Loreto: la Santa Casa - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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Loreto: la Santa Casa

CHIESA
In Pellegrinaggio a Loreto: la Santa Casa

 
Chi giunge a Loreto, splendida città marchigiana, si trova subito alla presenza del maestoso santuario che campeggia in un’ampia piazza racchiusa da palazzi curiali.  Sembra di entrare in una cittadella fortificata che dà subito l ’impressione, di un luogo che custodisce il sacro! È vero! La presenza della preziosa reliquia della Santa Casa di Nazareth è lì inserita e preservata ed è oggetto di venerazione. Quest’anno ricorre il Giubileo lauretano, concesso da  Papa Francesco ed iniziato  l’8 dicembre 2019 con l’apertura della Porta Santa da parte del Segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin che  si concluderà il 10 dicembre 2020. I pellegrini che giungeranno, varcando la Porta Santa, potranno usufruire dell’indulgenza plenaria. I Pontefici, nel corso dei secoli, a partire dal medio evo, fino ai giorni nostri, hanno avuto sempre una devozione particolare, per la Santa Reliquia. Hanno infatti, promosso pellegrinaggi, concesso indulgenze e privilegi. Loro stessi, più volte vi si sono recati. Solo per citarne alcuni: Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, S. Giovanni Paolo II (5 volte),  Benedetto XVI  (2 volte). Lo stesso Pontefice S. Giovanni Paolo II, nel 1993, definì la Santa Casa il “primo santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e, per diversi secoli, vero cuore mariano della cristianità.”    Fermo restando che non si tratta di un dogma di fede, anzi, la chiesa, lascia piena libertà alla ricerca storica per indagare sulle origini del santuario e della sua tradizione, tuttavia, in base ai numerosi documenti scoperti, ed alla ricerca tecnico- scientifica effettuata, i risultati sono davvero strabilianti e non si può fare a meno di pensare ad un intervento divino. Ma per capire dinanzi a quale fenomeno ci troviamo di fronte, è meglio ripercorrere un po’ di storia.


 
Sin dalle origini del Cristianesimo, la cella dell’Incarnazione, diventò luogo di culto dei pellegrini, da quando ancora la Madonna era su questa terra. Per secoli, la dimora della Vergine, fu preservata dai pericoli, anche se, devoti e pellegrini o ladri e simoniaci, asportarono dei frammenti o alcune pietre, i custodi aggiunsero nuovo materiale solo in alcuni punti e l’edificio subì delle piccole trasformazioni ma che alla fine, si rivelarono utili alla sua conservazione. In Palestina, al tempo di Gesù, le abitazioni della gente umile, in genere, erano formate da tre pareti, addossate ad una grotta, che rappresentava una stanza a parte. La stanza principale, era comunque, quella addossata alla grotta. Non si sa per certo, se esistessero altri piccoli locali ed un cortile esterno. Questa tipologia di casa, molto diffusa ed era la stessa della Sacra Famiglia di Nazareth.  La presenza dei crociati in Palestina, per difendere i luoghi santi, finì nel maggio del 1291 con la conquista musulmana dell’ultima roccaforte cristiana. Pochi giorni prima della sconfitta, nella notte fra il 9 e 10 maggio, la cella della Santissima Annunziata sparì inspiegabilmente e non più ritrovata nel posto originario! Ma ci si chiede come è possibile che in una notte, sia stata divelta dalla cripta , sotto la basilica dell’Annunciazione?  Come hanno potuto le tre pareti, essere estirpate dalle fondamenta, fatte uscire ed essere trasportate, nell’arco di una notte a migliaia di kilometri a Tersatto in Croazia ( oggi quartiere della città di Fiume) ? Numerose sono le testimonianze che attestano che la casa vi sia giunta il 10 maggio. Una molto tangibile, un’iscrizione sul marmo lungo la scalinata del santuario, della città, risalente probabilmente al XIV secolo in cui si può leggere: ” Venne la Casa della Beata Vergine Maria , da Nazareth a Tersatto, l’anno 1291, allì 10 maggio e si partì  allì 10 di dicembre 1294”. Le traslazioni conosciute sono 5, avvenute nell’arco di tempo che va dal 1291 al 1296. La località successiva, dove la Santa Casa si posò, fu Ancona in località Posatora; terzo luogo,  in un bosco della zona di Recanati, luogo selvoso e paludoso, di proprietà della nobile  signora Loreta; quarto luogo, il monte Prodo su di un campo appartenente a 2 fratelli : Simone e Stefano Rinaldi degli Antici; infine si venne a posare in mezzo alla strada pubblica che congiungeva  Recanati con Ancona e porto Recanati. Per tutte queste traslazioni, sono stati raccolti molti documenti storici che attestano la veridicità dei fatti avvenuti in maniera miracolosa. E ’comunque impensabile pensare che le pareti siano state montate e smontate 5 volte! La malta originale non esisterebbe più. Le pareti sono formate da un tipo di pietre e di calcina inesistenti nelle Marche ma che si ritrovano, invece, in Terra Santa.  Su diverse pietre, poi, ci sono dei graffiti con scrittura sincopata in greco, dove si legge Gesù Cristo Figlio di Dio oltre a 2 lettere ebraiche. Ma ancora più strabiliante è che la Santa Casa di Loreto, non ha fondamenta proprie ed è poggiata su di un terreno di nessuna consistenza, disciolto e polveroso ed anche irregolare infatti una parte della Casa è sospesa sul vuoto di un fosso.  Perché mai edificarla senza fondamenta su una pubblica strada di Recanati, cioè luogo di transito sulla quale era proibito costruire ? Quale costruttore avrebbe mai pensato a qualcosa del genere? E’ inoltre, stupefacente osservare, come tutto si conservi inalterato, senza un minimo cedimento o lesione delle pareti. Altro dato importante, il perimetro della casa, corrisponde esattamente al perimetro della casa che si trovava a Nazareth.
 
La Santa Casa, è reliquia preziosa, in quanto, tra le sue mura, è avvenuto l’avvenimento che ha cambiato la storia dell’umanità: l’Annunciazione!  Ha segnato una svolta del genere umano con la Redenzione!  Ogni pietra delle sue pareti, racconta la storia della Sacra Famiglia. Quelle pareti, hanno visto scorrere la vita familiare, hanno ascoltato le loro voci, i loro respiri, le loro preghiere, lì è cresciuto Gesù in Santità e  Grazia! S. Giuseppe, uomo giusto e padre putativo, vi è morto tra le braccia del Figlio e della sua Santissima Sposa. In quella Casa, è stato celebrato da S. Pietro, il Santo Sacrificio della Messa. Come non essere emozionati e commossi entrando in questo luogo santo! Santa Teresa del Bambin Gesù, confessò di aver avuto la tentazione di “grattare furtivamente i muri, santificati dalla presenza divina”.
 
Allora anche noi entreremo in punta di piedi per contemplare, ammirare , stupirci, capire , attraverso la vita concreta,  quotidiana, il mistero della nostra fede.
 
La parete sud al lato dell’altare, presenta un piccolo vano dove vengono riposte delle ampolline e che secondo la tradizione, si trattava della credenza dove la Madonna poneva stoviglie e alimenti; nella parte opposta la stessa parete, troviamo un’acquasantiera, punto in cui Maria lavava le Sue mani. Di fronte la credenza, sul lato destro dell’altare, un armadio contenente due tazze. Ma la maggiore devozione è suscitata dalla cosiddetta” scodella” di Gesù Bambino che gli studiosi fanno risalire all’epoca della vita terrena di Nostro Signore ( I secolo d.C.). Santa Teresina di Lisieux raccontò che a quella vista, non poté fare a meno di deporvi la corona del Rosario. Attualmente la scodella viene conservata sotto la statua della Madonna. Sopra la finestra della parete ovest è appeso un Crocifisso ligneo della fine del XIII secolo che gli storici lauretani sostengono essere arrivato miracolosamente con le tre pareti. Insieme con la Casa, è giunto il cosiddetto altare degli Apostoli, che si trova oggi, , sotto l’altare di marmo dove si celebra quotidianamente la S. Messa. Si tratta di un altare i cui materiali risalgono alle origini della chiesa. Il basamento e la mensa sono lavorati a spina di pesce come riscontriamo in numerose pietre delle pareti. La prima statua lignea della Madonna nera con Bambino, risale al XIV secolo.  Il colore nero della Madonna, è riconducibile allo stile ed al genere delle Madonne nere. Molti lo spiegano rifacendosi ai versi del Cantico dei Cantici: “ Bruna ma bella, o figlie di Gerusalemme…” oppure all’invocazione delle litanie lauretane : “Turris eburnea”. In seguito ad un incendio, che distrusse la statua, il 23 febbraio del 1922, ne venne collocata una nuova, che corrisponde a quella attuale . Fu benedetta dal Papa Pio XI scolpita in legno di cedro, di un albero dei giardini vaticani.
 
Il santuario, sin dall’inizio, divenne famoso per le numerose guarigioni che vi si verificarono. Gli ex voto presenti, donati lungo i secoli, sono innumerevoli.  Uno fra i tanti miracoli degno di nota, è avvenuto nel 1489 alla moglie di un nobile di Grenoble: Pietro  Orgentorix, posseduta da  sette demoni. Nessun esorcismo le era stato efficace, ma quando le fu fatto nella Santa Casa, ne fu liberata ed in quell’occasione i demoni dovettero ammettere che si trattava della Casa della Santa Vergine e rivelarono dove Ella si trovasse al momento dell’Annunciazione: oltre l’altare sul lato sinistro, mentre Gabriele si fermò dalla parte destra della finestra. Principi e principesse, re ed imperatori  si fecero pellegrini a Loreto.  Anche Luigi XIII ( 1601 -1643), dopo 23 anni di sterilità della moglie, per grazia della Vergine di Loreto ottenne il concepimento del futuro re Luigi XIV. E così potremmo continuare all’infinito!
 
Questa è la storia della Santa Casa, che ancora oggi ci meraviglia! Ma ancor di più il messaggio che ci lancia. Tra quelle mura, si svolgeva una vita semplice, essenziale, fatta di gesti ripetitivi, ma sicuramente si rispecchiava nei loro volti, insieme alla fatica quotidiana, la gioia e la felicità dell’amore in Dio, nell’osservanza alla sua legge. I Santi genitori, avevano il privilegio d’avere con loro il Figlio di Dio e quindi ogni giorno era uno stupirsi  dell’irruzione del Sovrannaturale nella loro Casa! Possiamo solo immaginare, la loro responsabilità nel custodire Gesù ma anche la bellezza d’ascoltare  la Sapienza divina !  Anche se non comprendevano fino in fondo, come ci dice il Vangelo, Essi si fidavano lo stesso! E tutto era rinchiuso nel segreto del loro cuore. Non occorreva altro, per la vita familiare. Potessimo anche noi apprezzare il quotidiano e la Grazia che ogni giorno si manifesta nella nostra vita! Doni che vengono offuscati dalla nostra frenesia del vivere, dalla ricerca del superfluo, dal benessere sempre più ricercato che ci condiziona, che ci asseta ancor di più di vanità. Solo impoverendoci, senza tutto questo quindi, potremmo vedere le meraviglie di Dio! Non ci resta che imitare la Sacra Famiglia per ritrovare la Vera felicità!
Anna Maria Chiarello


 
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