IL QUINTO COMANDAMENTO – La difesa della pace - Milizia dell'Immacolata di Sicilia

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IL QUINTO COMANDAMENTO – La difesa della pace

ESTRATTO DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA  

 
2304 Il rispetto e lo sviluppo della vita umana richiedono la pace. La pace non è la semplice assenza della guerra e non può ridursi ad assicurare l`equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l`assidua pratica della fratellanza. E’ la “tranquillità dell`ordine”, è frutto della giustizia  (Is 32,17) ed effetto della carità.

 
2305 La pace terrena è immagine e frutto della pace di Cristo, il  Principe della pace (Is 9,5) messianica. Con il sangue della sua croce, egli ha distrutto in se stesso l`inimicizia, ha riconciliato gli uomini con Dio e ha fatto della sua Chiesa il sacramento dell`unità del genere umano e della sua unione con Dio. Egli è la nostra pace (Ef 2,14). E proclama:  Beati gli operatori di pace  (Mt 5,9).

 
2307 Il quinto comandamento proibisce la distruzione volontaria della vita umana. A causa dei mali e delle ingiustizie che ogni guerra provoca, la Chiesa con insistenza esorta tutti a pregare e ad operare perché la bontà divina ci liberi dall`antica schiavitù della guerra.

 
2308 Tutti i cittadini e tutti i governanti sono tenuti ad adoperarsi per evitare le guerre. Fintantochè esisterà il pericolo della guerra e non ci sarà un`autorità internazionale competente, munita di forze efficaci, una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa.

 
2309 Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per la sua gravità, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale.
 
Occorre contemporaneamente:
 
_ che il danno causato dall`aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo;
 
_ che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci;
 
_ che ci siano fondate condizioni di successo;
 
_ che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare. Nella valutazione di questa condizione ha un grandissimo peso la potenza dei moderni mezzi di distruzione.
 
Questi sono gli elementi tradizionali elencati nella dottrina detta della guerra giusta.
 
La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune.

 
2310 I pubblici poteri, in questo caso, hanno il diritto e il dovere di imporre ai cittadini gli obblighi necessari alla difesa nazionale. Coloro che si dedicano al servizio della patria nella vita militare sono servitori della sicurezza e della libertà dei popoli. Se rettamente adempiono il loro dovere, concorrono veramente al bene comune della nazione e al mantenimento della pace.

 
2312 La Chiesa e la ragione umana dichiarano la permanente validità della legge morale durante i conflitti armati. <Nè per il fatto che una guerra è ormai disgraziatamente scoppiata, diventa per questo lecita ogni cosa tra le parti in conflitto>.

 
2313 Si devono rispettare e trattare con umanità i non-combattenti, i soldati feriti e i prigionieri. Le azioni manifestamente contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, non diversamente dalle disposizioni che le impongono, sono crimini. Non basta un`obbedienza cieca a scusare coloro che vi si sottomettono. Così lo sterminio di un popolo, di una nazione o di una minoranza etnica deve essere condannato come peccato mortale. Si è moralmente in obbligo di far resistenza agli ordini che comandano un genocidio.

 
2314 “Ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato.” Un rischio della guerra moderna  di offrire l`occasione di commettere tali crimini a chi detiene armi scientifiche, in particolare atomiche, biologiche o chimiche.


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