Rosario - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

Milizia dell'Immacolata
di Sicilia
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Rosario

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La Ss. Vergine Maria è apparsa sempre con il rosario.

Militi dell'Immacolata e voi tutti che leggete queste parole, cercate nei limiti delle vostre possibilità, di partecipare alla recita comune del rosario, o nelle chiese, o a lato delle strade, o davanti ai quadri delle statue della Madre Divina. Chi, invece, non può allontanarsi dalla propria abitazione, reciti ogni giorno in casa la terza parte del rosario. Perché? Perché L'Immacolata in persona ha voluto esortarci a recitare il S. Rosario, apparendo alla beata BERNADETTA con la corona del Rosario in mano. E a vantaggio di chi? A vantaggio di chi ha maggiore bisogno, e precisamente a vantaggio di questi nostri poveri infelici fratelli massoni. Essi sono fratelli, poiché GESU' non li ha esclusi dalla partecipazione ai meriti della sua Passione. E secondo quale intenzione? Non credete, cari lettori, che l'intenzione migliore sia che quanto prima essi si convertano, anzi addirittura si arruolino nella Milizia dell'Immacolata e, con il desiderio di riparare il male commesso finora, si accingano, sull'esempio di San Paolo dopo la conversione, all'opera della salvezza delle anime? (SK 1133)

In origine il rosario era chiamato "salterio di Maria" poiché, come il salterio di Davide era composto di 150 salmi, così anche nel rosario troviamo 150 "Ave Maria". Al cambiamento della denominazione contribuì, secondo una leggenda, il seguente fatto. Un devoto giovane aveva l'abitudine di ornare spesso con delle rose un quadro della SS. Vergine Maria. In seguito egli entrò nella vita religiosa. Dentro la porta del convento non ebbe più la possibilità di portare i fiori a Maria; questo fatto lo rattristava assai. Mentre si affliggeva in questo modo, gli apparve la SS. Vergine Maria, che gli disse: "Recita devotamente il mio salterio e mi adornerai con il fiore più bello". Incominciò a recitare subito il rosario e vide che ad ogni "Ave" la SS. Vergine Maria toglieva dalla bocca di lui una rosa di una bellezza meravigliosa e con quelle rose intrecciava una ghirlanda; al "padre nostro" intrecciava, invece, uno splendido giglio. E da qui venne la denominazione: "rosario". (SK 1257)
 
Una preghiera semplice e sublime insieme che l'Immacolata stessa, apparendo a LOURDES ha indicato, è il santo rosario. Esso divenga la spada di ogni persona che si affida all'Immacolata, così come la medaglietta (la Medaglia Miracolosa) è la pallottola che abbatte ogni male. (SK 1088)
 
Le preghiere che si recitano nel rosario sono: la "orazione domenicale", il "saluto dell'Angelo" e il "gloria al Padre". La "orazione domenicale" l'ha insegnata Gesù Cristo stesso. Il "saluto dell'Angelo" è chiamato comunemente "Ave Maria". È una preghiera composta dalle parole di saluto dell'arcangelo Gabriele a Maria, dal saluto di Elisabetta e da una supplica con cui la Chiesa chiede l'intercessione di Maria. Il "Gloria al Padre" è una preghiera di lode alla Santissima Trinità. Ognuno di queste preghiere è ampiamente conosciuta e utilizzata fin dalle origini della Chiesa. Il rosario è una preghiera molto facile, purché si ricordino le tre preghiere citate sopra. È facile comprendere che i fanciulli, ed anche le persone semplici, possono agevolmente servirsi del rosario come un mezzo di preghiera. Le persone colte, inoltre, se riflettono a fondo su questi misteri, comprendono facilmente la dottrina cattolica, e chiunque riflette su di essi fa propri molti insegnamenti necessari per la vita di ogni giorno.
Evidentemente, anche gli infedeli possono recitare il rosario. Non solo possono recitarlo, ma, riflettendo sui misteri, comprendono più facilmente la devozione del rosario e per di più, mediante la recita del rosario, possono impetrare per se stessi la grazia della verità perfetta e della fede. (SK 1171)
 
In origine il rosario era chiamato “salterio di Maria” poiché, come il salterio di Davide è composto di 150 salmi, così anche nel rosario troviamo 150 “Ave Maria”. Al cambiamento della denominazione contribuì, secondo una leggenda, il seguente fatto. Un devoto giovane aveva l'abitudine di ornare spesso con delle rose un quadro della Ss. Vergine Maria. In seguito egli entrò nella vita religiosa. Dentro la porta del convento non ebbe più la possibilità di portare i fiori a Maria; questo fatto lo rattristava assai. Mentre si affliggeva in questo modo, gli apparve la Ss. Vergine Maria, che gli disse: “Recita devotamente il mio salterio e mi adornerai con il fiore più bello”. Incominciò, dunque, a recitare subito il rosario e vide che ad ogni “Ave” la Ss. Vergine Maria toglieva dalla bocca di lui una rosa di una bellezza meravigliosa e con quelle rose intrecciava una ghirlanda; al “Padre nostro” intrecciava, invece, uno splendido giglio. E da qui venne la denominazione: “rosario”. Oltre alla recita della “preghiera domenicale” e del “saluto angelico” è parte essenziale del rosario anche la meditazione sui misteri della vita di Cristo e della santa Madre di Dio.  
 
La s. Congregazione delle indulgenze, poi, sottolinea che la riflessione del mistero è indispensabile per lucrare le indulgenze. Per facilitare questa riflessione un devoto spagnolo, Martino Navarro,
vissuto nel secolo XVI (1491-1586) aggiunse alle singole “Ave”, dopo il nome di Gesù, un breve accenno al mistero che si sta recitando, come ad esempio: “[e benedetto il frutto del tuo seno,
Gesù,] che Tu, o Vergine, hai concepito per opera dello Spirito Santo; che Tu, o Vergine, hai portato ad Elisabetta...”. È nota a tutti l'origine del rosario. La racconta un testimone di quel tempo, p. Tierry d'Alpola, domenicano. Egli afferma che in una certa località s. Domenico non riusciva a convertire alcuni eretici; si rivolse allora alla Ss. Vergine Maria, della quale era assai devoto fin dall'infanzia, per chiedere aiuto. La Regina dei cieli gli mostrò allora il rosario e gli raccomandò di diffonderlo. Si mise all'opera con fervore e da quel momento recuperò con facilità un gran numero di anime traviate, tanto che in breve tempo superò la cifra di 100.000 persone. Tutto il mondo cattolico accolse il s. rosario con entusiasmo, mentre innumerevoli grazie e prodigi di conversione attestavano la sua origine soprannaturale. I Papi lo hanno raccomandato caldamente. (SK 1257)
 
 A Lourdes l'Immacolata sgrana la corona del rosario ed incoraggia così Bernardette a recitarlo con Lei. È un modo profondo per insegnarci come dobbiamo approfondire i misteri di GESÙ, dalla sua venuta nel mondo fino all'incoronazione, quale Regina del cielo, di colei che Gli fu Madre. Ebbene, se desideriamo elevarci fino a conoscere Lei e a innamorarci di GESÙ, dobbiamo soffermarci a meditare questi misteri in unione con Lei, sussurrando e ripetendo incessantemente la " Ave Maria". (SK 1297)
 
È vero che la recita del rosario non è obbligatoria sotto pena di peccato, ma che amore sarebbe quello che si limitasse agli stretti doveri, la cui trascuratezza diventa una trasgressione, magari grave?
Un tale modo di agire sembrerebbe più una servitù da schiavi che l'amore di un figlio verso l'ottimo Padre celeste e la Madre più affettuosa. No, ciò sarebbe indegno per un amante di Maria! (SK 1102)
 
 
 

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