SK 1002 - Benedetto XV e Pio XI
Rycerz Niepokalanej, III 1922, p. 51-55
La morte del santo Padre Benedetto XV1 ci ha raggiunti quando ormai il numero di febbraio era già stato impaginato, perciò pubblichiamo solo ora qualche parola sui meriti del defunto Pontefice.
“Mediatore di pace, benefattore dell'umanità”, ecco i titoli che sottolineano in breve, ma in modo espressivo, la grandezza di Benedetto XV.
Fu mediatore di pace, poiché per tutti i sette anni del suo pontificato si adoperò per il ristabili mento della pace perturbata. Ricordiamo bene i giornali che di volta in volta riferivano i passi diplomatici del santo Padre per invitare a concludere la pace. Il 28 luglio 1915 parlò in modo solenne, ma energico, a tutti gli stati belligeranti; il 19 agosto 1917 con una lettera richiamò nuovamente alla pace i capi degli stati belligeranti, mentre l'8 aprile 1917 si era rivolto a tutto il mondo cattolico per esortarlo a pregare per la pace.
E il santo Padre ha scongiurato, richiamato e ammonito, e se fosse vero, come taluni hanno af fermato, che la sua fu una voce che gridava nel deserto e che non ha contribuito minimamente al ristabilimento della pace, in tal caso la colpa non è più sua, ma dei governi accesi da passioni belli cose, dei governi che hanno scontato a sufficienza tale colpa.
Il Papa Benedetto XV fu pure un benefattore dell'umanità; il suo cuore grande, ardente abbrac ciava il mondo intero: cristiani e pagani, cattolici e protestanti o scismatici. È passato veramente per il mondo facendo del bene a tutti, asciugando le lacrime a tutti, alle viando i dolori di tutti e curando le ferite di tutti.
Sovvenzioni per le povere vedove, gli orfani e le altre vittime di una guerra crudele giungevano in tutti gli angoli della terra: ovunque ci fosse il dolore, ivi si trovava pure il conforto, il sollievo e l'in coraggiamento del santo Padre; dove c'era la miseria, ivi si affrettava il suo soccorso.
Ma dove attingeva il Papa i fondi per aiuti così numerosi e generosi? Dalle offerte, poiché ogni sua parola affettuosa e compassionevole suscitava la carità miseri cordiosa e sollecitava alla raccolta di offerte, che affluivano incessantemente agli uffici istituiti a tale scopo dal Vaticano nelle Nunziature Apostoliche, e da qui si spargevano per tutti gli angoli del mon do sconvolto.
Ma i suddetti uffici delle Nunziature Apostoliche non limitavano la loro attività alla distribuzione degli aiuti e delle offerte: per volere del santo Padre essi si occupavano della ricerca dei soldati di spersi, effettuavano lo scambio dei prigionieri di guerra, ecc., ecc. E quali siano stati i frutti di questa attività lo dica il mondo intero, anzi lo ha già detto alla morte del santo Padre, con un cordoglio veramente universale.
Per noi polacchi Benedetto XV ha ancora una particolare importanza, poiché è stato un amico della Polonia. Il suo amore verso la nostra patria non si raffreddò mai; egli lo aveva attinto dai racconti delle Suore Resurrezioniste polacche a Roma, presso le quali, ancora nei primi anni del suo sacerdozio, celebrava sempre la s. Messa.
Tale amore si manifestò, ad esempio, allorquando l'arcivescovo mons. Teodorowicz e il vesco vo mons. Sapieha si recarono dal santo Padre per lamentarsi delle disposizioni, per noi sfavorevoli, che la Sede Apostolica aveva emanato prima del plebiscito nella Slesia superiore. In tale occasione il santo Padre non tenne conto di alcuna considerazione, non badò alla prote sta di una nazione potente, ma ostile a noi, e in brevissimo tempo ritirò la disposizione, aggiungen do: “Ricorrete sempre a me come figli ad un padre che vi ama e non sarete mai delusi”.
Nell'autunno del 1918 inviò in Polonia il sacerdote mons. Ratti e il 6 giugno dell'anno successi vo lo nominò Nunzio di Polonia. Dato che l'umile mons. Ratti aveva un certo timore nell'accettare un incarico così importante, il santo Padre lo rincuorò e lo incoraggiò con queste parole: “Non aver paura delle difficoltà: andrai presso un popolo nel quale la santa fede occupa il primo posto e che è la prima delle nazioni per la sua religiosità: Polonia semper fidelis.
Andrai presso un popolo martire, che ha sparso tanto sangue per la fede e per la libertà; ebbe ne, ora esso sta risorgendo dalla tomba ad una vita nuova e benché abbia ancora su di sé i drappi funebri, tuttavia non giace più nella tomba”.
E partì. Ed ecco: quel Nunzio, che per due anni è rimasto nella nostra terra, è stato a Cracovia, a Czestochowa , a Poznań, a Kielce, a Wilno e anche nella regione di Chełm; quel Nunzio, che si e af fezionato tanto al nostro popolo e volentieri si è intrattenuto con esso, ha amato sinceramente la Polonia e si è occupato vivamente dei suoi problemi, questo grande amico della Polonia diventa ora il timoniere della barca di Pietro, capo della Chiesa e vicario di Cristo in terra!
Non si interromperà, quindi, il vincolo dei cordiali rapporti tra la santa Sede e la Polonia, allac ciato da Pio IX e continuato dai suoi successori, Leone XIII, Pio X e Benedetto XV, ma anzi - se questo è possibile - si rafforzerà e si stringerà ancor di più.
La Polonia risorta circonderà di affetto, di attaccamento e di amore sincero la sede del nuovo Papa e, fedele a Roma, condurrà col suo aiuto i propri figli alla felicità non solo materiale, ma anche spirituale. Sulla scorta di un articolo pubblicato in Głos Narodu, ecco una breve biografia del nuovo Papa: nato il 31 marzo 1857 a Desio, nella diocesi di Milano, Achille Ratti è stato canonico della collegiata di sant'Ambrogio a Milano e prefetto della celebre e preziosa “Biblioteca Ambrosiana” di quella città.
Il 6 marzo 19072 diventa prelato domestico del Papa e due anni più tardi prefetto della casa pontifi cia, mentre il 18 settembre 1914 canonico della basilica di s. Pietro in Roma.
Nell'aprile del 1918 Benedetto XV lo designa quale visitatore apostolico in Polonia e in Russia e lo incarica di presentare alla Sede Apostolica degli elementi positivi in vista della soluzione delle questioni politico-religiose nel risorto stato polacco. Nell'autunno dello stesso anno mons.
Ratti si reca a Varsavia e stabilisce la propria sede nella casa parrocchiale accanto alla chiesa di s. Alessandro. Il 6 giugno dell'anno successivo diventa, dopo 126 anni di sede vacante, il primo Nunzio in Po lonia, e il 19 luglio consegna le lettere credenziali al Capo dello Stato3 .
Il 3 luglio 1919 Benedetto XV nomina mons. Ratti arcivescovo di Lepanto, isola famosa per la battaglia navale del 7 ottobre 1571 tra gli eserciti cristiani e turchi. Il 28 ottobre riceve la consacrazione episcopale dalle mani dell'arcivescovo mons. Kakowski nella chiesa di san Giovanni a Varsavia.
Nel giugno 1921, essendo stato nominato arcivescovo di Milano, parte dalla Polonia e nel con cistoro del 13 giugno viene creato Cardinale dell'ordine dei presbiteri. La sua elezione a Pontefice è avvenuta il 6 febbraio 1922, dopo quattro giorni di conclave.
Nota 1002.1 Benedetto XV, Giacomo Della Chiesa, eletto Pontefice il 3 IX 1914, morì il 22 I 1922.
Nota 1002.2 Secondo Enc. Catt. Vatic., vol. IX, col. 1531-2, mons. Achille Ratti fu nominato prefetto della Biblioteca Ambrosiana l’8 III 1907; trasferito a Roma, l'8 XI 1911 è viceprefetto della Biblioteca Vaticana e dall'1 IX 1914 è prefetto della medesima, rimanendo in tale incarico fino all'aprile 1918.
Nota 1002.3 L'assemblea costituente polacca aveva confermato il 26 I 1919 Giuseppe Pilsudski Capo dello Stato, gia nominato il 14 XI dell'anno precedente a tale carica dal Consiglio di reggenza.