Marcia per la Vita 2018 - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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Marcia per la Vita 2018

MARCIA PER LA VITA
                 
Marcia per la vita a Palermo     2018         

I VIDEO DELLA MARCIA 2018

    LE RAGIONI DI UNA MARCIA     
                  
                                      
    LE FAMIGLIE                                            


14 Aprile 2018 - Palermo in marcia per la vita!

 
Nella Giornata per la vita del 4 febbraio scorso, Papa Francesco ha lanciato un accorato appello: “esprimo il mio apprezzamento e incoraggiamento alle diverse realtà ecclesiali che in tanti modi promuovono e sostengono la vita, in particolare il Movimento per la Vita, di cui saluto gli esponenti qui presenti, non tanto numerosi. E questo mi preoccupa; non sono tanti quelli che lottano per la vita in un mondo dove ogni giorno si costruiscono più armi, ogni giorno si fanno più leggi contro la vita, ogni giorno va avanti questa cultura dello scarto, di scartare quello che non serve, quello che dà fastidio. Per favore preghiamo perché il nostro popolo sia più cosciente della difesa della vita in questo momento di distruzione e di scarto dell’umanità.”
 
 
La sfida antropologica del nostro tempo è certamente l’urgenza delle urgenze. Vita, persona umana, famiglia, libertà di educazione … sono concetti sempre più liquidi e sfaldati, aggrediti dal relativismo, dal consumismo e dai poteri forti del nostro tempo. Una reazione vigorosa e propositiva  deve scaturire dai cristiani, portatori dinnanzi a Dio di maggiori responsabilità. Facendo eco a questa preoccupazione del Papa (che dovrebbe essere di tutta la Chiesa), per rispondere a questa emergenza, nasce e si sviluppa da 8 anni a Palermo, la marcia per la vita e per la famiglia. Su iniziativa della M.I.,  estesa anche ai non cattolici,  tale evento si svolge dopo manifestazioni “minori” che l’associazione svolge nell’isola nella prima domenica di febbraio, giornata dalla CEI  dedicata alla vita. Volantinaggi, catechesi, raccolte di offerte e offerte di fiori, preghiere; spesso in collaborazione con altre realtà associative.
 
 
San Massimiliano offrì la propria vita affinchè una famiglia non perdesse il suo capo. Ed è proprio  l’evocazione dei propri figli da parte della vittima designata dai nazisti, che fa scattare il nostro santo, che tanto amava la famiglia. Ed è rivelatrice anche la motivazione che dichiara al carnefice nazista: essere sacerdote e non avere figli.  Anche questo spiega perché nella MISSIONE degli statuti Generali della M.I., sia indicata “la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale, a porsi a servizio della dignità integrale della persona, a proporre i valori di fraternità, di giustizia e di solidarietà.” (art. 11), “poiché Tutti i membri della M.I., sono consapevoli di essere sempre e ovunque missionari,” (art.12). Missione da realizzare portando ”il Vangelo di Cristo come fonte di speranza per l'uomo e di rinnovamento per la società (ChL29)” (art.9), uscendo dalle sacrestie e testimoniando; anche per le strade.


 
E’ un atteggiamento che risponde al dinamismo kolbiano, che non vuole  la M.I. statica, fatta di devozioni rassicuranti e abitudini intangibili. La vuole dinamica; in certi casi anche fluida. Il nostro santo trova provvidenziale che la sua associazione “non è “corpus organicum”e così si infiltra fra diverse altre associazioni” (SK 200). E aggiunge: “La M.I. sia piuttosto “transcendentalis” che “universalis”, cioè non si presenti come una organizzazione in più accanto alle numerose che già esistono, ma piuttosto penetri profondamente tutte le organizzazioni” (SK 658). Ne è talmente convinto che dichiara senza pudore: “La M.I., da parte sua, compenetri profondamente l'intera Azione Cattolica, tutti i suoi membri, affinché tutta questa associazione viva dello spirito della M.I. Ma questo deve essere attuato senza strombazzamenti e con molta delicatezza” (SK 662). Senza furbizie, non nascondendosi, ma non ostentando superiorità vere o presunte; con umiltà profonda  derivante dalla certezza di essere servi inutili.
 
 
 Questo è quanto riesce ad operare la nostra associazione in Sicilia ogni anno anche con la marciaperlavitaeperlafamiglia. Si realizza la difesa della persona umana e della sua dignità, ma anche quanto il nostro santo voleva: “curare la collaborazione concreta della M.I. con le altre associazioni cattoliche” (SK 666). Ma non solo: intorno alla M.I. si raggruppano chiese evangeliche di un certo seguito, con le quali l’intesa sull’antropologia naturale e cristiana è totale, ma anche  altre associazioni cattoliche e laiche, uomini politici e dell’amministrazione pubblica, e mass media di diversa provenienza.
 
 
 
Quest’anno circa 3000 persone hanno attraversato  sabato 14 aprile il centro di Palermo. Hanno aderito 71 associazioni, e aggregazioni sociali di varia natura: religiosa, laica o culturale, raccolte nel Forum “Vita, Famiglia, Educazione”, il cui portavoce è il presidente regionale M.I..
 
I partecipanti si sono concentrati a Piazza Crispi, dove  il vicario episcopale don Calogero D’Ugo ha dato lettura del messaggio di incoraggiamento dell’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, a cui sono seguiti quelli di mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, mons. Luigi Bommarito arcivescovo emerito di Catania e  mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale. Messaggi sono pervenuti anche dai  pastori evangelici Lirio Porrello (Parola della Grazia), Mauro Adragna (Chiesa della Riconciliazione) e Nicolò Cerrito (Chiesa Eben Ezer),  nonchè da Massimo Gandolfini, organizzatore dei Family Day nazionali e da Virgina Coda Nunziante,  presidente della marcia nazionale per la vita.
 
 

Don Fortunato Di Noto dell’Associazione Meter, da anni impegnato contro la pedofilia, impossibilitato a partecipare quale testimonial  perché bloccato sull’autostrada Palermo-Catania, ha trasmesso anche lui un messaggio. Di seguito il pastore Elia Cascio della comunità evangelico- pentecostale  “Parola della Grazia”, ha richiamato il valore fondante della famiglia alla luce della Sacra Scrittura e della legge naturale.
 
 
Gli organizzatori della marcia hanno infine evidenziato le emergenze disattese dell’istituto familiare, soprattutto ai politici presenti: l’assessore regionale alla Cultura Roberto Lagalla, Pietro Garonna in rappresentanza dell’assessore all’Economia Gaetano Armao e Raoul Russo in rappresentanza dell’assessore al Turismo Sandro Pappalardo. E poi gli onorevoli Carolina Varchi, Alessandro Aricò, Vincenzo Figuccia,  Alessandro Pagano e Giuseppe Mattina, assessore alle Politiche sociali del Comune di Palermo. Il presidente della regione, on. Nello Musumeci, assente per impegni istituzionali, aveva già dato il patrocinio all’evento.
 
 
Fra le tante emergenze il portavoce del Forum  ha evidenziato in particolare:
 
 
- le difficoltà in cui opera il Centro d’Aiuto alla Vita, che, non finanziato da pubbliche amministrazioni, in 10 anni ha salvato dall’aborto 1046 bambini;
 
-  l’ingiustizia di una addizionale regionale IRPEF non parametrata ai carichi di famiglia;
 
-  la necessità di rifinanziare il buono scuola regionale per gli alunni delle scuole paritarie;
 
- l’indispensabilità di “ripensare”tutto il sistema fiscale  e di accesso al welfare pubblico in funzione del numero di figli e dei disabili.
 
 
Tutto ciò però presuppone una rivoluzione copernicana nella concezione della famiglia stessa: non povera cenerentola a cui elargire elemosine, ma prioritaria risorsa per la ripresa, ormai urgentissima, di una nazione invecchiata e che da anni i dati ISTAT indicano come votata all’estinzione (tasso 2017 di 1.27 figli a donna contro il 2,1 necessario a mantenere l’attuale numero di italiani; fra i più bassi al mondo). Queste e tante altre istanze andrebbero canalizzate verso la figura del Garante Regionale per la Famiglia, la cui istituzione è  prevista da un ddl regionale presentato, anche, in questa legislatura.
 
 
Il corteo, preceduto da un passeggino vuoto con la malinconica scritta “Volevo esserci anch’io”, aperto da un nugolo (circa 30) di passeggini con neonati, accompagnato da una allegra ed instancabile  banda musicale, è infine partito fra canti, slogan, striscioni e cartelli, che hanno suscitato la curiosità dei numerosi passanti e turisti, che chiedevano le ragioni della sfilata.
 
Fra tanta gioia, un momento mesto a metà percorso: un minuto di silenzio per le vittime della cultura dello scarto introdotto dalle note del “silenzio”. Il tutto si è concluso dinnanzi al Teatro Massimo con la recita del Padre Nostro ed una invocazione al Dio della vita.
 
Alla fine, i sacerdoti partecipanti hanno concelebrato una Santa Messa per le vittime della cultura dello scarto, nella chiesa di S. Ignazio martire all’Olivella, retta dai Padri della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri. L’evento ha avuto ampia eco sui social e sulla stampa locale.
 
 Diego Torre


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