Scheda 634 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

Vai ai contenuti

SK 634 - A fr. Salesio Mikolajczyk, Niepokalanòw Nagasaki, 28 VII 1935

Maria! Caro fr. Salesio ed anche gli altri fratelli,  Finalmente mi decido a sbrigare la corrispondenza “estera” arretrata.  Quanto al problema dei “Figli di Maria”1, evidentemente esso non è in contrasto con la M.I.  Anzi, come ho già scritto tempo addietro, l'essenza della M.I. è la consacrazione illimitata all'Immacolata.  Di Lei noi dobbiamo essere servi, figli, schiavi, ecc., ecc., ecc.  In una parola, dobbiamo appartenere a Lei sotto ogni aspetto, essere Suoi nel modo più stretto e più perfetto possibile, essere in certo qual modo Lei stessa.  Ma colui che ama l'Immacolata disinteressatamente, ossia La ama non per se stesso, ma per Lei soltanto, non si accontenta unicamente di amarLa, ma farà in modo che anche altri La amino, affinché essi pure appartengano a Lei sotto ogni aspetto, divengano Suoi proprio come lui è di Lei, anzi illimitatamente di più; in questo modo egli diviene un cavaliere dell'Immacolata, che conquista i cuori per Lei, diviene M.I.  E quanto più egli stesso diviene proprietà di Lei, tanto più conquista anime a Lei, ossia diviene Suo cavaliere.  Ecco perché l'essenza della M.I. è di appartenere a Lei sotto ogni aspetto.  Anche i “Figli di Maria”, perciò, non sono affatto qualcosa di estraneo alla M.I.  Sarà una cosa ottima studiare la mariologia, ma ricordiamoci sempre che noi conosciamo l'Immacolata più nell'umile preghiera e nell'amorosa esperienza della vita quotidiana che in dotte definizioni, distinzioni e argomentazioni (benché non ci sia lecito trascurarle).  Ella è una persona tanto sublime, così vicina alla Ss. Trinità che uno dei santi Padri non esita a chiamarla: “complementum Sanctissimae Trinitatis”, ossia “il complemento della Santissima Trinità”2.  Non ci si deve meravigliare, perciò, se l'intelligenza limitata dell'uomo si smarrisce allorché vuole indagare nel Suo mistero e un cervello presuntuoso si istupidisce ancor di più.  Le sappiano tutti a Niepokalanów queste cose, sia i “Figli di Maria” che gli altri.  Approfondiamo ogni giorno più la nostra appartenenza all'Immacolata e, in Lei e attraverso Lei, a Gesù e a Dio, ma non accanto a Lei.  Noi non serviamo Iddio Padre, Gesù e l'Immacolata in modo distinto, ma Dio in Gesù e attraverso Gesù, Gesù nell'Immacolata e attraverso l'Immacolata.  Ossia, noi serviamo l'Immacolata in modo diretto, illimitato ed esclusivo.  Ma con Lei, in Lei e attraverso Lei noi serviamo Gesù; e con Lui, in Lui e attraverso Lui Iddio Padre.  E lo Spirito Santo?  Egli è nell'Immacolata, come la Seconda Persona della Ss. Trinità, il Figlio di Dio, è in Gesù, ma con questa differenza: che in Gesù vi sono due nature, la divina e l'umana, e un'unica persona, quella divina.  La natura e la persona dell'Immacolata, invece, sono distinte dalla natura e dalla persona dello Spirito Santo.  Questa unione, tuttavia, è così inesprimibile e perfetta che lo Spirito Santo agisce unicamente attraverso l'Immacolata, la Sua Sposa.  Di conseguenza, Ella è la Mediatrice di tutte le grazie dello Spirito Santo.  Dato che ogni grazia è un dono di Dio Padre attraverso il Figlio e lo Spirito Santo, perciò non esiste grazia che non appartenga all'Immacolata, offerta a Lei, a Sua libera disposizione.  Dunque, venerando l'Immacolata, noi veneriamo in modo tutto speciale lo Spirito Santo, e come la grazia viene a noi dal Padre attraverso il Figlio e lo Spirito Santo, così a buon diritto i frutti di questa grazia salgono da noi al Padre in ordine inverso, ossia attraverso lo Spirito Santo e il Figlio, vale a dire attraverso l'Immacolata e Gesù.  
È questo lo stupendo prototipo del principio di azione e di reazione, uguale e contraria, come affermano le scienze naturali.  Per questa volta è meglio che finisca, perché ho molto da fare.  Commilite nell'Immacolata  
fr.Massimiliano Maria Kolbe



Torna ai contenuti