SK 1121 - Sul problema dei carcerati Rycerz Niepokalanej, IV 1926, p. 107-109
Da qualche tempo riceviamo lettere in cui ci si chiede di dare il via ad un'azione di assistenza spirituale in favore dei carcerati. E giustamente, poiché, come è scritto in una di queste lettere, la Milizia dell'Immacolata ha come scopo la conversione dei peccatori, ed è appunto nelle carceri che vengono raccolti i delinquenti. Una persona suggerisce un progetto concreto di tale assistenza, sulla base di un esperimento fatto in una piccola città: “Nella nostra cittadina abbiamo un carcere preventivo. Qui non è possibile creare una scuola, per il motivo che i detenuti vi vengono trattenuti per breve tempo, ma quanto all'apertura di una sala di lettura, il direttore del carcere si è espresso affermando che la cosa sarebbe assai desiderabile. “E così ho fatto l'abbonamento a diverse pubblicazioni cattoliche, come: Posłaniec S[erca] J[ezusowego], Rycerz Niepokalanej, Przewodnik Katolicki, Corągiew Marji, Królowa Apostołów, Głosy Katolickie, Echo z Afryki, Posiew, Lud Katolicki1 , e li ho consegnati al cappellano che ogni mese celebra la s. Messa nel carcere. Lì non c'è una cappella, tuttavia per quel giorno viene allesti to un altare nel corridoio. Abbiamo fino a 340 carcerati, metà dei quali cattolici, il resto di altre con fessioni. Inoltre, ho invitato altre persone a consegnarmi le loro riviste e alcuni libri; e hanno aderito volentieri alla mia proposta. In questo modo, fornendo continuamente e stabilmente qualcosa da leggere, si andrà costituendo in carcere, senza grande fatica e spesa, una sala di lettura. Magari si potesse fare qualcosa di simile in ogni città in cui vi è un carcere, specialmente nelle città minori e nelle cittadine in cui la società non pensa affatto ai carcerati e non fa nulla per loro!”. E questa attività non è stata infruttuosa, poiché proprio da quel carcere abbiamo ricevuto una lettera da parte di un detenuto pentito, arrestato nell'agosto 1925; in essa, tra l'altro, egli stesso si esprime nei seguenti termini: “Qui in prigione mi è capitata per la prima volta tra le mani la rivista che voi, reverendi Padri, pubblicate e che è consacrata alla devozione alla Santissima Vergine Maria concepita senza pec cato e, dopo aver letto gli esempi assai edificanti di pietà e devozione offerti sull'altare della Madre Santissima, ho desiderato ardentemente, io, uomo macchiato di peccati e di iniquità, di diventare un Suo milite”. E conclude la propria confessione con un sincero proposito di miglioramento: “Ardo dal desiderio di fare penitenza di tutta la mia vita passata, e non tralascerò, quando Dio misericordioso me lo concederà, di venire da lei, reverendo Padre, per chiederle il nutrimento spiri tuale. Oggi le presento, reverendo Padre, una sola richiesta: mi permetta di diventare milite dell'Immacolata, di raccomandarmi alle preghiere dei fedeli, e spero che la Vergine Santissima ot terrà la grazia per me da parte del Signore degli eserciti, mi tirerà fuori dalla miseria morale in cui il peccato mi ha fatto precipitare e mi concederà di diventare un suo devoto, mentre la Sua grazia non mi permetterà mai più di abbandonare la via della virtù e farà di me un credente e fedele figlio di Dio Padre”. Quella milite dell'Immacolata, dunque, ha conseguito pienamente lo scopo della Milizia. Proponiamo, perciò, ai membri della Milizia che desiderano venire in aiuto dei carcerati:
1) Di presentarsi, prima delle feste di Pasqua, ai rispettivi cappellani delle carceri (in mancanza di questi, ai sacerdoti che hanno cura dei detenuti) con la richiesta di accogliere i loro nomi in un e lenco particolare, richiamandosi al presente articoletto de Rycerz, che sarà opportuno sottoporre all'attenzione di tali sacerdoti. Sicuramente i cappellani non respingeranno tale richiesta.
2) Di radunarsi il 5 aprile nel luogo indicato dal cappellano allo scopo di eleggere, qualora il numero dei membri del gruppo sia elevato, un consiglio di presidenza e di designare il luogo e il tempo per le riunioni ordinarie da farsi allo scopo di discutere e scegliere i mezzi più adeguati per portare aiuto ai carcerati di quella località.
3) Il voto decisivo, l'approvazione delle risoluzioni e, in una parola, l'alto patronato del gruppo spetta, evidentemente, al cappellano. Chissà quante anime si potranno salvare in questo modo!... in quante anime si potrà consolida re il regno dell'Immacolata!... quante rendere felici!...
Nota 1121.1 Il Messaggero del Sacro Cuore, Il Cavaliere dell'Immacolata, La Guida Cattolica, Il Vessillo di Maria, La Regina degli Apostoli, Voci Cattoliche, Eco dell'Africa, Il Seme, Il Popolo Cattolico.