Scheda 1027 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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SK 1027 - Chi è Dio?
Rycerz Niepokalanej, II 1923, p. 21-23
(Su questo argomento ho avuto la possibilità di svolgere più di una conversazione ed ora non  sarei in grado di distinguere con esattezza il filo dei singoli colloqui; gli interessati, quindi, mi perdoneranno se io qui presenterò secondo un ordine logico i vari problemi discussi in momenti diversi.)
L'oscurità si diradava sempre di più e la luce faceva penetrare sempre più abbondantemente i  suoi raggi attraverso i vetri della carrozza del treno che correva sulla linea Grodno-Bialystok Varsavia.
Questa volta avevo per compagni di viaggio tre ebrei abbastanza colti. Era possibile riconoscerli soltanto dalla loro parlata.  Si intavolò una conversazione sulla religione e su Dio.  Tutti riconoscevano l'esistenza di una causa prima dell'universo.
 “Ma chi è questo Dio, la causa prima?”, chiesi io.   “Secondo me - ribatté uno di quelli, la cui faccia e il cui vestito lasciavano intravedere una con dizione finanziaria abbastanza prospera - Dio è tutta questa natura 1 ”.
“Ciò non può essere”.   “E perché?”.
 “Per il semplice fatto che la causa esiste prima del suo effetto, perciò l'effetto, dato che inizia la  propria esistenza più tardi, non può identificarsi con la causa, ma deve essere realmente diverso da  essa; ebbene, la natura, il creato, è un effetto, perciò non può essere causa nello stesso tempo”.
“Eppure noi possiamo chiamare Dio le forze della natura”.   “Neppure questo, poiché anche tali forze sono un effetto”.
“In che modo noi possiamo conoscere che queste sono un effetto e non la causa prima?”.
“Per il fatto che sono limitate”.   “Dunque, la causa prima deve essere infinita?”.
“Indubbiamente”.   “E perché?”.   “Qualsiasi realtà esistente deve avere una propria ragione per esistere, così pure le limitazioni  nell'esistenza devono avere un loro 'perché'.   Ebbene, in quell'essere che è la causa prima non ci può essere una ragione, un perché, che  supponga delle limitazioni, poiché da dove potrebbero provenire?   O dall'esterno oppure dall'interno della stessa causa prima.
Non dall'interno, poiché per operare, quindi anche per limitare, necessiterebbe innanzi tutto di  esistere, e quando tale causa prima esiste è già limitata oppure senza limiti.
Essa non può stabilire delle limitazioni al proprio essere.   Tali limitazioni non potrebbero provenire neppure dall'esterno, altrimenti tale causa non sarebbe  più la prima.
Né dall'interno, quindi, né dall'esterno può esserci una ragione per delle limitazioni, perciò tali  limitazioni non ci possono essere; di conseguenza questa causa prima deve essere infinita.   Tutto ciò su cui è impresso il segno di una limitazione non può essere la causa prima dell'uni verso; nondimeno anche le forze della natura operano secondo leggi che possono essere espresse  in rigorose formule matematiche, oltre le quali la loro forza non si espande”.   “Ad ogni modo, noi non possiamo sapere tante cose su Dio”.
“Si, in verità noi non possiamo approfondire il suo essere e le sue perfezioni, poiché Dio è un  essere infinito, mentre la nostra testa ha dei limiti e ci sta tutta in un berretto o in cappello; tuttavia  noi possiamo conoscere molte cose su Dio”.   “Ad esempio?”.   “Innanzi tutto noi scorgiamo la sapiente struttura delle membra nel corpo di un uomo o di un a nimale, delle parti nelle piante, insomma un'armonia preordinata nell'universo.
Perciò l'essere che ha chiamato tutto questo all'esistenza deve possedere un'intelligenza, deve  essere una persona.   no.   Inoltre, tutto ciò che vi è in un effetto, ci deve essere in qualche modo, e in modo più perfetto,  nella causa. Prendiamo un pittore.   Egli non dà nulla di se stesso al quadro, né il colore né la tela; tutto questo lo prende dall'ester Tuttavia, egli dà qualcosa, cioè le forme, che deve avere dentro di sé.   Egli ha dovuto innanzi tutto immaginare questo quadro dentro di sé, prima di prendere il pennel lo in mano; in secondo luogo ha dipinto in base al modello che si era formato nella mente e nella  fantasia.   Dio, però, non ha preso nulla al di fuori di sé; essendo la causa prima, Egli ha tratto le proprie  opere dal nulla, ha dato tutto ad esse, perciò tutte le perfezioni presenti nelle creature devono es serci anche in Lui, ma in un modo, come ho rilevato prima, infinitamente perfetto, poiché in Lui non  ci possono essere delle limitazioni”.
Ascoltavano con interesse, e così la conversazione continuò trattando del Messia, della reden zione e del fine dell'uomo.   M. K.



Nota 1027.1  L'interlocutore esprime idee panteistiche, cui p. Massimiliano risponde basando le proprie argomentazioni  sull'idea della causalità aristotelico-tomista.




Milizia Dell'Immacolata  di Sicilia  

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