Dio stesso, potrebbe augurarti di meglio.
“Pertanto, auguro che in te, Mamma, si compia in tutto la volontà di Dio, che è il migliore di tutti i
padri; e che tu possa compiere in ogni cosa la sua volontà”.
È quanto di meglio posso augurarti.
Nemmeno il Signore 1 potrebbe augurare a te, Mamma, qualcosa di più e di meglio.
Quanto a me, il tempo corre con la velocità di un lampo.
Non scrivo molto, perché in verità mi manca il tempo per farlo, ed anche perché il p. Vicario Gene
rale [Domenico Tavani] ha raccomandato di non tenere una corrispondenza troppo fitta.
Non vi è stato nulla di importante in questo periodo, eccetto questo: è mancato poco che perdessi
un dito (il pollice) della mano destra.
Mi si era formato qualcosa come un ascesso.
Malgrado le premure del medico del collegio, il pus non cessava di formarsi.
Ad un certo momento il medico constatò che l'osso stesso cominciava ad essere leso; era neces
sario un piccolo intervento chirurgico di raschiamento dell'osso.
Udito questo, dissi di possedere una medicina migliore.
Infatti, avevo ricevuto dal p. Rettore [Luigi Bondini] un po' di acqua miracolosa di Lourdes.
Mentre me la dava, mi aveva raccontato pure la vicenda di una sua guarigione prodigiosa.
All'età di dodici anni si era ammalato ad un piede; un osso della pianta del piede andava lentamen
te in cancrena e il dolore non lo lasciava dormire: a volte urlava di dolore.
Era necessario amputargli il piede.
Una sera si dovevano riunire i medici per un consulto.
Sua madre, vedendo ciò che stava accadendo, con un gesto disperato adottò una terapia del tutto
nuova; buttò via le bende che ricoprivano il piede, lo lavò con del sapone, quindi lo risciacquò con l'ac
qua miracolosa di Lourdes. Il p. Rettore, dopo tanto tempo, per la prima volta si assopì.
Dopo 15 minuti si svegliò: era guarito.
Il miracolo era evidente; ma il medico, miscredente, si sforzava di spiegare diversamente il fatto.
Tuttavia, allorché qualche giorno più tardi si staccò dal piede un pezzo di osso guasto, il medico si
rese conto di trovarsi di fronte ad un fatto straordinario: l'osso stava andando effettivamente in
cancrena, ma si era staccato ed era uscito miracolosamente.
In seguito a questo fatto il medico si convertì e si impegnò a costruire una chiesa a proprie spese. Il
p. Rettore, dopo l'applicazione dell'acqua miracolosa, era proprio guarito ed era in grado di camminare,
ma non poteva calzare la scarpa a motivo dell'escrescenza che gli era rimasta.
Però, dopo che l'osso guasto si fu staccato, tutto ritornò normale.
Ebbene, il nostro medico, saputo che io avevo dell'acqua di Lourdes, me l'applicò egli stesso con
gioia.
E che cos'è successo? All'indomani, invece dell'operazione all'osso mi son sentito dire dal chirurgo
dell'ospedale che l'intervento non era più necessario.
Dopo alcune medicazioni ero completamente guarito.
Gloria al Signore Iddio, dunque, e all'Immacolata.
Chiedendo caldamente una preghiera.
Il figlio sempre riconoscente
fr. Massimiliano
Nota 12.1 Normalmente - come si usa in Polonia - p. Massimiliano accompagna il nome di “Dio” con l'apposizione “il Signo
re”: Pan Bog, il Signore Dio.