RELAZIONE CONFERENZA EUTANASIA - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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RELAZIONE CONFERENZA EUTANASIA

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RELAZIONE CONFERENZA EUTANASIA

 
 
Presso il salone San Massimiliano Kolbe della parrocchia Sacro Cuore, in Palermo, si è tenuta sabato 11 gennaio 2020 la conferenza dal titolo “La vita è un dono: non lasciamoci rubare il diritto di esistere!”, organizzata dalla Milizia dell’Immacolata di Sicilia.
  
In una sala gremita in ogni ordine di posti, l’incontro è stato introdotto dalla presidente regionale, prof.ssa Anna Maria Chiarello, che ha evidenziato il grave rischio di infiltrazione dell’ideologia eutanasica all’interno del mondo cristiano, sino a poter raggiungere gli stessi operatori pastorali cattolici. Per tale motivo la Milizia ha voluto convocare i propri quadri dirigenti regionali e tutti i militi delle diverse sedi, allargando la partecipazione alle associazioni consorelle.
  
Il coordinatore della Sicilia Nord, Prof. Salvatore La Piana, in veste di moderatore della manifestazione, ha presentato i tre relatori: il dott. Marcello Arena, anestesista rianimatore ed esperto in bioetica, l’avv. Domenico Armetta, cassazionista e membro del comitato direttivo del Rinnovamento nello Spirito, Don Calogero D’Ugo, vicario episcopale ed arciprete di Belmonte Mezzagno, studioso di Dottrina Sociale della Chiesa, direttore della scuola diocesana di formazione socio-politica, delegato diocesano presso la Conferenza Episcopale Italiana per il “Progetto Culturale”.
  
Il dott. Arena, nel suo intervento, ha constatato come oggi spesso più che alla persona umana si guarda alla sua produttività. Ha poi esposto alcuni casi purtroppo ben noti di eutanasia praticata su cittadini italiani o di origine italiana. Il primo caso presentato è stato quello di Therry Schiavo alla quale fu interrotta l’alimentazione con sondino e praticamente lasciata morire di fame per volontà di suo marito. Il secondo caso è quello di Piergiorgio Welby, al quale fu sospesa la ventilazione artificiale per cui morì per asfissia. Il terzo caso presentato è quello della povera Eluana Englaro, anch’essa morta di fame per sospensione dell’alimentazione voluta dal padre. Infine il caso del dj Fabo deceduto per iniezione letale, da lui stesso comandata tramite un marchingegno collegato alle sue mascelle. Si tratta di metodi diversi finalizzati all’ottenimento di un unico risultato: la morte del paziente. L’intervento del dott. Arena si è concluso con l’analisi della sentenza della Corte di Assisi di Milano al processo Marco Cappato, attivista dell’associazione “Luca Coscioni”, funestamente nota per le sue campagne pro eutanasia, e con i precedenti pronunciamenti della Corte Costituzionale attraverso i quali sono stati considerati trattamenti sanitari sia l’alimentazione, sia l’idratazione, sia la ventilazione artificiali.
  
L’avv. Armetta ha preso spunto dal precedente intervento ed ha sottolineato che con il coinvolgimento della Corte Costituzionale da parte della Corte di Assisi di Milano, la nuova interpretazione dell’art. 580 del Codice Penale non considera più reato l’aiuto al suicidio. La Consulta, inoltre, travalicando le sue funzioni, ha praticamente indicato al Parlamento della Repubblica i contenuti dei quali tenere conto nell’approvazione di una futura ed eventuale normativa di legge sull’eutanasia. Si può ben dire che la libertà solidale, cioè la vocazione spontanea dell’uomo a dare soccorso al prossimo e derivante dal Principio solidale, che sta alla base della Carta Costituzionale, sia stata uccisa proprio dalla Corte Costituzionale che avrebbe invece dovuto garantirla. L’avv. Armetta ha concluso il suo intervento dichiarando che non esiste giuridicamente un diritto alla morte mentre esiste si un diritto alla vita.
  
L’ultima relazione è stata quella di don Calogero D’Ugo che ha paragonato la cultura di morte alla cornice di un quadro in cui il primo lato è costituito dal materialismo che considera tutto quanto materia, non prendendo in considerazione l’aspetto spirituale dell’uomo. Il secondo lato della cultura di morte è costituito dall’ateismo che considera vuoto il Cielo in quanto non esiste alcun Dio. Il supremo ed assoluto valore rappresentato da Dio, per i credenti, dagli atei è sostituito dall’io, dal quale discende ogni ordine di cose. L’ateismo non riconosce l’esistenza di alcun Logos. Il terzo lato è rappresentato dal soggettivismo che, partendo dal presupposto ateo dell’inesistenza di Dio, ritiene che ogni considerazione deriva dal “secondo me”. Infine il quarto lato della cornice costituito dall’egoismo/egocentrismo dove l’io precedente sta al centro di tutto, anzi l’io è il massimo. Oggi la categoria fondamentale del pensiero moderno è il caos, contrapposto al Logos. L’eutanasia è un atto che racchiude in sé tre possibilità: o è un omicidio, o è un suicidio o è un omicidio/suicidio! La vita ancor più che un diritto è un evento. L’eutanasia, pertanto, lede la sorgente di ogni diritto che è la vita umana. Senza di essa non può sussistere alcun altro diritto per l’uomo. La dignità della vita viene garantita dalla vita stessa. Occorre oggi riproporre l’autenticità e la verità di una Cultura della Vita: siamo tutti figli del Cielo!
  
Il pubblico presente si è dimostrato molto interessato ai temi proposti ed ha interagito con alcune richieste di ulteriori chiarificazioni. A conclusione dei lavori, l’assistente regionale della Milizia dell’Immacolata, Padre Luigi Gattuso ofmconv, ha incoraggiato tutti i presenti nella difesa della vita dal concepimento al suo tramonto naturale, primo dei tre principi non negoziabili (Vita, Famiglia, Educazione) sanciti e difesi da Papa Benedetto XVI durante il suo pontificato. Dopo aver impartito la benedizione, Padre Luigi ha fatto intonare il “Salve Regina” ad un pubblico visibilmente soddisfatto per aver partecipato ad un incontro autenticamente cristiano.

Prof. Annamaria Chiarello
Milizia dell'Immacolata di Sicilia
Via G. il Buono, 91 Palermo
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